venerdì 6 marzo 2015

APPELLO DEL COORDINAMENTO NO AUSTERITY

FERMIAMO LA REPRESSIONE,
RIVENDICHIAMO TUTELE E DIRITTI

La repressione che colpisce chi combatte contro le ingiustizie del sistema socio-economico si configura oggi come un'azione punitiva sistematica, particolarmente cruenta sui posti di lavoro, dove vengono colpite le avanguardie di lotta tramite ricatti, provvedimenti disciplinari e licenziamenti politici.
Il sistema padronale vuole convincere le persone che il lavoro sia un privilegio, reprimendo i diritti e colpendo ogni libero dissenso con la forza, pretendendo più flessibilità e sottomissione sia tramite l'apparato normativo, sia per mezzo di contratti di lavoro cinici e brutali, concordati con dirigenti sindacali troppo spesso complici dei padroni (in questo contesto si spiega l'accordo vergogna del 10 Gennaio tra Cgil-Cisl-Uil e Confindustria).
Le riforme del lavoro varate dal Governo Renzi, tutte volte a scaricare il peso della crisi sulle spalle dei lavoratori, aggravano ulteriormente la situazione, riducendo le tutele e generando nuova precarietà.
Le prime vittime della repressione nei luoghi di lavoro sono gli immigrati, le donne e gli attivisti sindacali combattivi. Gli immigrati, a causa delle leggi razziste, sono costretti a subire condizioni di lavoro disumane (si pensi alla diffusione del caporalato nel sistema delle cooperative) e attacchi xenofobi. Le donne quotidianamente si scontrano con atteggiamenti maschilisti che, sotto il ricatto del licenziamento, sempre più spesso si configurano come molestie e violenze. Gli attivisti sindacali combattivi, soprattutto con l'applicazione dei nuovi accordi sulla rappresentanza, perdono le tutele sindacali nei luoghi di lavoro e sono i più esposti alla rappresaglia padronale.
PERTANTO IL COORDINAMENTO NAZIONALE NO-AUSTERITY FA APPELLO

A TUTTI GLI ATTIVISTI, ALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI, POLITICHE, ALLE ASSOCIAZIONI A IMPEGNARSI PER: 

1.      Sostenere attivamente e unitariamente i lavoratori e gli attivisti colpiti da provvedimenti repressivi, tanto dalle aziende come dallo Stato (ad esempio il caso degli arresti dei militanti No-Tav), anche attraverso il sostegno alle casse di resistenza a favore delle vittime della repressione. 

2.      Lottare per il ripristino di un sistema normativo che consenta ai lavoratori di difendersi dalle vessazioni e dai soprusi aziendali, tutelandoli dai licenziamenti indiscriminati e strumentali e garantendone il reintegro del posto di lavoro. Abolizione del Jobs Act e della controriforma Fornero dell'art. 18!

3.      Esigere la cancellazione dai contratti di lavoro delle clausole di fedeltà aziendale e quelle che impediscono il libero dissenso e la libertà di espressione dei lavoratori.

4.      Combattere la precarietà generalizzata e vergognosa di questo Paese, perseguendo la necessità di lavoro stabile e sicuro per tutti. Assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari!

5.      Perseguire l'abbassamento generalizzato del monte ore nei contratti di lavoro, la limitazione del lavoro straordinario e l'abbassamento generalizzato dell'età pensionabile quali strumenti primari per favorire la piena occupazione nel paese. Lavorare meno lavorare tutti!

6.      Mobilitarsi per una reale democrazia nei posti di lavoro e contro l'Accordo Vergogna sulla Rappresentanza, voluto dai sindacati concertativi e dai padroni, che attacca le libertà di espressione e dissenso e limita il diritto di sciopero.

7.      Supportare unitariamente le lotte per il lavoro, contro il cinismo, l'arrivismo e le speculazioni dei padroni, impegnandosi per garantire sicurezza e dignità del lavoro; diffondere nei territori la solidarietà e la mobilitazione.

8.      Esigere la cancellare le leggi antisciopero nel pubblico impiego e nei cosiddetti servizi essenziali (dai trasporti alla sanità), che impediscono ai lavoratori e alle lavoratrici di esercitare realmente il diritto di sciopero, obbligandoli a subire passivamente le misure di privatizzazione e di austerity imposte dal governo. No ai nuovi decreti su scuola e pubblico impiego che inaspriscono il sistema disciplinare interno, potenziano il ruolo dei dirigenti e introducono divisioni tra i lavoratori funzionali a renderli più ricattabili e licenziabili!

9.      Contrastare attivamente, nei luoghi di lavoro e nella società, ogni forma di razzismo e maschilismo, mezzi utilizzati dai padroni per creare divisioni funzionali a indebolire le lotte.
                                    PER ADESIONI : info@coordinamentonoausterity.org








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