sabato 9 gennaio 2016

COMUNICATO STAMPA SULLA VERTENZA PENNY MARKET

COMUNICATO STAMPA SULLA VERTENZA PENNY MARKET
DI DESENZANO DEL GARDA E BORMIOLI DI FIDENZA.

Le cariche della polizia ai lavoratori non fermeranno la lotta!

Dopo 4 giorni di sciopero e presidio permanente di fronte ai cancelli del magazzino Pennymarket di Desenzano del Garda, questa mattina 70 poliziotti sono intervenuti caricando violentemente i lavoratori e sgomberando il presidio.
Il bilancio finale è stato: 6 lavoratori trattenuti in commissariato e rilasciati dopo alcune ore con una notifica d'indagine per reati non commessi e 3 lavoratori feriti a seguito della carica.
Quest'azione da parte della polizia segue l'incontro “farsa” di ieri in prefettura, nel quale il viceprefetto a sostegno dell'azienda ha intimato la cessazione dello sciopero senza l'apertura di una trattativa sindacale immediata con la cooperativa Servizi Associati e la committenza Penny Market.


La vertenza in atto fa seguito ad un precedente accordo firmato qualche mese fa dalla cooperativa e dai lavoratori che non ha prodotto nessun miglioramento delle loro condizioni economiche e di lavoro.
Le condizioni all'interno del magazzino sono di iper sfruttamento dei facchini, con giornate fino a 12/13 ore di lavoro a ritmi massacranti per 6 giorni alla settimana e con salari molto bassi; a questo si aggiungono le continue intimidazioni con minacce di licenziamento da parte dei capi della Servizi Associati e di Penny Market.
Da questa condizione, che caratterizza la condizione dei lavoratori del settore della logistica la dove non è arrivata l'organizzazione del SI Cobas e ADL Cobas (anche alla Bormioli di Fidenza i facchini del si cobas difendono il diritto a mantenere i diritti nel cambio appalto, ma vengono caricati dalla polizia dello stato dei padroni) nasce la vertenza in corso.
Ancora una volta com' e' nella sua funzione lo stato, rappresentato dalle istituzioni prefettizie, si schiera a difesa dei padroni e dei loro profitti contro i lavoratori che lottano per i propri diritti.
Non poteva mancare la solita stampa di regime, e i vari media televisivi, pronti a strumentalizzare la lotta come una vertenza religiosa, scambiando quanto affermato da qualche poliziotto come affermazione dei lavoratori, fomentando così possibili reazioni razziste.
Questo tentativo ha la finalità di infangare la lotta dei facchini e del S.I. Cobas, cercando parallelismi improbabili, pensando di spostare l'attenzione su questioni non inerenti agli obbiettivi rivendicati dalla lotta in corso e coprendo di fatto l'azione brutale della polizia.
La giornata di oggi non ha fatto altro che mostrare ai facchini chi sono i loro nemici (padroni, coop, sindacati confederali venduti, giornali prezzolati di regime) ma ha anche dimostrato ai lavoratori che non siamo in uno stato di democrazia come qualcuno di loro si illudeva di essere e dove vengono rispettati i diritti di chi lavora, lo stato non è neutrale, ma si schiera a favore degli interessi aziendali.
Questo non ha fatto che rafforzare la convinzione, e la coscienza nei lavoratori, che solo la lotta e l’unità d’azione può farli vincere.
La battaglia   è solo all’inizio.
L'azione repressiva odierna si trasformerà in un boomerang per la cooperativa e per Pennymarket, da domani come è stato massaggiato ai lavoratori essi sono "licenziati": la cooperativa perde l'appalto e con un trasformismo gattopardesco la Pennymarket impone la sua chiusura, e sotto un'altra, alle stesse condizioni economiche di appalto e con altri lavoratori da super sfruttare. Ma il giochino non riuscirà a convincerci ancor di più è stata l’assemblea, dopo il rilascio dei fermati, durante la quale è emersa la combattività che caratterizza questi lavoratori.
Da subito tutta la struttura del S.I. Cobas è mobilitata per costruire nei prossimi giorni iniziative di lotta più incisive contro la committente per ottenere che spetta ai lavoratori: salario, diritti normativi e dignità.
Inoltre, a sostegno della vertenza di oggi, si apre la campagna di boicottaggio contro i supermercati Penny Market che vedrà azioni informative ai clienti di fronte ai punti vendita e in rete.
Nella stessa giornata qualche ora più tardi la polizia è intervenuta in modo brutale contro i lavoratori che si trovavano davanti ai cancelli della Bormioli di Fidenza e dopo le cariche 39 dei presenti (31 lavoratori ed 8 solidali) sono stat fermati nella caserma degli sbirri per essere identificati, prese le impronte digitali e sottostare a procedure defadiganti che sono durate sette ore. Il diritto di sciopero scompare ed i lavoratori che difendono le loro condizioni di lavoro e che vengono picchiati dagli sbirri vengono denunciati per violenza contro le forze del disordine.
Come quelli della Pennymarket i lavoratori della Bormioli sostenuti da tutto il SI Cobas non si lasceranno intimorire e continueranno nella loro lotta per ottenere la difesa dei loro diritti contrattuali.
SI COBAS Nazionale
SCIOPERO FINO ALLA VITTORIA!          S.I. Cobas

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