lunedì 9 gennaio 2017

NO ALLA VIOLENZA MASCHILISTA - Sullo stupro di gruppo di Parma

Le parole coraggiose sono quelle che non temono posizioni scomode e che ignorano pavidi opportunismi; spesso, sono quelle rivolte ad ambienti e formazioni sociali a noi vicine, e noi di CUBlog, questo, lo sappiamo bene.
Questo testo, redatto dalla Commissione Lavoro Donne del PdAC, oltre ad avere il coraggio di dipanare la coltre omertosa del maschilismo, che fin troppo spesso ha avvolto i cosiddetti "compagni", ha il merito di smuovere le coscienze e di offrire una sponda culturale sicura per tutte le donne che subiscono la violenza maschilista. Con queste poche parole ci associamo alle compagne del PdAC per rendere un po' più forte questa sponda.
Alla logica dei panni sporchi da lavare in famiglia noi gridiamo forte e chiaro che CHI VIOLENTA LE DONNE NON FA PARTE DELLA NOSTRA FAMIGLIA!



La redazione di CUBlog



Testo a cura della Commissione Lavoro Donne del Partito d'Alternativa Comunista

Nel dicembre scorso si è aperto il processo per lo stupro di una ragazza, avvenuto nel centro sociale Raf (Rete AntiFascista) di Parma. Non vogliamo riparlare della dinamica agghiacciante, degli orribili dettagli che sono emersi, degli anni di insulti, minacce e offese perché significherebbe sottoporre ancora questa giovane ad altra violenza ed oppressione: se ne è parlato tanto attraverso comunicati e strumentalizzazioni che negli ultimi giorni dello scorso anno si sono succeduti con velocità impressionante, soprattutto da parte di chi sapeva e che per troppo tempo è rimasto in silenzio, sottoponendo così questa giovane ad ulteriori vessazioni.
A lei esprimiamo tutta la nostra solidarietà di donne rivoluzionarie, sperando di darle abbastanza forza per proseguire questa battaglia condotta silenziosamente e in solitudine per tanti anni (i fatti risalgono al 2010) ed emersa per cause non ascrivibili alla ragazza (nel 2013 a seguito di una indagine per altri fatti).
Non deve scandalizzare che abbia percorso, più o meno volontariamente, la via della magistratura borghese per tutelarsi: non bisogna confondere infatti il ricorso alla magistratura borghese per la tutela dei diritti democratici, siano essi individuali o collettivi, con le divergenze politiche le cui risoluzioni trovano spazio in altri luoghi. Con l’ignobile pretesto di non denunciare agli organismi giudiziari borghesi quelli che sono stati chiamati “compagni”, alla giovane donna è stato chiesto di tacere e tutti hanno taciuto su un efferato atto di violenza maschilista: insomma, la scelta è stata quella di difendere “l’immagine” del movimento nel suo complesso anziché prendere la distanza da chi ha offeso il movimento stesso con i suoi atti violenti, piuttosto che denunciare uno stupro e manifestare solidarietà ad una donna, una compagna offesa nel più crudele dei modi.
Immaginiamo con rabbia la doppia violenza che questa donna ha dovuto subire: prima violentata selvaggiamente, poi pretestuosamente accusata di essere un “infame” per la sua legittima denuncia. Come se un operaio, bastonato dal padrone sul luogo di lavoro, dovesse temere di essere accusato di “infamia” se denunciasse il fatto alle istituzioni borghesi, per tutelare la sua persona.
Oggi ci sono in quell’area politica persone, uomini e donne, che, non comprendendo il problema del maschilismo nella nostra società, non comprendono la gravità di quanto accaduto, ma continuano ostinatamente a coltivare omertà e conformismo alla peggior moralismo borghese. Ciò nasce dall’idea illusoria e sbagliata che ci possano essere spazi in questo sistema immuni dai mali connaturati al capitalismo: il maschilismo così come l’omofobia o il razzismo, sono parte del sistema in cui nasciamo, cresciamo e veniamo educati. Il maschilismo non è una condotta individuale adottata da alcuni uomini e da altri no, ma un’ideologia utilizzata nell’odierno sistema capitalista per giustificare l’oppressione delle donne, soprattutto ricorrendo ad alcuni stereotipi trasmessi dalla scuola, dalla famiglia, dalla religione, attraverso i mezzi di comunicazione e da tutte le istituzioni. Non è sufficiente dichiararsene immuni o apporre una targa su un luogo per allontanarli.
Va condotta invece una battaglia quotidiana e costante che permetta di affrontarli con gli strumenti a disposizione da compagni e compagne insieme, attraverso la formazione, attraverso la denuncia politica, attraverso l’intolleranza anche del più piccolo gesto o atto. Gli uomini lavoratori che praticano atti di maschilismo e difendono quest’ideologia finiscono, più o meno consapevolmente, per difendere i padroni. Quando un lavoratore smette di praticare atti maschilisti ed assume le rivendicazioni contro l’oppressione femminile, indebolisce l’obiettivo dei padroni di dividere per sfruttare. Ad ogni diritto che è strappato alle donne, è commesso un sopruso in più ai danni dei diritti di tutti i lavoratori.
In questo, riteniamo, si trova il presupposto per la vera solidarietà di classe: una battaglia di uomini e donne della classe lavoratrice, disoccupati, immigrati, studenti, uniti per sconfiggere il capitalismo con tutte le sue forme di oppressione e di sfruttamento. Le condizioni materiali di una società basata sul profitto e sullo sfruttamento della maggioranza dell’umanità causano l’oppressione femminile, che nessuna ideologia ugualitaria, nessuna propaganda, nessun progetto solidale potranno mai superare. L'emancipazione della donna dalla violenza e dalla doppia oppressione capitalista non potrà vedere la luce se non attraverso la lotta che pone al centro la questione operaia: l'emancipazione della donna e l'emancipazione della classe operaia vanno di pari passo, non si possono realizzare se non insieme, attraverso una lotta che ha per obiettivo la rivoluzione della classe del proletariato.   

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Gente di merda senza se e senza ma
chi minimanmente ha tentato una speculazione su una vicenda così schifosa "parlando" di mettere al riparo "il movimento" da queste cose, "alla milanese maniera..." è peggio di loro! anzi come loro. facile con la faccia degli altir vero??
Ma quale movimento??? ma aveta mai pensato a chi può dirvi o scrivervi.. ma chi vi conoce??! Ma non lo avete capito che la corda l'avete spezzata e da tempo?!
NON IN MIO NOME!
Smettetevela di fare schifo a voi stessi e agli altri... potete solo nascondervi dietro a cortei come avete fatto, fin dove dei servizi d'ordine erano inesistenti e dietro il fatto che siete solo vittime di voi stessi! e adesso fate pure l'assemblea ma contatevi però... così tornate di nuovo nella realtà. e ditelo ai vostri amici hacker di indymedia. che tipo per il salto di qualità che hanno voluto fare con la lombardia, personalmente ho deciso da che parte stare, dato che consoco ameno 20 persone INFAMATE a mezzo tastiera davanti a cui... certi admin forse si dovranno mettere in ginocchio al prossimo tentativo di carriera...

P.S prendete nota: che presto l connessioen a chi voglio, caso mai credete di sapere tutto di tutti, lo si ripete NON CON IL NOME DEGLI ALTRI per il resto cominciate a imparare i codici del carcere prima che noi comuni mortali della base vi guardiamo in un altro documentario alla talevisione...

Anonimo ha detto...

Si "belle parole" o politichese e analisi pseudodottrinarie per altri, insomma io penso e non sono da solo che chi si è arrogato la "leadership" di certi ambienti che grazie a codeste SCHIFEZZE è praticamente a questo punto, vada a nozze ad ogni comunicato "collettivo" dovrebbe incontrarsi psichiatria e anti-psichiatria al proposito, e con un lavoro arretrato da anni!
Ma lo schifo però rimane sempre a livello individuale, così come la responsabilità è sempre individiale, a volte più spregevole di altre.
ORA APRIAMO UNA RIFLESSIONE: oltre i comunicati che fanno piacere a qualcuno
QUANTI COMPAGNI sono stati lasciati da soli in questi anni? A sbrigarsela da soli da nord a sud del Italia?
Penso che questo caso sia solo la punta del iceberg: fin quando la stampa e qualche scrivano dietro la "giustizia" che qualcuno chiama borghese; continuando ad arrogarsi non si sa cosa, per un mero "incidente" fa ritornare alla realtà qualche coscienza in più!
Mi associo pure io a questo interrogativo ma qualcosa si è spezzato da anni! Basta solo prenderne atto, e quancluno se ne faccia una ragione prima del prossimo timbro!

Anonimo ha detto...

Mi sono fatto trasportare su questo spazio dal richiamo social network che imperversa.
Qualcuno lo comanda per caso??!
E non ho potuto fare a meno di soffermarmi sui fatti dello zam di Milano, che nonostante vecchi di quasi 4 anni non conoscevo, come se dai micro spazi per l'enormità del movimento che è e permane solo nella testa di qualcuno da quel agglomerato urbano negli ultimi 10 - 15 anni qualche personaggio da circo, boh simile per altezza 1,60 al collega che si è messo affianco e agli spazi 20 - 30 mq di questi "eroi con copertura trovata o inventata" con cui hanno non solo qualche affinità lombrosiana vantata, per non parlare delle loro connivenze con la lega nord, avessero fatto mancare appunto qualcosa.
Fin quando fermo sul principale quotidiano opinabile o meno non mi si è impallato il computer tanto da farmi perdere ulteriore tempo in mezzo a quei 322 interventi, al pari del trasbordo su normale cronaca google.
E siccome sono suscettibile devo dire che anni di minacce da parte di quegli infami, leoni da tastiera, nonchè gestione da braccio sex offender se sbagliano qualche calcolo, riferibile a chi ha sguazzato e gestito nonchè minacciato chi apriva discussioni su indimedia.lombardia dopo essere stato li infamato... sito accozzaglia che adesso richiede pure una mazzetta per entrarci, al pari dello spazio "sociale" che la gestiva che in un solo colpo ne ha incassati 200 mila, vi lascio immaginare quali sono le differenze tra me e loro e come sono pronto a difendere gli spazi che "non solo loro".
Il grottesco della situazione è se leggere centro sociale in testata consegnato così alla stampa che ci sguazza, in riferimento a metrature quadre di numero venti che non esistono nè nella geometria, così come nella geografia solo per trovare il lato grottesco della situazione, e aggiungiamoci non per ultima la storia: non fatta da gente con i telefonini in mano.
Occhio al prossimo scherzo: avete suscitato soggezione, nonchè costretto la gente a rimanere in casa. e le connivenze con tifoserie di fascisti ma tifoserie sono solo un'altra facciata del ridicolo.
Casomai sbagliate Ip e vi dimenticate che esistono pure i numeri civici! E le strade che è meglio se passano le guardie! Bentornati nella realtà.

Anonimo ha detto...

SI DOVREBBE USCIRE DAL TUNNEL CHE 40 E/O 48 MQ DI CEMENTO NON SONO UN CENTRO SOCIALE NE' A PARMA E SOPRATTUTTO A MILANO!
CHE L'ULTIMO ANNO DI ESISTENZA DEI CS E' IL 2007 DOPO UN AUTOSPIA POST MORTEM DURATA ALMENO 2 ANNI PROPRIO DALLA CODARDATE ACCADUTE E GIA' ANALIZZATE E DIBATTUTE DA MILANO (CSOA GARIBALDI E "AUTONOMIA DI CLASSE" CHE ANDAVA AI GIORNALI DI DESTRA, LSOA DEPOSITO BULK VS CANTIERE GIA' PLAGIO DEL NOME CHE FECE FARE LE SPESE A TRAPPOLA E TRADIMENTO AL LA STRADA DI ROMA "COLPEVOLE" DI ESSERE UN AMICO DI UNO DEI 2; MAYDAY 2005, 10 MARZO 2006; UNA COSA CHE HA ANTICIPATO I FORCONI ECC. CON I SOLITI DEI POSTI CITATI CHE HANNO MANDATO IN CARCERE DEI MONIRENNI! PER FAVORIRE SOLO I LORO ORMONI! E CI SIAMO DIMENTICATI I FATTI DELLO ZAM CHE FORSE HANNO AVUTO PIU' RISONANZA DI ALTRI SOLO PERCHE' INTERVENUTO UN GRUPPO DI FEMMINISTE? E IL GRUPPO RAP TOSCANO ATTACCATO DA ALTRI GRUPPUSCOLI DI QUESTE AL CS AFFITTATO NON SI DA PER CHI VITTORIA? DOBBIAMO APRIRE ANCHE UN DIBATTITO UNA VOLTA PER TUTTE CHE DAX MORTO NEL 2003 IN UNA RISSA CON UN FASCISTA CHE PASSAGGIAVA IL CANE, OGGI SU DELLE BANDIERE DEL CONTENDERE NEL '96 CHE PER DATE SIGNIFICA IERI, ERA NEI GRUPPI STUDENTESCHI DI ALLEANZA NAZIONALE?) E QUESTO NON PER AUTODIFESE DI NIENTE MA PER OGGETTIVA VISIONE DEI FATTI.
IL RESTO SONO CHIACCHIERE O AL MASSSIMO EFFETTI COLLATERALI.
IL TERMINE CENTRI SOCIALI E' DIVENTATA UN'ESPRESSIONE GIORNALISTICA E NIENTE DI PIU'
BUONA PER OGNI SORTA E "SCOOP" 3 PERSONE DIETRO UNO STRISCIONE SENZA LA "FIRMA" O TAG... IN BASSO COME NEL CASO ULTIMO DI BOLOGNA A DARE IL BENVENUTO AI MIGRANTI O CHE BELLO E OCCASIONE PER ALTRE PAGLIACCIATE CONSEGNATE AI "PENNIVENDOLI" IN ATTESA DEL PROSSIMO CONSORZIO E ASSOCIAZIONE FATTA DA ALTRI O MENO, RICORDIAMO ANCORA! LE INTERCETTAZIONI DI MAFIA CAPITALE! NON SONO E POSSONO ESSERE UN CENTRO SOCIALE, BASTAREBBE GUARDARE QUALCHE VIDEO SU INTERNET O FORSE CARICARNE DI PIU' ALLA FINE PER NON VIVERE TRA LE CHIACCHIERE, O QUANTO MENO PER NON DARE IL SENTORE A QUALCUNO CHE CIO' ACCADA SUL SERIO.
SULLE CAUSA CHE HANNO PORTATO A CIO' NEGLI ULTIMI 20 ANNI, OVVIO LA CONVENTION DELLE MISERIE UMANE CHE TORNI A CHI HA VOLUTO METTERE ALTRE FIRME, NON E' CHE OGNI PROCESSO SI CONCLUDA IN UNA NOTTATA CHE NON PASSA.
E PER RITORNARE AI FATTI VORREMMO GUARDARE IN FACCIA CHI HA ALLONTANATO QUESTA RAGAZZA CHE HA DEFINITO "INFAME" DA UNO SPAZIO COME SI PUO' FARE CHIAMARE ADESSO DI BOLOGNA...
SI E' PRESO E GLI E' STATO CONCESSO ALTRO LUSSO.
E PER QUESTI MODI DI FARE FORSE LA/LO SI RITROVERA' DI NUOVO IN QUALCHE MANIFESTAZIONE AMMESSO CHE SI AVVICINERANNO NUOVAMENTE PERSONE ATTORNO A QUESTI CIRCOLI.

Anonimo ha detto...

Certo è che negli interventi sopra non c'è nulla che non possa sapere un neanche attento lettore di indymedia dal 2007 al 2012.
Ma ciò che è sfuggito all'attenzione è che più piccoli sono stati i posti in termini di metri quadri più la gente che li ha affollati per quelle che poi si sono rilevate anche un tentativo di associazioni del cavolo, più sono stati grandi i relativi e personalistici deliri di megalomanina! e ora queste vengono chiamate "centri sociali!" tra una vigliaccata e un tentativo goffo e l'altro.
Qualcosa è sfuggito di mano e nelle crepe ci si sono infilati i soliti parassiti che e come possono aggredire soprattutto certi posti.
Suggerisco comunque alla redazione di questo blog dato che al contrario di certi profili social non è "blindato" da questi soliti poveracci, di togliere lo sfondo nero: si rischia per la grafica di tralasciare i contenuti: fa male alla vista dopo un minuto.