martedì 31 marzo 2015

DAL SITO CORTOCIRCUITO

LA CGIL E LE OPPORTUNITÀ DEL TTIP..WHAT ELSE?
“Il ricorso al sistema degli ammortizzatori sociali e l’opera di mediazione dei sindacati confederali, che hanno consolidato la propria immagine di ‘riferimento essenziale’ per la maggior parte dei contesti occupazionali, si sono ribaditi efficaci strumenti di difesa della coesione sociale”                                                                                                           (RELAZIONE sulla politica dell’informazione per la sicurezza, Presidenza del Consiglio dei Ministri, 2014)

La storia della CGIL è un lungo ed ininterrotto filo rosso. Di vergogna, si intende. Dal mancato ingresso di Baldesi, uno dei dirigenti dell’allora CGL, nel governo diretto da Benito Mussolini all’indomani della Marcia su Roma, eventualità sventata dal veto delle destre, alla costante funzione di pompiere sociale svolta nei momenti di maggiore tensione politica. Nel 1993, poi, con la firma dei protocolli sulle relazioni sindacali, divenuti comunemente noti come “concertazione”, il sindacato confederale ha smesso di essere rappresentate di una parte della società, i lavoratori ovviamente, per diventare espressione della comunità tutta, il paese, giungendo così alla straordinaria contraddizione di essere garante degli interessi di classe invece di, almeno parzialmente, combatterli.

Detto altrimenti, non servirebbero certo stralci delle relazioni commissionate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per comprendere lo storico ruolo svolto dalla principale confederazione sindacale italiana. Questi, al massimo, sono l’ennesima conferma di quanto abbiamo spesso sottolineato sulle pagine virtuali di questo sito. Allo stesso modo, le iniziative messe in campo della CGIL non dovrebbero mai costituire una sorpresa. Sono la costante dimostrazione dell’instabile equilibrio nel quale si trova un’organizzazione che mentre proclama a parola il benessere e gli interesse di lavoratori e pensionati, persegue nei fatti una funzione di costante mediazione al ribasso con i rappresentanti del capitale.
Ciò detto, vi sono situazioni nelle quali la miseria politica, intellettuale, ed umana della CGIL non può passare inosservata. Un plastico esempio è fornito dall’incontro programmato per lunedì 16 marzo alle ore 15,00 a Firenze nella sede regionale della CGIL in via Pier Capponi 7. Il titolo dell’iniziativa potrebbe bastare a rendere bene l’idea di cosa stiamo parlando: “What Else? TTIP: Mercato Unico Europa-Usa Opportunità e Rischi”. Ovviamente chi è entrato in contatto con la campagna di contro-informazione messa in campo dai tanti comitati locali nati contro l’approvazione del Trattato, conosce benissimo chi sono i destinatari delle opportunità (multinazionali ed il grande capitale in genere) e dei rischi (lavoratori e strati meno abbienti della società) contenuti nel TTIP. Forse però anche un rapido sguardo a coloro che parteciperanno all’iniziativa è sufficiente a comprenderne i caratteri generali. Si va dal “padrone di casa” Alessio Gramolati, segretario generale CGIL Toscana, al Console generale degli Stati Uniti a Firenze, Abigail Rupp, fino a giungere al Prof. Mario Deaglio, noto soprattutto per essere marito di una certa Elsa Fornero.

 Questa è la CGIL.
 Il sindacato, però, è un’altra cosa.

ARTICOLO TRATTO DAL SITO :
http://www.inventati.org/cortocircuito/2015/03/16/la-cgil-e-le-opportunita-del-ttip-what-else/

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