lunedì 20 ottobre 2014

Flint ritiri i licenziamenti!



Rivendichiamo il lavoro per dare dignità alla persone

Come abbiamo già detto, il piano di ristrutturazione aziendale di FLINT Group Italia, che intende rilanciare la “competitività”, è fatto di tagli da far pagare solo ai lavoratori ed evidenzia scelte irresponsabili.

Nello stabilimento di Baranzate, coinvolto nei licenziamenti, si tenta di soffocare ogni rivendicazione sui posti di lavoro, in cambio di una trattativa di secondo livello. Come CUB esprimiamo il nostro dissenso ad una trattativa che mira a parlare di eventuali benefici economici ma volta sostanzialmente a far tacere qualsiasi protesta su quanto sta accadendo. Prima di discutere di premi bisogna affermare il diritto al lavoro con il ritiro dei licenziamenti e con investimenti SERI: non ci vengano a dire che 700mila euro sono un investimento serio!

Il contenimento dei costi attraverso la politica dei tagli sulla forza lavoro di operai e impiegati  e non sui dirigenti (1 dirigente ogni 16 dipendenti sull’organico complessivo), non corrisponde ad una reale esigenza né soluzione. Infatti, nell’ultimo bilancio si evidenzia che i dirigenti gravano sui costi del personale per l’11%, circa 2.832.000 euro, oltre che all’altro notevole vero peso contabile rappresentato dai costi di gestione per servizi che ammonta a ben 22.500.000 euro annui. Tali voci di spesa non sono affatto competitive ed evidenziano forti sprechi in netta contraddizione con la politica di risparmio e sviluppo dell’azienda. I lavoratori di questo non sono responsabili e certo non devono essere i lavoratori a pagare per una riduzione dei costi perdendo il posto di lavoro!

L’azienda con queste scelte fa una deliberata dichiarazione di guerra ai suoi dipendenti ora e per il futuro. Il sindacato non può restare fermo ed assistere a tale scempio!!

La Flint deve fare chiarezza sulle scelte e le strategie di un piano industriale richiesto più volte e mai ottenuto,di rilancio e sviluppo, con impegni concreti sugli investimenti a garanzia del futuro di tutti i lavoratori. Senza garanzie industriali, il rischio concreto è che ci si ritrovi a breve nelle stesse identiche condizioni, con nuovi esuberi e nuove procedure di licenziamento.

Noi rifiutiamo una ristrutturazione al buio. È necessario che Flint ritiri i licenziamenti e si apra un tavolo negoziale fondato sulla affidabilità reciproca degli interlocutori, individuando strumenti alternativi che permettano di mantenere l’occupazione di tutti i lavoratori prima dei licenziamenti.
Invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori della Flint a mobilitarsi al massimo per la difesa dei propri diritti e del proprio posto di lavoro.

Da settimana prossima comincerà lo stato di agitazione indetto dalla ALLCA-CUB con blocco degli straordinari e scioperi.

Bisogna pensare in termini solidaristici nell'interesse di tutti i lavoratori.
Le divisioni fra i lavoratori non pagano mai e favoriscono solo il padronato.
L'unione e la lotta pagano sempre. C'è bisogno del sostegno e dell'impegno di tutti.
Non schierarti tra i rassegnati: unisciti alla CUB, insieme possiamo fare molto!

Milano, 16  ottobre  2014
A.L.L.C.A. (Associazione Lavoratrici e Lavoratori Chimici-Affini)
Confederazione Unitaria di Base

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