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martedì 5 novembre 2019

Giù le mani da Rita! Comunicato stampa della FLMU-CUB

Alla compagna Rita, da sempre in prima linea nella lotta per la difesa dei lavoratori nel gruppo FCA e nel suo indotto, manifestiamo tutta la nostra solidarietà e offriamo il nostro sostegno.
Si vergognino i dirigenti della Fiat che reprimono con provvedimenti pretestuosi la delegata Rita Di Fazio per non aver piegato la testa portando avanti denunce a tutela dei lavoratori.
Si vergognino quei burocrati sindacali che pur di raccattare le briciole che cadono dal tavolo dei padroni vendono i lavoratori e i loro rappresentanti combattivi.
Noi lotteremo fino all'ultimo al fianco di Rita e della FLMU-CUB!

La redazione di CUBlog




lunedì 11 dicembre 2017

Pubblichiamo questa lettera di Vanessa Dotari, componente della segreteria FLMU-CUB di Piedimonte San Germano e operaia Fiat

Mi chiamo Vanessa Dotari, classe 1978 sono nata e vivo a Ceprano, sono la madre di un bimbo con sindrome dello spettro autistico, che tra un mese spegnerà (ha imparato da poco) la sua quinta candelina. Io, come dite voi benpensanti, ho retto il colpo. Io ho retto perché la mia storia personale e il percorso di vita mi hanno permesso di ampliare il mio bagaglio culturale, aprendo la strada giusta per mio figlio e per noi genitori. Se ho retto il colpo non è certo perché Voi ci siete Stato! Noi, come tutti gli altri genitori siamo stati lasciati soli!!!
Noi abbiamo retto. Ma chi non sa? A chi non viene dato ascolto? A chi non sa neanche da dove iniziare? A chi non ha risorse economiche per permettersi terapie costanti con specialisti competenti?
Noi che ogni volta ci troviamo di fronte medici (spesso incompetenti e arroganti) delle ASL, a cui per ottenere/rinnovare sostegno a scuola, indennità, inserimento in liste di attesa per terapie pubbliche (spesso mai erogate oppure ridotte  o di gruppo o ancora obsolete che richiamano alla psicodinamica degli anni 30), certificati medici (tipo selettività alimentare per la mensa dell'asilo), assistente educativo e TUTTO, TUTTO e ancora TUTTO, dobbiamo raccontare, ogni volta da capo la nostra storia e far riemergere il ricordo del dolore vissuto.
Come posso non arrabbiarmi, quando sento questi politicanti dire frasi tipo " Non ha retto il colpo!" " Non sono stati in grado di reagire!" e NO!!! Cari politici-politicanti queste sono frasi di circostanza per non ammettere le notevoli mancanze istituzionali. Noi genitori facciamo tutto!Non vomitate giudizi su di noi perché NOI siamo dei GIGANTI. 
NOI SIAMO GENITORI, SIAMO AVVOCATI, SIAMO ESPERTI DI BUROCRAZIA, SIAMO TERAPISTI, SIAMO AUTISTI (maciniamo migliaia di km l'anno solo per portare i nostri figli a terapia), SIAMO SEGRETARI, SIAMO CORRIDORI (corriamo dietro a scadenze, termini di presentazioni di moduli).
NOI SIAMO TUTTO e voi? Voi chi siete?
Voi siete una faccia sorridente che presenzia all'inizio di aprile alle manifestazioni blu! Se proprio non potete far altro se non mettervi in mostra il 2 Aprile(giornata mondiale della consapevolezza dell'autismo ndr), vi consiglio di avere almeno un po' di rispetto per le nostre famiglie. Dimenticateci come il resto dell'anno. Abbandonateci alle nostre lotte per conquistare, da capo, sempre, i diritti dei nostri figli. 
Quest'anno tenete spente le luci blu ( che tra l'altro vista l'assenza del resto dell'anno ci fanno girare parecchio le palle) dalle vostre belle facce e accendete l'attenzione sulle nostre famiglie, sui nostri bisogni. Iniziate ad investire le energie, sprecate per le pagliacciate ipocrite del 2 aprile, per ridurre le liste d'attesa e dare un servizio sanitario adeguato, per garantire a tutti davvero una buona scuola, ad inserire medici e operatori competenti belle strutture pubbliche TUTTE. Iniziate a fare quello per cui avete il privilegio di essere remunerati e potete dire di rappresentare lo STATO vale a dire "IL BENE DELLA COLLETTIVITÀ".
A voi politicanti, che camminate con la testa china e gli occhi bassi, dico che il mio sguardo resterà alto e dritto nei vostri occhi perché solo chi ha qualcosa di cui vergognarsi non lo tiene così. Io non ho nulla di cui vergognarmi, anzi! E voi potete dire lo stesso nei confronti delle nostre famiglie e di chi come dite voi " non ha retto " ?
Io non smetterò mai di far sentire la mia voce! Cari politicanti questa sotto è la mia faccia e la vedrete ovunque ci sarà bisogno di difendere i diritti di mio figlio e di quelle famiglie che vivono la nostra stessa condizione. Io non mi arrenderò mai voi fatemi dire "Ho sbagliato! Dio c'è e anche lo Stato!"



giovedì 30 novembre 2017

La FIOM divide i lavoratori sul diritto di assemblea

Oggi 30 novembre la Fiom ha deciso di dividere ulteriormente i lavoratori, sostenendo così la linea padronale di dividere gli sfruttati per indebolirli.
In questi anni si è diviso i lavoratori facendo credere
-       che l’abolizione  della scala mobile non avesse prodotto un impoverimento salariale;
-       che il pacchetto Treu non avrebbe mai creato un mercato di sfruttati con l’introduzione delle agenzie interinali;
-       che l’abolizione dell’art 18 non avesse nulla a che fare con coloro che avevano il posto fisso;
-       che il Jobs Act interessasse solo i giovani;
-       che le pensioni riguardassero solo gli anziani;
-       che la lotta dei deportati di Nola appartenesse solo a Nola e quelli dell’Itca solo all’Itca;
-       che l’accordo di Pomigliano mai si sarebbe allargato agli altri stabilimenti;
-       che le ditte interne alla Fiat non hanno nulla a che vedere con il mondo Fiat;
-       che le terziarizzazioni interne non sono uno spacchettamento che nasconde tagli del personale in esubero;
-       che essere licenziati senza un preavviso tocchi solo alle nuove generazioni;
-       che possa essere spiato solo il “cattivo” fuori dagli orari di lavoro, accettando che il datore di lavoro possa entrare nelle nostre intimità personali ed affettive.
-       che negli stessi stabilimenti possano esserci operai che svolgono le medesime mansioni con stipendi ed orari diversi.
L’ ennesima separazione avviene oggi!
Si vuol far credere che i problemi dei lavoratori Alfa Romeo, che lavorano sulla catena o nel reparto Finizione, non riguardino tutti i dipendenti dello stabilimento.
La strategia di dividere i lavoratori per renderli più deboli e addomesticabili è oggi utilizzata dalla Fiom che in tutta fretta è stata felicissima di tornare al tavolo con il padrone e mettersi al suo servizio.


La vittoria dei padroni e dei suoi SERVI è dovuta in questi anni alla divisione dei lavoratori
E’ urgente che torniamo ad essere uniti e senza individualismi settoriali
Diciamo NO alle assemblee di reparto e di aree produttive!

                                                                                                            Piedimonte S.G., 30 novembre 2017           
    Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti – Confederazione Unitaria di Base

Piedimonte San Germano: via Chiara Colonna, 6 - Tel -Fax 0776.403192 - cub.fr@libero.it

venerdì 10 novembre 2017

Pubblichiamo e condividiamo questa bellissima lettera aperta di Rita Di Fazio, operaia FCA


Rinegoziare il contratto nazionale e rendere residuale il precariato! Comunicato stampa della FLMU-CUB di Piedimonte S.Germano

Stabilimento FCA di Cassino


COMUNICATO STAMPA
“Esistono ancora margini per ottenere la stabilizzazione
dei lavoratori precari della FCA di Cassino”

A dichiararlo è il sindacato FLMU CUB che interviene sulla giornata di otto ore di sciopero tenutasi Mercoledì 8 novembre per i dipendenti dello stabilimento.
“Come sindacalisti e attivisti della FLMU CUB abbiamo aderito allo sciopero perché crediamo nel valore assoluto della lotta, delle rivendicazioni e dell’autodeterminazione dei lavoratori. Anche se altri sindacalisti di altre organizzazioni sindacali boicottano sistematicamente tutti gli scioperi dei sindacati di base, arrivando addirittura ad andare nelle linee di montaggio a dissuadere i lavoratori nell’aderire, noi continuiamo a pensare che lo sciopero è l’unica risposta alla domanda di rivendicazioni. Certo, se anche le altre organizzazioni sindacali avessero scioperato PRIMA dei licenziamenti e non DOPO, forse avremmo avuto più possibilità di incidere sulle scelte che l’azienda avrebbe maturato nelle ore successive. Come sindacati di base, il venerdì prima delle 530 espulsioni dei lavoratori interinali, abbiamo proclamato uno sciopero di otto ore proprio per chiedere conto del precariato all’interna dell’azienda, ma evidentemente CGIl, CISl e UIL pensano che aver chiesto un incontro con l’azienda, senza peraltro aver ottenuto alcuna risposta, o indire un’assemblea sindacale, fosse il massimo che sindacalmente si potesse fare”.
“E abbiamo scioperato anche se, nel merito, non condividiamo la proposta di rotazione tra lavoratori precari – prosegue la nota della FLMU CUB di Cassino - Pensiamo che dividere un posto di lavoro precario per due lavoratori precari non è la soluzione al superamento del precariato, per cui lottiamo e scioperiamo”.
“Rinegoziare il contratto nazionale dei lavoratori della FCA per rendere residuale ogni forma di precariato – concludono i rappresentanti della FLMU CUB – è diventato ormai necessario e improcrastinabile. Mai in Fiat si era raggiunto un livello così alto di precariato e mai, a memoria d’uomo, ci sono state così tante espulsioni dalla fabbrica. E sono proprio la stabilizzazione dei lavoratori precari e la necessità di cancellare tutte le forme di precariato, che dovrebbero essere centrali in una piattaforma rivendicativa dei soggetti politici, sindacali e istituzionali che intendono aprire una vertenza territoriale contro azienda, regione e governo.
Tutto il resto, ovvero impiegare due precari al posto di uno, rappresenta palliativi e surrogati che non interessano né noi nè i lavoratori interinali.”
Piedimonte S.G., 09/11/2017

Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti - Confederazione Unitaria di Base

Piedimonte S. Germano: Via Chiara Colonna 6 - tel. 0776/403192 - e-mail: cub.fr@libero.it

sabato 30 settembre 2017

Le false promesse di FCA sull'occupazione - comunicato della FLMU-CUB

comunicato stampa

Piedimonte S. Germano, 29 settembre 2017

L’INFAME PREZZO DA PAGARE

FIAT E LE SUE FALSE PROMESSE DI OCCUPAZIONE

Ogni anno, ormai,si ripete la solita storiella: lancio di un nuovo marchio, ripresa produttiva e speranza occupazionale.

In nome di queste vane promesse i lavoratori Fiat hanno accettato:

impoverimento salariale, turnazioni massacranti, ritmi produttivi disumani cancellazione della mensa, accettazione da parte del personale con malattie professionali, invalidità riconosciute e quelli più sindacalizzati ad essere confinati in reparti dimenticati ed improduttivi.

La Fiat dell’era Marchionne-Elkann è campo di sperimentazione di nuove forme di sfruttamento e di precarizzazione, attraverso accordi e contratti individuali che hanno moltiplicato le gabbie salariali all’interno dello stesso stabilimento.

Accordi sottoscritti sotto la minaccia del licenziamento senza reintegrazione come previsto dalla Legge Fornero e dal Job Act.

Circa 300 lavoratori da Pomigliano a Gennaio hanno accettato la trasferta a Cassino senza il giusto riconoscimento della indennità prevista dal contratto.

Entro il 15 ottobre ritorneranno a casa, dove forse li attenderà il contratto di solidarietà.

Intanto a Cassino per 900 ragazzi somministrati il 31 ottobre scadrà il contratto.

Non gli resta che la speranza, insieme ai loro familiari (tutti operai Fiat) di essere riconfermati.

Marchionne ha dichiarato che sarà impossibile la riconferma per tutti i ragazzi.

La FLMUniti-Cub chiede un incontro aziendale per conoscere il numero di lavoratori e i nominativi  di coloro che saranno stabilizzati ed in base a quali criteri saranno scelti.

Questa richiesta è legittimata dal fatto che la Fiat in questi anni e per queste assunzioni ha usufruito di benefici contributivi e di sgravi fiscali da parte dello Stato.

Pertanto, ha un obbligo civile e non solo morale di informare i contribuenti di come questo denaro pubblico ritorni sotto forma salariale e di occupazione sul territorio.

La FLMUniti-Cub invita gli Enti istituzionali e territoriali a pretendere risposte certe dalla Fiat in quanto la crisi della Fiat determina un ulteriore impoverimento del nostro territorio.

Basta con lo sfruttamento legalizzato ed istituzionalizzato

Chiediamo la stabilizzazione di tutti i precari

Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti - Confederazione Unitaria di Base

Piedimonte S. Germano: Via Chiara Colonna snc - tel. 0776/403192 - e-mail: cub.fr@libero.it

lunedì 13 febbraio 2017

Lo sfruttamento dei lavoratori Iscot alla FCA di Piedimonte S.G. - Comunicato Stampa della FLMU-CUB

Lo stabilimento FCA di Piedimonte San Germano
COMUNICATO STAMPA
Nel febbraio 2015, con accordo sindacale firmato dalle RSU della UILM e senza consultazione alcuna con i lavoratori, la Iscot, azienda addetta alle pulizie tecniche all’interno della FCA di Piedimonte S.G ha ottenuto lo smantellamento dei diritti dei propri dipendenti, giustificandolo con la necessità di adeguarsi alle richieste della committente FCA che aveva modificato il proprio sistema di lavoro, riducendo così la necessità delle ore di lavoro per le pulizie richieste alla ISCOT:
Con l'accordo è stato previsto
a)    La riduzione dell’orario di lavoro da 8 ore a 7 ore lavorative al giorno (mezz’ora fine turno, mezz’ora inizio turno) prevedendo il recupero delle ore residue nelle giornate di sabato e domenica senza riconoscimento di straordinario;
b)    La riduzione di orario e la modifica dell’orario di lavoro anche per i lavoratori part-time;
c)    l'abrogazione della mezz’ora di pausa di mensa retribuita per il consumo del pasto;
d)    l'eliminazione a 20 lavoratori del premio individuale acquisito da oltre 30 anni ;
e)    la riduzione di ulteriore 10 minuti di pausa;

I lavoratori hanno contestato tale accordo, sottoscritto senza alcuna preventiva consultazione chiedendone la disapplicazione poiché oltre a tradursi in un peggioramento delle condizioni lavorative ed una turnazione massacrante, determinava anche una diminuzione salariale media di 300,00 euro al mese.

Oggi con la ripresa produttiva della Fiat e la conseguente necessità di aumentare anche per la ISCOT il numero di ore lavorative ci si aspettava un incremento dell’orario di lavoro per i lavoratori che determinasse un aumento del salario.
Invece l'impresa in maniera del tutto ingiustificata ha inserito 5 lavoratori interinali: individuandoli
- 2 tra i familiari dei due Rappresentanti sindacali che firmarono l'accordo "a perdere";
- Un familiare del caposquadra noto per la propria intransigenza;
- 2 concittadini del dirigente aziendale, spesso impegnato anche nelle campagne politiche locali essendo un dirigente di partito.

Questa organizzazione sindacale non può che contestare tale modo di fare impresa, avallata peraltro da alcune sigle sindacali, che ha come unico risultato quello di creare il conflitto tra gli operai discriminandoli l'un l'altro.

Non può che ribadirsi la necessità di superare il sistema del precariato che anche il lavoro interinale contribuisce a sostenere, e reintrodurre l'ufficio di collocamento, al quale obbligatoriamente il datore di lavoro sia tenuto a rivolgersi.
In tal modo si eliminerebbe il sistema clientelare che la chiamata nominativa consente e che, unitamente alla precarietà del lavoro, è causa di ricatto e discriminazione tra i lavoratori.


Piedimonte S. Germano: Via Chiara Colonna snc  e-mail: cub.fr@libero.it

Alitalia apripista dello sfruttamento: lo sciopero dei lavoratori FCA di Cassino