sabato 22 marzo 2014

PiKKetto Party, idee e riflessioni

Oggi è stata la giornata del pikketto party in Electrolux Solaro. Giornata di pensieri, critiche, idee, democrazia diretta e lotta con la voglia di sporcarsi le mani. Unita a cibo, buona musica dal nostro Massimo Corbino (che è stato grande) e voglia di stare assieme per conoscersi e riconoscersi in un'identità comune.
Ci siamo scatenati. Ma con la coscienza che la lotta continua perché il percorso è ancora lungo.

Non posso (nonostante l'entusiasmo di questa bella giornata) esimermi dall'esprimere alcuni temi che dovrebbero far pensare e discutere tutti; gli avvenimenti di questi ultimi giorni lo impongono e di cui metto alcuni link di seguito. Link1 Link2

È facile per i colleghi più vicini alle questioni sindacali comprendere i motivi di tanta concitazione (che qualcuno bolla come violenza verbale). Essi sanno bene (per la passione che ci mettono nella realizzazione di un proprio ideale) che la discussione (spesso percepita come negativa) contiene in sé il confronto che è non solo espressione democratica e libera ma può divenire anche acceso se l'interlocutore è ostinato (o peggio ancora sordo) o se non si concorda su qualcosa.
Quanta fatica molte volte!
Quante discussioni. Litigi. Urla. Passione!
Però poi si va avanti. Si trova una "quadra" ognuno fa un passo indietro (rinunciando alla totalitaria e cieca affermazione dell'io) e si trova una strada comune in compromesso rispetto all'affermazione dell'io.
Si procede dimenticandosi delle litigate, delle urla, dei toni. Più fortificati, poiché in qualche modo tutti sono cresciuti poiché si sono ascoltati e cercati di capire.
Ecco: chi non partecipa a questo processo non può capire. Può addirittura essere portato a percepirlo come una rissa al bar dello sport.
Ma anche al bar dello sport la passione è la medesima catalizzata in questioni diverse che mi permetto di definire minori (non me ne abbia chi ci basa la propria vita) dove non è in discussione il proprio salario, le condizioni del proprio lavoro, il proprio posto di lavoro.
Con tutte le conseguenze che queste hanno nella vita poiché ne determinano la qualità della stessa in tutte le sue accezioni e ancor peggio il proprio ruolo all'interno di una società oramai votata al disprezzo per l'indigenza o al suo isolamento.
Poiché se è vero che in questa crisi la maggioranza ha perso qualcosa lo è altrettanto che 30 anni di pressioni mediatiche e adulteramenti politici, hanno corrotto il nostro cuore fino a farcene perdere un pezzo e trasformando gli Italiani che furono in quelli che sono. Abbiamo perso il senno di ciò che è giusto e di cosa non lo è.
Ora giusto è avere i soldi e tanto successo con l'altro sesso.
Prima il giusto era stare bene tutti.
La discussione (spina dorsale della demicrazia e libertà) ed il suo significato sono tra le cose smarrite.
Ora discussione è sinonimo di cose negative.
La nostra mente così la percepisce.
Eppure come significato primario ha confronto. Una legge si discute! Una decisione si discute!
Il termine discussiome solo per estensione ha accezione riconducibile ad un litigio.
Allora se discutete perché ci pare che stiate litigando, mi chiederete?
Perché non si discute e non ci si confronta! E questo avviene anche nei confronti di tutti voi!
Siamo all'imperialusmo delle idee. Alla dittatura delle stesse. Dove c'è chi decide, chi esegue e chi obbedisce. Senza discussione per l'appunto!
Stiamo lottando per riappropriarci il sacrosanto diritto al discutere.
Ci dispiace per chi nel frattempo lo scambi per lite.
Ancor di più per chi fa parte di una fazione (dittatoriale) e poi addita gli altri come faziosi!
La dittatura delle idee espressa dal potere e da chi lo detiene.

Doriano Checcaglini


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1 commento:

diego ha detto...

Pienamente d'accordo, Doriano.
Una democrazia matura fa delle sue diversità il proprio punto di forza.
La discussione è il cuore della vita democratica, invece oggi si pensa che basti una crocetta nell'urna per essere democratici.