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domenica 4 gennaio 2015

A 10 anni dal disastro ferroviario di Crevalcore: appello alla partecipazione!

Il 7 gennaio 2015 sono trascorsi 10 anni da Crevalcore, quando, poco dopo le ore 12.00, un treno di pendolari si scontra con un treno merci carico di putrelle di acciaio: muoiono 17 persone, oltre 20 i feriti. Perdono la vita anche 3 macchinisti, il capotreno e altri due ferrovieri.
Oggi, da Viareggio facciamo l'appello ad esserci, ad una forte partecipazione, con una proposta di comunicato comune, che invieremo entro breve.
Stiamo informandoci sulle iniziative previste, anche quelle ufficiali, per dire la nostra con la presenza ed il comunicato. 
L’appello nasce da Viareggio, poiché le due sentenze-vergogna (quella del 17 luglio scorso del presidente del Tribunale della Corte di Appello di Firenze, Giovanni Bronzini coadiuvato dai giudici Gaetano Schiavone e Simonetta Liscio, e quella del 4 giugno 2013 del giudice di Lucca, Luigi Nannipieri) che hanno confermato il licenziamento di Riccardo Antonini, ci hanno visti successivamente mobilitati con 2 partecipati presidi davanti ai Tribunali di Firenze e di Lucca, e un ulteriore volantinaggio pochi giorni fa ancora al Tribunale di Firenze: questi interventi dimostrano e affermano che non accettiamo la sentenza contro Riccardo, ci hanno ancora più convinto che non dobbiamo fermarci di fronte alle tante "loro" sentenze di parte; sentenze dalla parte di chi detiene il potere.  Un insegnamento della realtà che si deve quindi estendere. I tempi sono cambiati in peggio per i senza-potere nel senso che sempre più sono le sentenze contro di loro ed allora i tempi debbono cambiare anche per i poteri forti, impuniti ed assolti da giudici senza scrupoli: per questo siamo costretti a non mollare attraverso la denuncia e la mobilitazione. 

Perché Crevalcore? Perché la sentenza per il disastro ferroviario di Crevalcore, emessa a maggio 2009, un mese prima della strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno, rappresenta, per i suoi contenuti, l'icona delle sentenze-vergogna, che assolve gli imputati "per non aver commesso il fatto" e attribuisce ogni responsabilità al macchinista morto Vincenzo Di Biase.
Questo 10° anniversario è un appuntamento da non perdere, visto le sentenze susseguitesi nell'ultimo periodo (l'elenco è per difetto): 
- la sentenza Thyssen krupp, dell'aprile scorso, con cui è stata annullata la sentenza della Corte di Appello di Torino (che aveva ridotto le pene derubricando l'omicidio da doloso a colposo): il nuovo processo deve rideterminare, ovviamente al ribasso, le pene degli imputati;
- la sentenza di 2° grado de L’Aquila che assolve i membri della Commissione grandi rischi che una settimana prima del terremoto che provocò 309 vittime, aveva rassicurato la popolazione che non vi era alcun pericolo …
- la sentenza Eternit del 19 novembre, con l'assoluzione definitiva per prescrizione del reato di disastro ambientale del miliardario Stephan Schmidheiny, imputato di oltre 3000 morti da amianto. Annullati anche i risarcimenti per le parti civili;
- la sentenza Marlane: a dicembre, il Tribunale di Paola assolve i 12 imputati responsabili della morte di 107 operai della Marlane di Praia a Mare, compreso il presidente Marzotto;
- sempre il Tribunale di Paola, a dicembre, ha assolti tutti gli imputati nel processo per la megadiscarica di Bussi che ha avvelenato 700.000 persone, reato prescritto perché derubricato da doloso a colposo.

Il 10° anniversario di Crevalcore è un appuntamento che non possiamo perdere per affermare: che non possiamo accettare e respingiamo sentenze contrarie alla salute e alla sicurezza che danno mano libera a padroni e manager a continuare nella loro politica di morte; che compete a noi assumere in prima persona la grande questione della sicurezza e dell’ambiente, che dobbiamo organizzarci e mobilitarci perché la tutela della vita dei lavoratori e dei cittadini, non può essere delegata alla magistratura e a magistrati che, deliberatamente, hanno deciso di stare dalla parte dei potenti.
L’appello è rivolto agli organismi di lotta, ai ferrovieri, a delegati e lavoratori, alle realtà organizzate che, in questi anni, hanno dimostrato coscienza, sensibilità, denuncia e mobilitazione su temi fondamentali come la sicurezza, la salute, l’ambiente.

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