giovedì 12 giugno 2014

L'importanza della pausa pasto ! Una corretta alimentazione nella pausa mensa a lavoro migliora la produttività e la sicurezza dei lavoratori

La pausa pasto oltre ad essere una esigenza fisiologica è un momento di riposo, di recupero delle energie spese, di relazione con i colleghi di lavoro, di liberazione dallo stress e di allontanamento dal posto di lavoro. Molto spesso l'alimentazione sul lavoro è percepita dai datori di lavoro come una questione secondaria o un ostacolo.

Il salto del pasto favorisce le crisi ipoglicemiche con ridotto senso di benessere e danno della salute delle persone; nei lavoratori si ripercuote negativamente sulla loro produttività e sicurezza.
STRESS è fattori di rischio negli ambienti di lavoro
“Mangiare velocemente” vuol dire consumare un pasto in maniera tale da non favorire una buona masticazione e di conseguenza una cattiva digestione. Il mangiare velocemente è dunque un concetto legato al tempo che ci si concede (per abitudine o per necessità) per consumare il pasto, ma anche, e soprattutto, per le modalità con il quale questo avviene. Una masticazione veloce è inefficiente perchè rallenta i processi digestivi che avvengono nell’apparato digerente, generando delle difficoltà e disturbi digestivi (bruciori e acidità di stomaco, gonfiori, stitichezza).
Le condizioni che possono rendere la digestione difficile e causare fastidi più o meno seri sono:
- una alimentazione scorretta e squilibrata, per i ritmi incalzanti imposti o legati agli impegni;
- la necessità di consumare frettolosamente un pasto, per una cattiva o insufficiente masticazione;
- il rapido aumento o diminuzione della temperatura corporea subito dopo un pasto;
- lo stress o emozioni particolarmente forti come il rientrare velocemente a lavoro.
Lo stress legato all'attività lavorativa si manifesta quando le richieste dell'ambiente di lavoro superano la capacità del lavoratore di affrontarle o controllarle (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro)
Lo stress è una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative risposte in loro (recepimento dell'accordo quadro europeo sullo stress lavoro-correlato dell'8 ottobre 2004)

QUANTO INCIDE LO STRESS SULLA DIGESTIONE ?
Lo stress e l'ansia pesano sull'intestino e ne alterano il funzionamento.
Esiste un asse pancia-testa attraverso il quale viaggiano messaggi inconsci, percepibili quando diventano segnali di allarme e scatenano reazioni di malessere: le “farfalle allo stomaco”.
La dispepsia è un difetto della funzione gastrica, che provoca sintomi che si localizzano nella parte superiore dello stomaco, che si manifesta generalmente dopo i pasti. I sintomi più comuni sono: nausea, pesantezza di stomaco, bruciori o dolori allo stomaco in relazione o meno alla ingestione di cibo; eruttazione, cattiva digestione e a volte vomito alimentare.
Le cause possono essere nevrosi da ansia spesso associata a fattori di stress
Quando l'intestino soffre, per la sindrome del colon irritabile, la persona ne risente anche a livello psichico. Dieta e disordini intestinali sono collegati a variazione dell'umore,

Capita spesso vedere che molti lavoratori non vanno più in mensa a causa dei forti disagi legati ai tempi per consumare un pasto in modo decente. E bisognerebbe avvisare i lavoratori di far pervenire ai nostri delegati CUB tutte le segnalazioni in merito a disagi relativi
I problemi insorgono quando i fattori stressogeni (eventi che causano lo stress), a causa della loro intensità e durata, superando le capacità di adattamento (distress, effetto negativo dello stress, prolungato e mal gestito che può divenire nocivo provocando problemi fisici, emotivi, cognitivi e comportamentali) e la persona entra in una fase di sofferenza (psichica e/o fisica) che la rende progressivamente incompatibile con l'ambiente di lavoro, fino alle soluzioni estreme (auto-allontanamento, esaurimento, alienazione...) e relative ricadute

La Dispepsia - Definizione
Alterazione delle funzioni digestive che si manifesta con dolore o fastidio nella parte centrale dell'addome superiore (epigastrio), di solito nel periodo postprandiale.
Dispepsia - Cause
I disturbi dispeptici possono essere provocati da pasti poco equilibrati, consumati in fretta e masticando poco, da ansia o da altro tipo di stress o dall'assunzione di cibo guasto o infetto. In soggetti sani ma sensibili il consumo di alimenti fritti o molto speziati può comportare una digestione difficile. Patologie che possono dare dispepsia comprendono l'ulcera gastrica e duodenale, la gastrite, il reflusso gastro-esofageo, i calcoli biliari e il tumore dello stomaco. Anche l'assunzione prolungata di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come l'acido acetilsalicilico (aspirina) e l'ibuprofene può contribuire al disturbo.
Dispepsia - Sintomi
La dispepsia si manifesta con dolore addominale o fastidio cronico o ricorrente localizzato a livello addominale superiore. Il dolore viene in genere descritto come urente o trafittivo. Altri sintomi comprendono: eruttazione eccessiva, senso di sazietà precoce e di pienezza dopo il pasto, nausea, conati di vomito, flatulenza e rumori intestinali intensi.

BENESSERE ORGANIZZATIVO = COMFORT AMBIENTALE
non vi può essere sicurezza e prevenzione sul lavoro se non all'interno di una sicurezza globale e della prevenzione di tutti i fattori di rischio lavorativi ed extra-lavorativi.

PROTOCOLLO SANITARIO è il documento con cui il medico competente stabilisce il proprio piano di azione, indicando i lavoratori da sottoporre a visita medica, i rischi a cui sono esposti, il programma di accertamenti sanitari previsto. Rappresenta la "strategia" con cui il medico competente affronta il problema della sorveglianza sanitaria di lavoratori esposti a rischi lavorativi specifici. Come tale descrive quindi il modo con cui si attua la prevenzione secondaria, affiancata a quella primaria per realizzare la più completa tutela dei lavoratori rispetto ai rischi lavorativi.
PROGRAMMA DI SORVEGLIANZA SANITARIA e nel  PROTOCOLLO SANITARIO  devono essere precisate eventuali integrazioni o correzioni rispetto a quello standard
Rischio: lavoratori a turni e notturno
Danni: patologia professionale specifica a breve termine disturbi digestivi e del sonno; a medio e lungo termine effetti    sull'apparato gastro-enterico;
Protocollo Sanitario: accertamenti preventivi e periodici; questionari specifici, esami clinici generali, esami di laboratorio e strumenti e/o visite specialistiche
mangiare lentamente masticando i cibi a lungo  Masticare almeno 20 volte il boccone prima di deglutirlo

Per affermare la salute, la sicurezza, l'igiene e l'ambiente salubre nei luoghi di lavoro è necessario l'intervento diretto delle lavoratrici e dei lavoratori sul ciclo produttivo e sull'organizzazione del lavoro, per affermare il proprio diritto a trasformare la realtà, senza rilasciare deleghe ad altri.
Lo Statuto dei Lavoratori (legge 300/1970) all'art. 9 - Tutela della salute e dell'integrità fisica, precisa che:
“I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica”.

Senza partecipazione non è data prevenzione dei rischi e delle nocività, in ogni dove.

L'informazione, la partecipazione e la lotta sono le premesse indispensabili per affermare la prevenzione dei rischi e delle nocività, la sicurezza, la salute e l'ambiente salubre.

A.L.L.C.A. (Associazione Lavoratrici e Lavoratori Chimici-Affini) Confederazione Unitaria di Base
20130 Milano - V.le Lombardia, 20 -  Tel. 02/70631804 - Fax 02/70602409 - www.cub.it















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