giovedì 12 giugno 2014

DONNE e LAVORO: il peso di conciliare tempi di lavoro, vita familiare e vita sociale

Tempi di vita e di lavoro:
un'altra organizzazione è possibile !
Non sono i desideri ed i tempi delle donne non adeguati al mercato del lavoro. E' il lavoro così come è organizzato lontano dalla vita di tutti, di donne e uomini.

Le condizioni generate dalle regole dell'economia mondiale impongono alle donne di portare su di sé il peso di più ruoli: dal lavoro riproduzione sociale biologico (maternità), lavoro di cura e assistenza in seno alla famiglia (bambini, anziani ed ammalati), lavoro domestico, fino a quello professionale nell'ambito del lavoro pubblico e privato.
Questo grosso carico di lavoro di cura e domestico, con quello professionale strutturato su più turni, con tempi e ritmi vincolati dall'organizzazione della produzione, si rende sempre più difficile conciliare i tempi della vita familiare con quelli dell'attività lavorativa, e ancor meno con le esigenze personali.


Per le ragioni sopra citate, esistono problemi che non sono risolti dagli attuali accordi. Sono diverse le lavoratrici indotte al ricorso ad un'orario di lavoro part time proprio per cercare di “conciliare i tempi di vita e di lavoro”.
Ma gli ostacoli che incontrano le lavoratici per la concessione di questa forma di flessibilità di orario (non dimentichiamo che il part time riduce il salario e il proprio potere d'acquisto), viene risolto nei limiti di una pianificazione produttiva redatta sulle scrivanie di chi esclude forme di conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro. Al massimo si rendono disponibili soluzioni limitate attraverso una “staffetta” tra le lavoratrici, poiché oltre un “certo numero” l'azienda non intende concederne.

Dobbiamo lavorare perchè gli ostacoli che esse incontrano rispetto alla richiesta di riduzione di orario, vengano superati con un accordo che prenda in considerazione i problemi reali e li risolva.
Le leggi vietano le discriminazioni e incentivano soluzioni che conciliano tempi di vita e di lavoro. Ma molte volte nella realtà prevale la esigenza tecnica produttiva. Ed è qui che lavoratrici, lavoratori, sindacati, RSU e istituzioni come la Consigliera di Parità possono intervenire con proposte nuove, che interpretano in modo avanzato le leggi, per dare una applicazione contrattuale adeguata nei contratti aziendali e nazionali con norme aggiornate alle esigenze reali delle persone.
Se la missione di una azienda ha come valore importante quello di “promuovere la diversità e le pari opportunità”; di sviluppare attraverso i responsabili diretti doti di ascolto, di dialogo e sostegno dei propri collaboratori; perché non favorire a pieno la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro delle lavoratrici e/o lavoratori che ne fanno richiesta?

Responsabilità sociale d'impresa
La direzione del personale, il management aziendale ed i responsabili dei reparti devono riflettere sulle implicazioni che comporta un lavoro a turni, in particolare per una donna, e realizzare concrete azioni positive nell'organizzazione dell'orario di lavoro, il cui risultato è quello di creare un contesto sereno ed efficace, che favorisce la creatività, che stimola l'assunzione di responsabilità e che consente di trasformare in risorse per l'azienda le specificità di ogni persona. In sostanza un miglioramento del clima aziendale che realizza:

-      benessere organizzativo (serenità e motivazione di chi lavora);
-      sviluppo e maggiore valorizzazione delle professionalità (efficienza e produttività);
-      minore assenteismo (migliora il benessere e la gestione dello stress del personale);
Un marchio di “qualità sociale” per l'azienda

Le aziende che, in applicazione di accordi contrattuali, desiderano promuovere azioni positive che favoriscono forme di flessibilità positiva, per una diversa cultura del lavoro e del tempo si possono suggerire soluzioni transitorie ed immediate come:
-         orario di lavoro part time non solo verticale;
-         orari elastici o forme di orario agevolato (in entrata ed uscita alle esigenze di figli, trasporti);
-         isole o coppie di lavoro che consentono ai lavoratori di autogestire turni e orari in un'ottica di scambio e responsabilità reciproca;

I risultati di un buon equilibrio e un'armonizzazione tra tempi di lavoro, di cura della famiglia, di formazione e di relazione si ottengono quando le aziende, i lavoratori e le rappresentanze sindacali lavorano per individuare e costruire soluzioni soddisfacenti ed efficienti capaci di conciliare le necessità dell'organizzazione aziendale con le esigenze dei lavoratori

Il piacere di stare con i figli, di relazioni e di lavorare bene senza essere obbligate a scegliere

Le esperienze di molte donne insegnano che, per difendere il diritto al lavoro in un contesto di difficile conciliazione dei tempi di lavoro coi tempi di relazione e la famiglia, è utile e necessario dover usare la determinazione e la forza delle iniziative di lotta e di solidarietà per rivendicare il diritto ad essere madri e lavoratrici.
Se anche una sola donna, prima di subire il peso dei turni e “lasciare o parcheggiare” il figlio alla nonna o alla tata, si renderà disponibile a lottare per trovare insieme una risposta, che salvaguardi il diritto agli affetti, si capirà il valore importante di essere una donna differente ma non diseguale.
Magari molti possono pensare che tutto questo sia impossibile e quindi vano ed illusorio immaginare una condizione migliore. Invece NO! Bisogna guardare oltre e forzare gli ostacoli per far crescere la libertà di essere donna, madre e lavoratrice!

Basta con la “guerra” tra donne e l'isolare la debolezza dell'altra
La forza che accomuna tante donne è quella di impegnarsi con passione nel lavoro, di accettare sfide ed obiettivi e pretendere giuste gratificazioni e riconoscimenti professionali. Ma le difficoltà a cui sono costrette le donne nell'ambito del lavoro, così come organizzato, mette in evidenza debolezze e fragilità che a volte non trovano la solidarietà tra le stesse donne. E magari anche dal rigore di donne che ricoprono funzioni di comando, su altre donne in funzioni e ruoli “meno prestigiosi”, il cui peso della flessibilità organizzativa fa gravare la forza delle diseguaglianze di genere.

Quando ad una persona viene privato un diritto bisogna salvaguardalo insieme,
perchè un domani potresti esserne privato anche tu !

La CUB ribadisce che, attraverso la riduzione dell’orario di lavoro, a parità di salario per tutti lavoratori, è possibile tutelare la stabilità del lavoro e la qualità della vita, oltre che permettere di coltivare bisogni insoddisfatti.
Tempi di vita e di lavoro: per una vita possibile !


ALLCA CUB Milano, 5 maggio 2010



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