lunedì 25 gennaio 2016

riceviamo ed inoltriamo questa lettera in ricordo di un lavoratore

MAURIZIO "PLASMON" VIVE...



Ho conosciuto Maurizio nel 2014, come spesso avviene quando
si entra in un azienda della tipologia di Asp: all'inizio, cambio o fine turno quando ci si  incontra negli spogliatoi e ci si scambia un saluto e qualche chiacchiera. Il suo armadietto era di fronte al mio, con l'adesivo Usb ben in mostra attaccato sopra. Impossibile non notarlo alto,imponente,massiccio,barba e capelli bianchi. Gli argomenti erano prevalentemente i soliti per quelli che come "noi" svolgono un lavoro assistenziale ed è difficile spiegare se non ci sei dentro, il significato di talune terminologie linguistiche ma soprattutto cosa ci sia effettivamente dietro certe frasi, esclamazioni, sfoghi, rabbia, risate, punti di vista e confronti a volte anche aspri tra colleghi sia in reparto che fuori dagli stessi, nello spogliatoio per ES. un luogo classico in cui non di rado  ti ritrovi a fare il punto della giornata lavorativa e a volte anticipi al tuo collega che sta per entrare in turno novità o raccomandazioni.
Rincontrai poi Maurizo nell'estate del 2015 per un vertenza Vs Asp e in quanto lui membro in Rsu per Usb Bologna. Ci incontrammo in un bar, non lo vedevo da un anno, ricordo perfettamente come era vestito: jeans,t-shirt blù e zainetto. Era sensibilmente dimagrito e  rimasi chiaramente colpito e sorpreso della sua trasformazione anche in funzione di come lo ricordavo evidentemente "bello in  carne". A mia domanda sul forte calo del peso mi riferì che era stato attento al mangiare e al bere, probabilmente pensadoci ora non era questa la motivazione ma in quel momento pensavo lo fosse ovviamente.Voglio sottoliniare che quel giorno in cui ci vedemmo era il suo riposo, chi fà questo lavoro sa bene quanto nello stesso si desideri anche staccare la spina mentalmente e fisicamente, eppure mi aveva dedicato alcune ore del suo tempo e ci eravamo confrontati su molti argomenti aziendali in tema di contratti, mansioni, politiche assunzionali, norme, leggi e chiaramente tavoli di trattativa sindacato - ente (passati,presenti e futuri) Non conosceva la mia problematica a fondo ma ne rimase molto colpito tanto da farmi presente che per quello che erano le sue possibilità avrebbe fatto il possibile per aiutarmi; ci tengo a ribadire questo suo pensiero anche per rimarcare quello che poi ho visto rappresentato da tutti i suoi amici, compagni e colleghi: la sua profonda sete di giustizia e di affermazione dei diritti dei lavoratori, non solo per i  suoi colleghi di Asp evidentemente ma per qualsivoglia altra categoria. Effettivamente mi diede un aiuto e supporto morale - personale del tutto franco,solidale e vero, come era lui del resto. Successivamente ci rivedemmo in sede sindacale e ci si sentiva  per aggiornarci per telefono o email.Maurizio era tra le rare persone che conosco che in questa società attuale  di consumismo esagerato e spesso superfluo volutamente e convintamente era sprovvisto di telefonino. Mi diceva: per chi vuol cercarmi mi chiami pure  a casa o al lavoro e cio' ha un senso perchè in fondo anche il suo reparto era la sua casa, il suo mondo per una vita! Avremmo dovuto vederci per una birra insieme anche ad altri colleghi in Dicembre ma problemi familiari mi portarono fuori Bologna per circa 2 settimane, lo risentii la vigilia di Natale per fargli gli auguri con la promessa di vederci al piu' presto per fare un brindisi al nuovo anno. Come tutti i suoi amici sapranno la notte tra il 30 e 31 Dicembre fù ricoverato in ospedale: saputa la notizia  andai a trovarlo un pomeriggio, il giorno dopo la befana, rimanendo con lui varie ore, quelle ore in tutta franchezza volarono nel vero senso del termine. Lo trovai bene, faceva le flebo diligentemente, non si alimentava da giorni e tutto sommato non aveva un cattivo umore nonostante il ricovero forzato e imprevisto. Parlammo  veramente di tante cose: quotidiani,libri,politica,elezioni amministrative a Bologna, differenze generazionali(era degli anni 50 io dei 70) lui aveva un percorso ideologico e formativo ben deliniato,veniva dall'esperienza di Lotta continua ed aveva vissuto pienamente e convintamente il periodo delle lotte e rivendicazioni  sociali e operaie a cavallo tra la fine degli anni sessanta e inizio settanta. Furono anni parecchio movimentati come tutti sapranno e per lui furono un bagaglio di vita ed esperienza ritengo partecipata e autenticamente vissuta!
Quando lo salutai aveva finito la terapia farmacologica, si alzò dal letto per accompagnarmi fino agli ascensori fuori dal reparto, ci salutammo raccomandandomi di tenere botta come sempre, lo salutai dicendo esci presto da sto posto, sarebbe dovuto uscire di lì a pochi giorni, purtroppo fù l'ultimo attimo in cui lo vidi in vita!
Ieri 22 Gennaio 2016 è stato il giorno in cui numerosi ti abbiamo attribuito l'ultimo saluto caro collega Maurizio, nel campo del movimento sindacale conosciuto da tutti come PLASMON perchè la sua sua imponenza fisica trasmetteva sicurezza a tutti i suoi amici. Maurizio era una persona pulita, coerente ai suoi alti principi morali e professionali, sempre disponibile e profondamente altruista,schivo,riservato ma persona anche spiritosa e di buona compagnia. Mi lascia un insegnamento che nel mio piccolo già sto percorrendo e continuerò con tutte le mie energie a perseguire : lottare fino allo stremo delle forze per il riconoscimento dei propri ritenuti diritti, in particolare anche quelli degli ultimi! Un abbraccio affettuoso alla moglie Renata, al figlio Nicola e a tutti i parenti, amici e colleghi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e volerlo bene.
Ci siamo conosciuti per troppo poco tempo ma è stato comunque
UN ONORE PER ME!!!

1 commento:

Diego Bossi ha detto...

Alla famiglia e ai compagni di lotta di Maurizio, giunga il cordoglio e la vicinanza di CUBlog e dei suoi lettori.



La redazione di CUBlog