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martedì 20 ottobre 2020

BOCCIAMO QUESTA IPOTESI DI RINNOVO CCNL: BASTA ACCORDI A PERDERE

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della Allca-Cub sul rinnovo del Ccnl Gomma-plastica



Gomma-plastica: respingiamo la bozza di accordo, fa male ai lavoratori!


Dopo la scadenza naturale datata dicembre 2018, a cui hanno fatto seguito diverse proroghe, siamo arrivati a questo autunno 2020 in cui viene sfornata l’ipotesi di rinnovo del CCNL Gomma-Plastica. Una ventina di pagine, come sintesi; che dovrebbe essere presentata a tutti i lavoratori della categoria, attraverso assemblee sindacali nel corso delle quali gli stessi dovranno esprimere il loro consenso (o dissenso).

Noi lo abbiamo letto, e ci siamo fatti un’opinione. Entriamo subito nella parte tecnica di questa ipotesi di rinnovo.

Tutti ricorderemo che nel dicembre 2018, in molti ci ritrovammo davanti alla sede nazionale della Federazione Gomma Plastica, a Milano. Era una giornata di sciopero nazionale per tutta la categoria, indetto da CGIL, CISL, UIL (dopo più di dieci anni in cui non accadeva nulla del genere…) per protestare contro ciò che sarebbe dovuto accadere da lì a poco. Qualcosa che non aveva precedenti: la decurtazione di una parte dell’aumento salariale previsto del CCNL: in pratica invece di ricevere l’aumento, dovevamo essere noi a restituire dei soldi. Il tristemente noto articolo 70: già, la restituzione dei soldi era prevista in questo articolo, che faceva parte del CCNL firmato dalle stesse direzioni di CGIL CISL UIL. Quindi i padroni che chiedevano la restituzione dei soldi, in realtà applicavano alla lettera il CCNL, e quindi, dal loro punto di vista, che viaggia in direzione contraria agli interessi di noi lavoratori, avevano le loro ragioni. Ragioni che venivano meno invece per quegli apparati sindacali che avevano fatto la “sciocchezza” di firmare una cosa del genere. Sempre l’articolo 70 contiene poi la tregua sindacale (niente sciopero durante il rinnovo contrattuale) tale norma, tutt’ora presente anche nella nuova ipotesi d’accordo, è l’emblema di un contratto a perdere: una linea sindacale che si è diffusa negli anni attraverso la concertazione che si è sostituita al conflitto.


Tornando ai giorni nostri, abbiamo già evidenziato all’inizio il grave ritardo (circa 1anno e mezzo) con il quale si è arrivati all’ipotesi di accordo, e di conseguenza si arriverà alla firma. Durante questo lungo periodo di ritardo, i lavoratori sono stati vittime:

- di una crisi economica che era in atto già da tempo;

- crisi che è stata ulteriormente aggravata dall’emergenza sanitaria e dalla pandemia;

- pandemia durante la quale in molti sono stati costretti alla cassa integrazione forzata, spesso non pagata o pagata con mesi di ritardo.

Senza scordarci di tutto il maltolto facente parte del vecchio CCNL, di cui abbiamo già

parlato in precedenza.


In questo scenario, i sindacati firmatari avanzano nella loro ipotesi di accordo una proposta di aumento salariale pari a 63 euro lorde (45 legate al vecchio Ipca e 18 alla produttività), erogato in due tranche da 31 e 32 euro nelle date del 1 gennaio 2021 e 1 gennaio 2022. Questo l’aspetto puramente economico. Andando su altri dettagli comunque importanti, si notano:

- l’aumento della vigenza contrattuale fino e 42 mesi (in precedenza erano 36);

- una larga parte dell’accordo è legata alle commissioni paritetiche e agli enti

bilaterali, ossia una serie di organismi atti a finanziare surrettiziamente i firmatari , finanziati dai padroni e da trattenute economiche che vengono fatte sulla busta paga di tutti noi lavoratori (come se non ce ne fossero già a sufficienza…). Tutto questo per garantire il mantenimento degli apparati inutili e inconcludenti dei sindacati firmatari;

- la comparsa di una nuova figura tra i rappresentanti sindacali: ci mancava il rappresentante dei lavoratori per la formazione! Figura alquanto ambigua, in quanto non si capisce bene di che cosa esso si debba occupare (che tipo di formazione, nei confronti di chi, con quali criteri;

- la riconferma e l’incremento del welfare aziendale, meccanismo a nostro parere “a perdere” e sul quale abbiamo già da tempo espresso il nostro giudizio negativo.

In sintesi: lo riteniamo un modo per pagare i premi ai lavoratori con servizi di vario genere, che andranno a sostituire gli aumenti economici e che porteranno una defiscalizzazione della quale viene evidenziato solo un aspetto, quello della detassazione per l’appunto, ma che in realtà andrà a togliere contributi per tutti quei servizi pubblici come pensioni, istruzione, sanità. Tutto questo con la benedizione dell’asse unico padroni – sindacati firmatari. All’inizio di questo testo, non a caso, abbiamo usato il condizionale quando abbiamo detto che l’ipotesi di accordo “dovrebbe” passare nelle assemblee sindacali. Un film già visto negli anni addietro: pseudo assemblee, alcune volte addirittura mai svolte, con altrettante pseudo votazioni. Aggiungendo i tempi strettissimi nei quali esse si dovrebbero svolgere (il testo dice che entro il 20 novembre 2020 dovrà esserci l’esito definitivo), nel clima di emergenza e restrizioni dovuto alle misure di sicurezza Covid 19, tutto fa pensare ad un meccanismo tutt’altro che democratico, con un esito scontato e puramente “di facciata”.

Questa la nostra analisi tecnica e critica, alla quale deve naturalmente fare seguito una parte propositiva.

- Prima di tutto l’aspetto salariale, che deve tornare ad essere la parte più importante dei CCNL. Aumenti di salario con riduzione dell’orario di lavoro: per aumentare l’occupazione e migliorare la qualità della vita di ogni lavoratore dipendente.

- Rilanciare la democrazia sindacale: tutte le organizzazioni sindacali devono avere parità di diritti e considerazione, al cospetto dei lavoratori che devono avere libertà nelle scelte sindacali.

- Rilanciare il diritto di sciopero e il suo valore, una conquista ottenuta nel tempo con la lotta, il sudore e il sangue, e che ora di giorno in giorno, di riforma in riforma, di accordo in accordo, viene sempre più affossato e limitato da governi, padroni e direzioni dei sindacati firmatari.


Un modo potrebbe essere quello di unire le lotte di tutte le categorie più deboli e normalmente massacrate: lavoratori, pensionati, studenti, disoccupati, senza tetto, migranti. Tutti uniti sotto un comune denominatore: quello degli sfruttati, che devono combattere contro il loro nemico principale: gli sfruttatori.

Milano 19 Ottobre 2020




giovedì 3 novembre 2016

Ferrovieri: La piattaforma rivendicativa dei lavoratori per il rinnovo del CCNL



Il rinnovo contrattuale che sta per essere siglato si porta dietro un paradosso che, mai come in questa occasione, rende ancor più visibile il distacco fra le reali esigenze dei Ferrovieri e ciò che azienda e sindacati firmatari stanno predisponendo per il nuovo CCNL. La segretezza delle trattative è il più chiaro segnale di questo distacco: vuoti comunicati, spifferi, bozze venute fuori per vie traverse e voci incontrollate. Niente di più ma quanto basta per capire che delle istanze dei lavoratori non c’è traccia alcuna e, anzi, si prefigura l’ennesimo smembramento dell’azienda e quindi una nuova ondata di precarizzazione e appesantimento della normativa di lavoro. Che questo sia il loro modo di rappresentare i lavoratori lo sapevamo da tempo e l’ultimo accordo sulla rappresentanza ne ha solo istituzionalizzato il funzionamento. Ma, come dicevamo, questa volta non è andato tutto secondo le loro previsioni, almeno nel metodo: l’estate ha visto nascere e crescere una mobilitazione spontanea dei lavoratori attraverso assemblee autoconvocate che -oltre a predisporre concrete azioni come il lavoro a normativa- hanno gettato le basi per una piattaforma reale, dal basso. Ogni assemblea ed ogni lavoratore ha avuto l’occasione di dire la sua e di evidenziare le esigenze più pressanti: una normativa non più sostenibile, una vita familiare schiacciata dai ritmi lavorativi e la tutela della salute solo per citare quelli più urgenti. La piattaforma, nell’elaborazione necessaria a ricomporre le varie istanze, risulta essere quanto di più preciso, affidabile e completo ci possa essere se si vuole capire la realtà dei Ferrovieri, la situazione delle FS e la strada che andrebbe intrapresa. Per questo motivo le sigle sindacali di base (CAT, CUB Trasporti, SGB e USB) l’hanno sposata nella sua interezza sostenendola con l’ormai lunga vertenza che ha portato ad una serie di scioperi partecipatissimi e alle assemblee nazionali di Roma e Bologna. Noi crediamo da sempre in questo metodo: rappresentare i lavoratori in base alle risultanze delle assemblee, alle loro esigenze e senza filtri. E’ evidente che i firmatari sono lontani anni luce da questo sistema, schiacciati sul peggior sistema concertativo che ormai, dopo decenni, non può far altro che svendere gli ultimi barlumi di diritti esistenti, certificare l’ulteriore divisione fra i lavoratori e precarizzare il lavoro attraverso le forme più spietate proprie della privatizzazione. Ad ogni Ferroviere rimane l’urgenza di capire e opporsi a questa deriva, sapendo che il futuro chiederà inevitabilmente un impegno individuale e collettivo per contrastare tutti i frutti amari che stanno seminando da anni dopo aver ingessato il sistema rappresentativo e aver diviso i lavoratori. 




martedì 3 novembre 2015

Volantino ALLCA - CUB su rinnovo CCNL Chimici

Rinnovo CCNL chimica: l’ennesima fregatura per i lavoratori

Il 15 ottobre cgilcisluil e confindustria hanno raggiunto l’intesa: 78 euro tra tre anni con aumenti ridicoli, incerti e distanti dalle richieste  sindacali che avevano una base di partenza di 123 euro ,  tra l ‘altro era ritenuta poco congrua dalle decine di assemblee tenute nelle aziende di settore. 40 euro a gennaio 2017 altre 35 a gennaio 2018 e ciliegina di 15 euro a dicembre 2018 , a contratto oramai scaduto e con revisione annuale sul discostamento dell’inflazione . Il tutto lordo e al livello D1
Oltre a questo aspetto da tenere in considerazione:
 lo scippo della PASQUA , a favore del fondo pensione a cui non basta avere già preso il tfr, altri soldi “devoluti” agli speculatori con la falsa promessa di pensioni integrative allettanti.
I 15 euro dell’ultima tranche di ottobre , come un fuoco fatuo, saranno versati solo fino a dicembre 2016 nell’ EDR e poi …. Basta.

Oltre a queste “perle”  il tentativo di regolare, comprimere e normare lo sciopero che da sempre è stato lo strumento in grado di fare forza nei confronti dei “padroni” per tutelare diritti e salario.
 Pretendono con questo accordo che con la scusa della salvaguardia impianti ,2 giorni prima di effettuare lo sciopero , ci si accordi per:
·        gli assetti degli impianti per la durata dello sciopero (obbligatorietà della non astensione per alcuni).
·        composizione delle squadre di sicurezza ovvero chi non potrà scioperare
e la gestione delle varie cooperative  e di tutte quelle attività di “contorno” come spesso accade nelle imprese che “tamponeranno” lo sciopero , magari svolgendo attività collaterali che svuoteranno ulteriormente le capacità di incidere con il conflitto.

malattia: da adesso vige di comunicare prima dell'inizio del turno quindi se vi verrrà un infarto mezz'ora prima di andare a lavorare , dovrete informare il cardiochirurgo che prima di ricoverarvi o in ambulanza dovrete avvisare l'azienda pena una sanzione. Anche il certificato con il numero di protocollo telematico dovrà arrivare entro le 24 ore anziché entro il 3° giorno.

RLSSA: se proprio nessun rsu vorrà fare rlssa per gentile concessione…….  lo potranno fare lavoratori non appartenenti alle rsu
in stesura inasprimento della disciplina sanzionatoria, elevazione da 3 a 8 giorni per le sospensioni disciplinari e della multa che passa da tre a quattro ore.





Compressione e ridimensionamento del contratto nazionale a scapito di quello aziendale.

Oltre alla cancellazione del premio presenza demandato alla contrattazione di 2° livello si rimandano le contrattazioni relative all'invecchiamento dei lavoratori e uscita dai turni: sarà in azienda che la rsu tutelerà il lavoratore anziano, che non ce la fa più a mantenere ritmi e produttività , si faranno accordi per “ghettizzare” gli anziani al posto di adoperarsi per far fruttare qualità e conoscenze per formare i giovani e sopratutto che non si parli di riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario!
Partecipazione: sperimentazione
Parte già con un piede in fallo: la sperimentazione di un “comitato per lo scenario economico aziendale” sarà composto dai Vertici aziendali (i padroni) dalle organizzazioni firmatarie del CCNL e dalle loro rappresentanze.
Quindi le ALTRE rsu non contano un cavolo, anche se hanno aderito al T.U. del gennaio 2014.
osservatorio aziendale , poiché , secondo i firmatari del ccnl gli Osservatori Nazionali “hanno rappresentato uno strumento decisivo per l affermazione di questo modello di relazioni industriali” e economico(NDR)  si appronteranno osservatori aziendali formati dai rappresentanti delle OO.S. firmatarie del CCNL.
Anche in questo caso il “piatto” è solo per le rsu delle oo.s. firmatarie , NON per chi ha semplicemente aderito al T.U. del gennaio 2014.
formazione rsu: anche qui doppio metro; agli rsu firmatari un modulo specifico che comprende le relazioni industriali di settore, della rappresentanza del ccnl e della contrattazione aziendale , coadiuvati da “funzioni aziendali” e parti sociali nazionali.
Agli altri rsu il percorso formativo su temi strettamente aziendali, sarà impartito direttamente dalla azienda sempre che in fase preliminare sia condiviso dalle oo.s firmatarie i temi di cultura aziendale come ad esempio le mission, il core business, i valori della azienda.

Respingiamo questa ipotesi di rinnovo , perché per l'ennesima volta non si recupera quel che si è perso degli anni passati, non si migliora la qualità della vita e del lavoro, non si riduce l'orario a parità di salario, non ci si fa carico di chi ha 40 anni di lavoro dietro di se e non ce la fa più a vivere in turno dietro una caldaia, si cedono diritti , si depotenzia lo sciopero come strumento di rivendicazione, si fa formazione solo  pro azienda e si dilata al peggio il diritto al livello passando dagli attuali 3 mesi ai 6 mesi per il livello superiore.
Rinviamo al mittente e al Suo regista questo rinnovo di contratto , cominciamo a parlare seriamente di divisione del lavoro e dei profitti tra tutti , cominciamo a mettere in dubbio che questi rinnovi siano a favore dei lavoratori e non DEI SINDACATI FIRMATARI.
ALLE ASSEMBLEE , SE, OLTRE A DICHIARARLE LE FARANNO, DITE NO.
STAI DALLA TUA PARTE , STAI CON I LAVORATORI, STAI CON LA CUB.
Milano 20 Ottobre 2015

A.L.L.C.A. (Associazione Lavoratrici e Lavoratori Chimici Affini)
Confederazione Unitaria di Base

20131 Milano - V.le Lombardia, 20 - Tel. 02/70631804 - Fax 02/70602409 - www.cub.it