sabato 24 gennaio 2015

Accordo di rappresentanza: il vademecum realizzato da NO AUSTERITY

QUALE RAPPRESENTANZA PER I LAVORATORI?



Confindustria, Confcoorperative e le organizzazioni sindacali confederali Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno firmato un vergognoso accordo sulla rappresentanza che attacca la democrazia sostanziale nei luoghi di lavoro, da un lato impedendo ai lavoratori il diritto di scegliere liberamente i propri rappresentati sindacali, dall'altro negando ai sindacati e agli attivisti non collaborativi ogni agibilità sindacale e ogni diritto di espressione.

Con tali accordi i padroni e il governo tentano di indebolire le lotte dei lavoratori e la capacità di mobilitazione delle organizzazioni conflittuali contro le nuove vergognose regole del mercato del lavoro. Con il Jobs Act e la Legge di stabilità il governo Renzi, Confindustria e Marchionne stanno distruggendo tutti i diritti e le tutele (a partire dallo Statuto dei lavoratori) guadagnati dai lavoratori con le dure lotte degli anni Sessanta e Settanta. Si cerca di far passare come normale un sistema basato su: condizioni salariali al limite della povertà; distruzione delle tutele e aumento della disoccupazione; repressione aziendale; precariato come modello sociale strutturale; distruzione di sanità, scuola, trasporti pubblici; sfratti di massa e negazione del diritto alla casa.

L'accordo della vergogna sulla rappresentanza è strategico per governo e Confindustria: mira a indebolire le organizzazioni conflittuali della classe lavoratrice, per impedire una risposta di lotta ai loro attacchi e un'alternativa a questo modello sociale. Gli apparati dei sindacati confederali concertativi, succubi delle politiche padronali degli ultimi anni, si prestano a questo gioco, al fine di garantire il proprio status e i propri privilegi. 



Misura e certificazione della Rappresentanza

Si nega ai sindacati non firmatari di contratto collettivo nazionale (CCNL) le deleghe automatiche per le tessere, e parallelamente si misura la rappresentanza in funzione delle deleghe stesse come concordate con le aziende e certificate da enti governativi quali Inps e Cnel. Con un solo colpo dunque si mina economicamente la capacità organizzativa dei sindacati conflittuali che non hanno firmato accordi al ribasso per i lavoratori e d'altro lato si impedisce agli attivisti sindacali conflittuali la possibilità di rappresentare le legittime aspettative dei lavoratori. 



Elezioni delle RSU e contrattazione collettiva 

Il presupposto per partecipare alle elezioni RSU è la firma dell'accordo del 10 gennaio 2014. Inoltre, potranno partecipare alla contrattazione collettiva, sulla base dei dati associativi comunicati al CNEL, i sindacati che avranno raggiunto la soglia del 5%, sulla base di una media tra le iscrizioni al sindacato certificate (in prima istanza dalle aziende!) e il dato elettorale delle rsu. Comunque i voti legittimamente raccolti - e gli eventuali rappresentanti eletti - da tutti quei sindacati o liste che non hanno firmato l'accordo in questione non saranno ritenuti validi. Inoltre i delegati RSU regolarmente eletti che decidessero di cambiare tessera sindacale dopo l'elezione decadono automaticamente dal loro ruolo di delegati. L'elezione della RSU, sia per il rinnovo che per il passaggio da RSA a RSU contemplato nell'accordo stesso, potrà avvenire solo a discrezione dei sottoscrittori dell'accordo.



Limitazione di Diritti e Tutele

Le RSU e le organizzazioni sindacali che sottoscrivono gli accordi non potranno organizzare scioperi e forme conflittuali di protesta contro i contratti e gli accordi firmati, pena multe e perdita di agibilità sindacale. Non potranno nemmeno più organizzare proteste e scioperi durante le trattative (mentre sappiamo bene che gli scioperi durante le trattative sono l'unica garanzia che hanno i lavoratori di riuscire a strappare qualche conquista!) I padroni e le direzioni dei sindacati concertativi tentano così di mettere in atto, senza tener conto del punto di vista delle lavoratrici e dei lavoratori, una forte limitazione della democrazia nei luoghi di lavoro: il diritto alla tutela diventa un fatto meramente discrezionale, deciso dai soggetti firmatari degli accordi. Tutto ciò serve per tentare di mettere fuori gioco tutti coloro che provano a contrastare le politiche di continua riduzione dei diritti dei lavoratori, al fine di favorire lo sviluppo di un mercato del lavoro governato dalla precarietà e dalla massima flessibilità.



CONDANNA E CONTRASTO DELL'ACCORDO VERGOGNA



Come coordinamento No-Austerity, insieme con le organizzazioni e gli attivisti che hanno promosso la campagna per la democrazia nei luoghi di lavoro, crediamo che l'accordo sulla rappresentanza rappresenti una truffa colossale, un pesante attacco ai diritti democratici e al futuro dei lavoratori e dei giovani. 

Un provvedimento tanto vergognoso e liberticida che pensiamo debba indignare anche iscritti e attivisti dei sindacati che lo hanno sottoscritto, attivisti a cui facciamo appello per una comune mobilitazione. Invitiamo pertanto tutte le realtà sindacali a respingere e non sottoscrivere l'accordo in nessuna categoria o singola azienda, rafforzando un fronte unitario di lotta, necessario a contrastare ad ogni livello e con tutti i soggetti interessati l'accordo della vergogna.



COSA FARE NELLE ELEZIONI DELLE RSU?

In generale, i lavoratori conquistano e difendono i propri diritti nei luoghi di lavoro (inclusi quelli sulla rappresentanza) solo scendono in campo e in lotta uniti e determinati. Nessun accordo potrà mai ingabbiare il conflitto: solo costruendo con le lotte i rapporti di forza che permettano di respingere gli attacchi dei padroni riusciremo a strappare per i lavoratori reali diritti di rappresentanza. Anche per questo crediamo che la premessa per non far passare questo attacco sia quello che i sindacati non lo firmino, diversamente accetterebbero di diventare sindacati aziendali e concertativi. 

Concretamente, tali provvedimenti che ledono la dignità dei lavoratori e della democrazia possono essere contrastati con modalità diversificate in base ai rapporti di forza nelle singole realtà lavorative, fermo restando il fatto che, laddove la presentazione di candidati rsu (o la nomina di rsa) implichi la sottoscrizione o condivisione di fatto degli accordi, non vanno presentati candidati (né nominati rsa), poiché questo significherebbe una capitolazione agli accordi stessi. 

· Le prime azioni di contrasto possono essere di tipo legale laddove i regolamenti elettorali (come già accaduto) dovessero escludere i sindacati non firmatari dell'accordo dalla possibilità di presentare liste, condizione non espressamente prevista dagli accordi: lo scopo di un azione legale di questo tipo è quello di dimostrare sul campo la propria rappresentatività, che se poi negata diventerebbe un'arma a doppio taglio per i firmatari.

· Dove i rapporti di forza sono favorevoli alle organizzazioni sindacali non firmatarie è possibile anche boicottare le elezioni RSU che sono valide solo se vota il 50%+1 degli aventi diritto. 

· Laddove esistano i rapporti di forza, è possibile procedere ad elezioni in deroga a quanto siglato a livello nazionale, procedendo localmente alla stesura di regolamenti elettorali che stravolgano di fatto le regole dell'accordo e permettano la libera partecipazione di tutte le organizzazioni sindacali (condizione già concretizzatasi in alcune aziende).

· L' RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) è disciplinato da un decreto legge, difatti le OS firmatarie non hanno potuto inserirlo nell'accordo vergogna: è quindi possibile puntare sull'elezione dell'RLS che non può essere sottratto alla libertà di scelta dei lavoratori.

· Soprattutto è fondamentale oggi più che mai che i lavoratori riconoscano e individuano come unici interlocutori, tutori dei propri diritti e reali rappresentati dei propri interessi e delle proprie aspettative, gli attivisti sindacali e le organizzazioni che non si piegano ai tentativi di cancellare ogni democrazia sui luoghi di lavoro e ogni loro possibilità di riscatto e di futuro, impegnandosi attivamente nella costruzione della mobilitazione diretta e libera. Chiediamo per questo ai lavoratori di non votare i candidati di sindacati che hanno firmato l'accordo.

Le realtà e gli attivisti che aderiscono al coordinamento No Austerity e alla campagna contro l'Accordo della Vergogna, sono disponibili a organizzare incontri con i lavoratori, iniziative ed assemblee pubbliche a sostegno della mobilitazione.

INVITIAMO TUTTE LE REALTÀ SINDACALI AD ADERIRE E SOSTENERE LA CAMPAGNA 

scrivendo a: info@coordinamentonoausterity.org



Aderiscono alla campagna contro l'accordo: Coordinamento No Austerity, Cub Toscana, Rsa Fiom Ferrari, Flmuniti Cub Ferrari, Rsu 47 Bordo Trenitalia Firenze, Licenziati politici Esselunga di Pioltello Si.Cobas, Coordinamento Migranti Verona, Resistenza Operaia - Fiat Irisbus, Usb Cremona, Rsu Cub Cobas Telecom Puglia, Si.Cobas Bergamo, Movimento Cassintegrati Telcom, Cub Sur Modena, Precari della scuola in lotta Modena, Cub Sanità Cremona, Rsa Fisac Cgil Equitalia Nord (CR), Rsu Fiom La Protec San Giovanni in Croce, Cobas Monopoli, Comitato No licenziamenti Eco Leather (BA), Allca Cub Bolzano, Cub Vicenza, Flmu-Cub Telecom Italia (nazionale), Il sindacato è un'altra cosa-opposizione Cgil Puglia, Coordinamento 3 ottobre (precari scuola) Milano, Coordinamento Lavoratori Cub Pirelli Bollate, Il sindacato è un'altra cosa - opposizione Cgil Cremona, Usb Salerno, Cub Barletta-Andria-Trani, Operai Liberi Fim Cisl Lecco,  Il sindacato è un’altra cosa-opposizione in Cgil Vicenza, USI Milano, Cub Caltanissetta, Flaica Uniti Cub Caltanissetta, Cub Poste Padova, Cub Sanità Salerno AOU Ruggi d'Aragona, Confederazione Sindacale Unione Sindacale Italiana USI, Cub-Cobas Comune di Bologna, Flmuniti Cub Parma, Cub provinciale intercategoriale Catania, ALP/Cub -Associazione Lavoratori Pinerolesi, Usi Ait Modena,  Usi Caltanissetta, Slai Cobas TPL Toscana, Intersindacale di Brescia (Il sindacato è un'altra cosa/Cobas/Sindacato Orma/Si.Cobas).   

http://www.coordinamentonoausterity.org/



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