sabato 21 novembre 2015

25 novembre: giornata internazionale contro la violenza sulle donne

La violenza è un fenomeno ampio e diffuso e la violenza sulle donne si manifesta in molteplici modi, fisici e psicologici. Violenza fisica non è solo subire percosse fisiche o rimanerne uccisa: episodi che, purtroppo, sono all’ordine del giorno. La violenza fisica su una donna si manifesta anche quando la donna è costretta a stare richiusa in casa o subire altre forme di sequestro, quando viene scossa o riceve spintoni da maschi perché più forti di lei.
Violenza psicologica è quando la donna deve incassare liti familiari, sopportare il rifiuto di un aiuto domestico o educativo nella crescita dei figli, subire pedinamenti, minacce o domande assillanti da parte di mariti gelosi, padri, fratelli. Di conseguenza, non può far altro che trascorrere le proprie giornate in un silenzio pieno di rancore chiusa tra le mura domestiche perché unica fonte di estraniamento da ogni male.
La violenza economica, rappresentata da un continuo controllo del salario a piacimento del padrone, dall’impedimento di proseguire il lavoro in presenza di gravidanze o figli a cui badare quotidianamente. Senza tralasciare la violenza che accade tutti i giorni nei luoghi di lavoro, dove le donne, oltre allo sfruttamento cui sono sottoposte insieme ai loro compagni maschi, sono costrette a subire una doppia oppressione, legata alla classe e al genere.
Violenza sessuale, come molestie sessuali verbali e rapporti imposti a cui sono affiancate, il più delle volte, percosse sui minori (non sono ignoti i casi in cui i figli delle donne violentate assistano direttamente alla violenza sulla propria madre, ne vedano i segni sul suo corpo, sentano le grida e i pianti).
Le donne di tutti i Paesi tentano di difendersi e innumerevoli sono i coraggiosi casi di organizzazione, coraggio e ribellione a questo stato di cose di cui le donne danno esempio. Ricordiamo qui, ad esempio dei tanti, solo alcune fra le numerose lotte delle donne:
- La vittoria delle tre lavoratrici del Brico dell’Aquila, che nel giugno 2015 hanno potuto annunciare il loro reintegro dopo il licenziamento avvenuto un anno prima da parte dell’Aleandri Bricolage.
- La vittoria di Mariana, la ragazza rumena brutalmente aggredita e seviziata a Vicenza quando era al sesto mese di gravidanza da due paracadutisti dell'esercito degli USA, nel luglio 2014. Per Mariana, a fianco della difesa legale, si è attivata una mobilitazione di solidarietà partita soprattutto dal Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute di Pordenone e dalle Donne in lotta di No Austerity Vicenza, riuscendo ad impedire che scendesse il silenzio su questo grave caso purtroppo non isolato. Mariana lo scorso settembre è stata risarcita per danno biologico dall'esercito statunitense con una prima tranche di €100.000,00.
- La lotta delle lavoratrici delle cooperative Mr. Jobs e Geodis, in appalto alla multinazionale Yoox, che hanno organizzato uno sciopero prolungato con picchetto permanente all'interporto di Bologna per protestare contro il licenziamento di alcune lavoratrici, tra cui attiviste sindacali, punite dall'azienda per le loro lotte contro il maschilismo e gli abusi sessuali sul luogo di lavoro e contro pesanti condizioni salariali e lavorative.
- La battaglia vittoriosa di Máxima, ragazza indigena di Conga, villaggio delle Ande peruviane a oltre 4mila metri d’altezza, che non ha avuto paura di organizzare la difesa per la sua comunità e la terra dalle mire di Yanacocha, la più grande multinazionale dell’oro, di proprietà della società statunitense Newman.

E’ necessario continuare nelle lotte, anche contro i contenuti del Family Day dello scorso 20 giugno a Roma, in difesa della sola famiglia tradizionale; contro il tentativo di personaggi come Kiko Arguello, iniziatore e leader del movimento neocatecumenale, che in quell’occasione, davanti a miglia di persone e ripreso dai media nazionali, ha affermato che molti femminicidi sarebbero legittimi per mancato amore da parte della donna! E’ necessario lottare contro la “la teoria del delitto giustificato”, frutto del maschilismo su cui si fonda questo sistema. Contro la doppia oppressione, di classe e di genere, facciamo appello ad organizzare la più ampia solidarietà!

No Austerity



donneinlottanoausterity@gmail.com

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