mercoledì 21 settembre 2016

CUB Sanità Salerno: Attacco di massa ai lavoratori ospedalieri a Salerno

E’ in discussione in Parlamento da gennaio 2016 la contro-riforma della pubblica amministrazione che si trova nelle grinfie del ministro Madia. Ora c’è il secondo passaggio estivo annunciato da Renzi con i licenziamenti cattivi (parole sue).
Si tratta del più duro e complesso attacco ai lavoratori della p.a. condotto dal dopoguerra ad oggi. Si introducono punizioni economiche ai singoli dipendenti (6 mesi di stipendio); il deferimento alla Corte dei Conti per reato di danno d’immagine (siamo al reato “immaginario”); il licenziamento in tronco.  I dirigenti sono accusati di complicità, con conseguente arresto e condanna 2 anni di carcere. E’ introdotto il reato difalsa attestazione di presenza in servizio: dunque è ininfluente la presenza reale e il lavoro effettivamente svolto: basta un piccolo errore o un leggerezza al marcatempo che si rischia il licenziamento. Sono legalizzate misure di spionaggio poliziesco dei dipendenti. I luoghi di lavoro diventano prigioni. A sostegno di questa campagna reazionaria da circa un anno sono in corso in tutta Italia persecuzioni: uno slip diventa un reato da fucilazione, la mera cortesia di attivare il marcatempo  per un altro lavoratore –sebbene in servizio- fa rischiare il posto di lavoro.
E’ così che si spiegano le accanite campagne giudiziarie e di stampa in corso: distruggere ciò che rimane delle tutele dei lavoratori della p.a., impedire che possano chiedere il rinnovo dei contratti fermi da dieci anni, impedire che esigano diritti e tutele. Far accettare il lavoro subordinato come una condizione afflittiva e farglielo sembrare normale. Rendere onnipotenti i burocrati.
E’ così che si spiega il gigantesco attacco ai lavoratori dell’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno: 850 avvisi di garanzia contro infermieri, medici, tecnici,  guarda caso tutti lavoratori di corsia, mentre nulla è rilevato circa cortigiani e impiegati di palazzina. Sono stati attivati spioni e delatori, telecamere, intercettazioni: un attacco in grande stile. Tutti gli 850 nomi sono stati resi pubblici facendoli filtrare alla stampa di regime. Molti lavoratori ignorano perché i loro nomi appaiano negli elenchi: sono certi di non aver commesso reati. Due dipendenti si sono suicidati, uno dei quali in ospedale; un’infermiera è stata trovata vagare in stato confusionale in un’altra città. Contemporaneamente i padroni dell’Ospedale danno la caccia anche alle auto dei lavoratori se parcheggiate male, minacciando provvedimenti disciplinari (ma la materia della sosta esula dai loro poteri): sono ubriachi di dispotismo.
Tutto ciò accade nell’indifferenza e nella sottovalutazione dei sindacati ufficiali. Si è tenuta poche settimane orsono un’assemblea generale indetta dalle maggiori sigle sindacali, molto partecipata, nella quale il Fronte Unico di lotta No Austerity ha portato solidarietà a tutti i  dipendenti e ha proposto la creazione di un Comitato di Difesa dei Lavoratori. Ma la Cgil e le altre sigle si sono ben guardati dall’aderire. Non sia mai che il loro potere filo padronale possa essere messo in discussione.
Cub Sanità Salerno   http://www.cubcampania.org/


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