domenica 12 giugno 2016

Riceviamo e pubblichiamo questo documento dalle insegnanti dell'istituto superiore Selmi di Modena.


Documenti come questo incarnano pienamente il nostro concetto di istruzione, interventi così, vorremmo dilagassero in tutta Italia.
Il mondo di domani sarà il risultato delle politiche scolastiche di oggi, noi di CUBlog facciamo nostre le parole di queste docenti e daremo spazio a quanti, nel mondo della scuola, lottano quotidianamente per non cedere l'istruzione alle logiche capitaliste del profitto.

Un abbraccio rivoluzionario alle compagne dell'Istituto Selmi di Modena.


La redazione di CUBlog




NO ALLA "BONUS SCUOLA"

Documento presentato al collegio docenti dell'Istituto superiore Selmi di Modena. Il testo è stato letto da una collega in rappresentanza di un gruppo di docenti che si sono rifiutati di partecipare all'assegnazione del "bonus" previsto dalla "Buona scuola" di Renzi e della Giannini.

Salve, parlo a nome di un gruppo di docenti che, negli ultimi anni, si è sentito molto a disagio all’interno della scuola come istituzione, disagio determinato da molte situazioni, ma ne elenco solo alcune per motivare una scelta che molti di noi hanno fatto.
Oggi si parla, ad esempio, di premi (bonus) di meritocrazia quando sono stati fatti tantissimi tagli alla scuola; un esempio sono le assunzioni umilianti solo per evitare la multa dell’Unione europea; basti pensare agli insegnanti dell’organico potenziato: molti di loro hanno alle spalle una preparazione e una professionalità più che decennale che viene totalmente ignorata nei criteri di assunzione; ci sono anche i tagli che impediscono sia di potenziare quei laboratori promessi dalla “Buona scuola” che di assumere insegnanti di sostegno ( anzi li hanno diminuiti!) per cui noi spesso abbiamo in classe alunni diversamente abili che, potenzialmente, potrebbero fare, dare molto, molto di più se adeguatamente stimolati da personale competente. E mettetevi anche nei panni dei loro genitori!
Poi si devono ricordare i tagli sul personale ATA: quante volte, la mattina, durante quest’anno scolastico, dalle 7.30, ci siamo trovati con due fotocopiatrici inceppate e/o senza carta... e non c’era nessuno! Sarebbero tante le difficoltà, i problemi da elencare, tutte situazioni che mettono a disagio non solo i docenti, ma anche gli alunni e i genitori.
Tutto ciò, quindi, e non solo, va ad aggravare quei tagli già avvenuti con la riforma Gelmini: basti pensare alla riduzione di ore di alcune materie, riduzione che determinano carenze gravi nella preparazione dei ragazzi (al linguistico quest’anno meno iscritti: è solo una questione “fisiologica”…?). Poi la scuola è costretta a tamponare, a ricorrere a dei rimedi (lo abbiamo visto, ad esempio, nello scorso collegio docenti con le ore di inglese!). Tutti tagli giustificati da una crisi economica, dicono (e ci crediamo!), crisi che impedisce l’erogazione di fondi alla scuola pubblica. Però appaiono i soldi per il bonus senza considerare la ricaduta che esso avrà sulla scuola.
Noi ci opponiamo alla logica del bonus perché la libertà d’insegnamento non dovrebbe essere subordinata ad una “presunta produttività” degli insegnanti (“presunta produttività” non è un temine nostro), perché questi meccanismi, tipici delle aziende, rovinano il clima di collaborazione incentivando la competizione tra i docenti e stimolando un clima di tensione come è già presente in questa scuola: tutti contro tutti per incentivare invidie, poca collaborazione, individualismo, ricatti…
Poi: i criteri del bonus valgono per l’anno che è già terminato! Ma vi rendete conto! Ancora, un altro aspetto: è molto difficile misurare il “prodotto” (termine, anche questo, che non andrebbe usato nella scuola che noi concepiamo), che per noi è il risultato finale, e nel nostro caso il risultato finale sono persone, esseri pensanti che rielaborano, che hanno bisogno di tempo per mettere a fuoco tutto ciò che hanno appreso; il “prodotto” sono individui, ricordatevelo bene, che imparano anche dal comportamento dei docenti e che dovrebbero essere incoraggiati ad uno spirito di collaborazione e non di competizione; noi abbiamo il compito di indurre i ragazzi alla riflessione , al ragionamento critico; noi abbiamo il compito di invogliarli ad informarsi, far venire la voglia di saperne di più… E quanto altro!
Questo non è retorica! Noi ancora ci crediamo ed è per questo che abbiamo fatto sentire e continuiamo
e vogliamo fare sentire la nostra voce!
Tutto ciò, quindi, è difficilmente valutabile all’istante: infatti gli effetti del nostro insegnamento si possono osservare, e vedere, anche a distanza e a volte sono concentrati in una sola sensazione, in un pensiero, in un ricordo felice e lontano.
Il ruolo principale della scuola dovrebbe essere quello della formazione! Sì, anche dell’informazione, ma soprattutto della formazione: si cresce, si matura col tempo e non all’istante! La formazione della persona non solo è più importante delle competenze che si possono acquisire, ma è la condizione per cui si può venire in possesso di esse, delle competenze. Prima formazione poi competenze!
Com’è possibile valutare un insegnante, ci siamo chieste, se non dal ricordo che lascia dentro, se non da quella capacità di pensare autonomamente, da quel desiderio di voler conoscere ogni giorno, di interessarsi a tutto con passione... e ciò si sviluppa piano piano, nel corso di anni e anni di esistenza.
Il comitato di valutazione (chiamiamolo così) per noi si dovrebbe solo limitare a valutare l’anno di prova dei docenti neo assunti... e basta.
Per queste ragioni, e non solo (perché sarebbero tantissime quelle da elencare e denunciare... e lo sapete pure voi), un nutrito gruppo di docenti, riunitosi in questi mesi, ha deciso di non sottoporsi alla valutazione perché qualsiasi assegnazione del bonus, escluderà la maggioranza dei docenti, maggioranza che potrebbe anche essere privata, ricordatevelo bene, dello scatto stipendiale. Potrebbero essere aboliti del tutto gli scatti di anzianità!
Ed ora concedetemi un ultimo pensiero che riguarda la memoria storica del nostro istituto. Visti i repentini - e per noi sempre abbastanza sconvolgenti - cambiamenti di cui sono stati oggetto, in questi ultimi anni, la scuola e, di riflesso, anche la società, è fondamentale che gli insegnanti tutti - ripeto e sottolineo tutti (quelli giovani e non) - dovrebbero essere al corrente di ciò che è stato fatto in questo istituto per non ripetere errori e mancanze e, altresì, anche per non sottovalutare quei docenti, che sono la maggioranza, che si sono impegnati, in modo attento, proficuo e propositivo, per una scuola a misura di alunno (sì, una scuola a misura di alunno: pensiamo un attimo solo ai consigli di classe di questi ultimi anni : numeri, voti, ma dei ragazzi parliamo veramente?).

Per tutte queste ragioni non abbiamo accettato di sottoporci alla valutazione del "Comitato di valutazione" per l'assegnazione del bonus.

Un nutrito gruppo di insegnanti del Selmi

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