mercoledì 4 luglio 2018

Diplomati magistrali: presidio davanti a Montecitorio il 6 luglio

Diplomati magistrali saranno in presidio a Montecitorio il 6 luglio

Comunicato stampa

 
Viste le ultime notizie del Governo e del cosiddetto Decreto Dignità che prevede un congelamento per i Diplomati magistrali per ulteriori 120 giorni, chiediamo con fermezza un DECRETO RISOLUTIVO!  Non possiamo esser ancora esser mortificati con ulteriore CONGELAMENTO!  Siamo stati congelati da dicembre ad ora, ma ormai siamo giunti a luglio e le temperature sono “calde”, vogliamo soluzioni CONCRETE!

Un decreto con tale nome non può pensare che sia DIGNITOSO congelare la nostra situazione ancora per altri 4 mesi! Dobbiamo esigere una soluzione qui ed ora.  Durante la campagna elettorale le varie forze politiche dicevano di avere le idee chiare, di aver già trovato le soluzioni più opportune, hanno preso i nostri voti, ora dobbiamo pretendere i FATTI CONCRETI!

Venerdì 6 luglio saremo in presidio a Montecitorio: in quell’occasione abbiamo chiesto un incontro all’On. Bussetti (Ministro dell’Istruzione) e all’On Pittoni (Presidente della Commisione Istruzione pubblica del Sentato). Abbiamo chiesto di essere ricevuti ufficialmente presso gli uffici del Miur o del Senato.
 
Non ci stiamo ad essere presi in giro!
 
 
Lavoratori Scuola Uniti

Diplomati Magistrali Cub Sur

Diplomati Magistrali Cobas Scuola

martedì 19 giugno 2018

Reparto ruote Alitalia. Picchi di produzione + carenza di organico = picco di sfruttamento

DIVISIONE MANUTENZIONE ALITALIA - REPARTO RUOTE
TRA SOTTORGANICO, PICCHI DI PRODUZIONE E MACCHINARI OBSOLETI:
ALLA RICERCA DELL’HIGHLANDER!!

Sono anni ormai, dalla privatizzazione di Alitalia, che anno dopo anno
vanno peggiorando le condizioni di lavoro all’interno del Reparto Ruote e
se a breve non verranno prese delle minime precauzioni, ci troveremo ad
affrontare la peggiore gestione della summer season da parte della
dirigenza az; sarebbe veramente un primato (negativo) riuscire a fare
peggio delle precedenti fallimentari gestioni Cai ed Etihad!!!
Sono anni che denunciamo il pesante sottorganico che assilla il settore
che dal 2009 non vede nessun tipo di turnover e nessun incremento di
personale, anzi le “2 privatizzazioni” ne hanno determinato una
riduzione, generando negl’anni una vera e propria situazione di
sfruttamento dei lavoratori : ad oggi sono molti i colleghi a cui, per
problemi fisici annessi alla tipologia di lavoro, sono state riconosciute
delle temporali limitazioni. Tutto ciò sta generando un sovraccarico di
lavoro per i pochi lavoratori rimasti, per ora, “abili” e un conseguente
crollo della produttività, mettendo seriamente a rischio la produzione e
l’operatività nel periodo più delicato dell’anno.
Mancanza di investimenti e valutazioni totalmente errate sono alla base
della crisi gestionale che sta colpendo il reparto ruote, sono mesi che
sono inascoltate le grida d’allarme dei lavoratori e dei responsabili di
reparto, mai come negli ultimi 12 mesi ci siamo trovati a gestire delle
scelte miopi che stanno portando al collasso i lavoratori e la produzione,
vedi l’utilizzo di cigs e il trasferimento di colleghi in altri reparti per lunghi
periodi. Tutto ciò non ha portato nessun risparmio nelle tasche
dell’azienda ma solo problematiche gestionali con il conseguente
aumento dei costi.
Serve da subito un cambio di passo per sopperire alla crisi di organico del
reparto, con un intervento duraturo e strutturale condiviso con i
lavoratori, in mancanza del quale saremo costretti ad intraprendere tutte
le iniziative sindacali necessarie a difesa della loro salute ed occupazione.

18.06.18 CUB TRASPORTI – AIRCREW COMMITTEE

giovedì 3 maggio 2018

Caro Calenda... La lettera aperta delle ex lavoratrici e degli ex lavoratori Almaviva di Roma al ministro Calenda.

Prima del testo della lettera ci teniamo a ribadire che siamo al fianco degli ex lavoratori Almaviva di Roma, la loro è stata una bellissima lezione di forza e dignità che ha arricchito tutti gli operai in lotta. La colpa di fallimenti, tagli, e licenziamenti di massa NON È MAI DEI LAVORATORI!
Ministro Calenda, si vergogni! Quello che scrive per darsi un tono sui social è riprovevole. Lei può avere tutte le poltrone che vuole, ma rimarrà sempre un patetico fallito!

La redazione di CUBlog

Ancora una volta leggiamo un suo attacco diretto, Ministro Calenda, nei confronti della RSU romana fomentando l' odio verso le persone con menzogne ormai di livello vergognoso!!

Dichiara inoltre che le stesse non abbiano richiesto la consultazione dei lavoratori in merito a quanto scritto su quell’intesa. “Quanto dichiarato e scritto corrisponde a falsità”!!

“Quella notte è stato chiesto al viceministro Bellanova di permetterci di andare a parlare con le persone. La risposta è stata una seconda lettura dell’accordo e la firma immediata in quanto i termini della procedura erano scaduti.

Ma inutile continuare a scrivere fiumi di parole da parte nostra; non avendo noi i potenti mezzi economici del Governo per poter acquistare intere pagine di quotidiani chiediamo a Lei, Ministro, un confronto in luogo pubblico alla presenza dei giornalisti che mettono nero su bianco amenità assurde e delle telecamere per poter parlare ai cittadini spiegando anche la nostra versione.

Siamo certi che non si sottrarrà al confronto con i soliti abusi di potere. Metta anche noi in condizione di spiegare cosa è accaduto quella notte, nei mesi precedenti e quelli a seguire. Di poter dire a tutti che avete permesso che Almaviva licenziasse le mamme, che Almaviva assumesse durante le procedure, che Almaviva effettuasse migliaia di ore di straordinari mentre si era in ammortizzatori sociali pagati da tutti i cittadini, che avete aiutato Almaviva ad ingrassare in Brasile con i soldi pubblici di tutti i cittadini italiani (caso Simest), che avete elargito incentivi ad Almaviva, incentivi = soldi pubblici, e poi permesso che se ne andasse in Romania senza richiedere nulla indietro. Ecco, dopo tutto questo, ancora oggi siamo costretti a leggere menzogne sui quotidiani e social ed essere messi alla gogna per non aver accettato un ricatto.

Questi mezzi biechi di “pilotare”le vertenze ed eventuali accordi a stretto giro in altre sedi, strumentalizzando Roma, sono davvero indegni di chi rappresenta il Governo Italiano. Vogliamo una data!!

Barbara Sbardella, Piero Coco, Pasquale Mazzitello, Stefania Iaccarino, Massimiliano Montesi, Norma Coccia, Fabio Taddei, Davide Mennuti, Sabrina Linzi.

martedì 10 aprile 2018

Riceviamo, condividiamo e volentieri pubblichiamo questo volantino di solidarietà al compagno Luciano. Licenziato da Carrefour perché scomodo



Luciano Pasetti è un compagno generoso che non si è mai risparmiato e con cui abbiamo condiviso tante battaglie. 
Se ogni licenziamento è di per sé un atto di violenza del capitale, il licenziamento di un compagno è inaccettabile! 
Luciano dedica il suo tempo e il suo impegno alle cause dei più deboli, degli sfrattati e degli immigrati; ha difeso con coraggio lavoratrici e lavoratori di tutte le categorie e specialmente nella grande distribuzione senza piegare mai la testa. 
Per questo, dopo 32 anni (TRENTADUE!), è stato licenziato dal GS Carrefour di via Famagosta a Milano con motivazioni che noi crediamo essere, oltre che pretestuose, ridicole!
CUBlog si stringe al fianco di Luciano e darà spazio e voce a questa lotta che riguarda tutti i lavoratori.

Avanti con la lotta fino al reintegro di Luciano!

La redazione di CUBlog


Il volantino di solidarietà a Luciano






giovedì 5 aprile 2018

Sebastian non si tocca! Pubblichiamo la sua lettera aperta

Le parole di Sebastian sono un inno alla lotta e alla resistenza operaia, sfondano i confini borghesi e ci raggiungono in tutto il mondo! Noi di CUBlog le pubblichiamo affinché tutti conoscano la violenza del capitale e dei suoi governi.
CUBlog in 4 anni ha dato voce a moltissime lotte operaie, qui la lettera di Sebastian Romero è nella sua casa naturale, la sua lotta solcherà la nostra strada. 
Chiediamo a tutti i compagni che ci leggono di diffondere e far diffondere la lettera di Sebastian.

Giù le mani da Sebastian Romero!


La redazione di CUBlog




Mi chiamo Sebastian Romero e sono un perseguitato politico del governo di Macri.
Sono un operaio come tanti altri, ma è da più di tre mesi che non vedo la mia famiglia, i miei amici, i compagni della fabbrica e le persone a me vicine.
Sono perseguitato come se fossi un terrorista perché ho fatto parte delle migliaia di persone che il 18 dicembre hanno resistito per le strade alla rapina che in parlamento si stava realizzando ai danni dei pensionati. Nonostante la riforma delle pensioni sia stata votata, quel giorno la ostacolammo, e questo non ci viene perdonato.
Giovedì scorso, Gustavo Homo e Ana Maria Figueroa della Sala I della Camera di Cassazione mi hanno nuovamente respinto una richiesta di scarcerazione, esattamente com’è stato fatto dal giudice Torres e dalla Sala II della Cámara Criminal y Correccional. Il governo mi vuole incarcerato per spaventare tutti quelli che stanno lottando. Per questo io chiedo a tutti di condividere e diffondere il più possibile questa lettera.
La persecuzione ha portato anche al mio licenziamento dalla General Motors, dove ero un rappresentante dei lavoratori. Proprio lì i miei colleghi continuano la lotta per smascherare i delegati traditori che sostengono i licenziamenti.
Forza compagni, possiamo vincere!
Per spaventarmi e portarmi alla resa, mi minacciano e aggrediscono la mia famiglia, i miei amici e i compagni del Pstu. Hanno persino bruciato l’auto di uno dei miei avvocati, Martin Alderete. Però ovviamente la giustizia non ne parla.
Quale autorità può avere un governo il cui presidente è accusato di nascondere denaro dello Stato, un governo che ha ucciso Rafael Nahuel, Facundo e tanti altri poveri ragazzi, un governo che nasconde l’assassinio di Santiago Maldonado da parte della polizia, che tiene prigionieri senza motivo i compagni arrestati il 14 dicembre, che ha incarcerato Milagro Sala per aver occupato una piazza, un governo che ha estradato Jones Huala in quanto “terrorista’”? Come può essere che mentre chiedono a livello internazionale l’arresto per ‘’il matto del mortaio’’ (come mi hanno soprannominato alcuni della stampa, come se fossi dell’Isis), stanno liberando i militari genocidi dell’ultima dittatura? Bisogna porre fine a questa persecuzione contro di me, Arakaki e Dimas Ponce, ugualmente sotto attacco.
Vogliono arrestarmi perché hanno paura che saranno sempre di più coloro i quali contrastano i piani del governo Macri. Però, nonostante le minacce e il fatto di non poter vedere la mia famiglia, non mi arrendo, affinché gli stessi lavoratori non si arrendano. Mi sento come uno delle centinaia di minatori di Rio Turbio che resistono ai licenziamenti occupando le miniere e affrontando la polizia con quello che hanno a portata di mano. Loro sono un esempio di quello che bisogna fare! La popolazione di Azul e gli indigeni del nord stanno lottando per il pane e per le proprie famiglie! Non possiamo continuare a subire in questo modo, non possiamo rassegnarci a un futuro di fame per i nostri figli e a morire nei luoghi di lavoro. Basta!
Per questo voglio mandare un messaggio ai lavoratori che leggono questa lettera: non abbandoniamo le strade! Non permettiamo che i nostri compagni vengano licenziati! Non lasciamo che ci rovinino con misure che colpiranno le nostre famiglie! Dobbiamo organizzarci in maniera unitaria e batterci contro questo governo che ci affama! I dirigenti sindacali che dicono di voler affrontare il governo devono proclamare lo sciopero generale, altrimenti occorre imporlo dal basso!
I lavoratori, le donne e i giovani che stanno lottando per i propri diritti, tutti i settori popolari, devono cacciare il governo Macri esattamente come cacciammo De La Rùa nel 2001. Fate assemblee con tutti i compagni in tutti i luoghi di lavoro, organizzate la lotta! Non c’è altra strada, o loro o noi!

Viva la lotta della classe operaia!
Via Macri!