sabato 28 marzo 2015

Campagna contro la repressione nei luoghi di lavoro

Le realtà che aderiscono al coordinamento No Austerity
fanno appello a sostenere una

CAMPAGNA CONTRO LA REPRESSIONE
NEI LUOGHI DI LAVORO

 FERMIAMO LA REPRESSIONE,
RIVENDICHIAMO TUTELE E DIRITTI

La repressione che colpisce chi combatte contro le ingiustizie del sistema socio-economico si configura oggi come un'azione punitiva sistematica, particolarmente cruenta sui posti di lavoro, dove vengono colpite le avanguardie di lotta tramite ricatti, provvedimenti disciplinari e licenziamenti politici.
Il sistema padronale vuole convincere le persone che il lavoro sia un privilegio, reprimendo i diritti e colpendo ogni libero dissenso con la forza, pretendendo più flessibilità e sottomissione sia tramite l'apparato normativo, sia per mezzo di contratti di lavoro cinici e brutali, concordati con dirigenti sindacali troppo spesso complici dei padroni (in questo contesto si spiega l'accordo vergogna del 10 Gennaio tra Cgil-Cisl-Uil e Confindustria).
Le riforme del lavoro varate dal Governo Renzi, tutte volte a scaricare il peso della crisi sulle spalle dei lavoratori, aggravano ulteriormente la situazione, riducendo le tutele e generando nuova precarietà.
Le prime vittime della repressione nei luoghi di lavoro sono gli immigrati, le donne e gli attivisti sindacali combattivi. Gli immigrati, a causa delle leggi razziste, sono costretti a subire condizioni di lavoro disumane (si pensi alla diffusione del caporalato nel sistema delle cooperative) e attacchi xenofobi. Le donne quotidianamente si scontrano con atteggiamenti maschilisti che, sotto il ricatto del licenziamento, sempre più spesso si configurano come molestie e violenze. Gli attivisti sindacali combattivi, soprattutto con l'applicazione dei nuovi accordi sulla rappresentanza, perdono le tutele sindacali nei luoghi di lavoro e sono i più esposti alla rappresaglia padronale.

PERTANTO IL COORDINAMENTO NAZIONALE NO-AUSTERITY FA APPELLO
A TUTTI GLI ATTIVISTI, ALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI, POLITICHE,
ALLE ASSOCIAZIONI A IMPEGNARSI PER:

* Sostenere attivamente e unitariamente i lavoratori e gli attivisti colpiti da provvedimenti repressivi, tanto dalle aziende come dallo Stato (ad esempio il caso degli arresti dei militanti No-Tav), anche attraverso il sostegno alle casse di resistenza a favore delle vittime della repressione. 
* Lottare per il ripristino di un sistema normativo che consenta ai lavoratori di difendersi dalle vessazioni e dai soprusi aziendali, tutelandoli dai licenziamenti indiscriminati e strumentali e garantendone il reintegro del posto di lavoro. Abolizione del Jobs Act e della controriforma Fornero dell'art. 18!
* Esigere la cancellazione dai contratti di lavoro delle clausole di fedeltà aziendale e quelle che impediscono il libero dissenso e la libertà di espressione dei lavoratori.
* Combattere la precarietà generalizzata e vergognosa di questo Paese, perseguendo la necessità di lavoro stabile e sicuro per tutti. Assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari!
* Perseguire l'abbassamento generalizzato del monte ore nei contratti di lavoro, la limitazione del lavoro straordinario e l'abbassamento generalizzato dell'età pensionabile quali strumenti primari per favorire la piena occupazione nel paese. Lavorare meno lavorare tutti!
* Mobilitarsi per una reale democrazia nei posti di lavoro e contro l'Accordo Vergogna sulla Rappresentanza, voluto dai sindacati concertativi e dai padroni, che attacca le libertà di espressione e dissenso e limita il diritto di sciopero.
* Supportare unitariamente le lotte per il lavoro, contro il cinismo, l'arrivismo e le speculazioni dei padroni, impegnandosi per garantire sicurezza e dignità del lavoro; diffondere nei territori la solidarietà e la mobilitazione.
* Esigere la cancellare le leggi antisciopero nel pubblico impiego e nei cosiddetti servizi essenziali (dai trasporti alla sanità), che impediscono ai lavoratori e alle lavoratrici di esercitare realmente il diritto di sciopero, obbligandoli a subire passivamente le misure di privatizzazione e di austerity imposte dal governo. No ai nuovi decreti su scuola e pubblico impiego che inaspriscono il sistema disciplinare interno, potenziano il ruolo dei dirigenti e introducono divisioni tra i lavoratori funzionali a renderli più ricattabili e licenziabili!
* Contrastare attivamente, nei luoghi di lavoro e nella società, ogni forma di razzismo e maschilismo, mezzi utilizzati dai padroni per creare divisioni funzionali a indebolire le lotte.

Potete leggere qui la lista delle realtà sindacali e di lotta
che promuovono la campagna

http://www.coordinamentonoausterity.org/index.php?mod=none_News_bkp&action=viewnews&news=top_1425755231

Vi chiediamo di mandare la vostra adesione individuale
(indicando città, eventuale lavoro, eventuale sindacato o organizzazione di appartenenza) scrivendo a

info@coordinamentonoausterity.org

oppure cliccando qui:
http://www.coordinamentonoausterity.org/firmaappellonorepressionelavoratori/

 E' particolarmente importante mandare adesioni di realtà collettive (sindacati, comitati, associazioni, organizzazioni), per questo vi chiediamo di discutere i contenuti della campagna
coi vostri colleghi e compagni di lotta.
 Le realtà che aderiscono al coordinamento No Austerity sono disponibili a sostenere e organizzare con voi iniziative contro la repressione nei luoghi di lavoro:
scriveteci e seguite lo sviluppo della campagna sul nostro sito.

SOLO UNITI E SOLIDALI POSSIAMO VINCERE

www.coordinamentonoausterity.org

info@coordinamentonoausterity.org

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