domenica 2 novembre 2014

Capitale e lavoro :: No all'accordo sulla Rappresentanza Quattro domande al Coordinamento No Austerity

L'8 novembre, a Firenze si terrà un'assemblea pubblica nazionale, convocata dalle realtà sindacali aderenti all'appello lanciato dal Coordinamento Nazionale No Austerity contro l'Accordo sulla rappresentanza. All'ordine del giorno, non vi è solo l'opposizione a questa restrizione delle libertà sindacali, ma anche al precariato come modello sociale. Al fine di rendere maggiormente chiari a chi legge i presupposti dell'iniziativa, abbiamo raggiunto i compagni e le compagne del Coordinamento No Austerity per farci spiegare sinteticamente il loro percorso e come intendono contribuire all'unificazione delle lotte in Italia.
 Intanto, ci piacerebbe sapere quando è nato il Coordinamento No Austerity, e chi lo compone
Il coordinamento No Austerity è nato in occasione di un'assemblea nazionale a Cassina de' Pecchi (nel milanese), nel dicembre del 2012. In quel territorio, allora, erano in corso alcune lotte importanti, in particolare la lotta dei lavoratori della logistica all'Esselunga di Pioltello e la lotta della Jabil (in occupazione e presidio permanente). A partire da queste due esperienze di lotta, e con la partecipazione di tante altre realtà di lotta d'Italia (tra cui gli operai della Ferrari di Maranello, a cui spetta l'invenzione del nome "No Austerity"), è nato il coordinamento delle lotte.
E' un coordinamento che raggruppa singoli attivisti, sindacati, comitati di lotta e di fabbrica, organizzazioni di movimento e politiche, associazioni e collettivi studenteschi. Aderiscono a No Austerity, tra gli altri, lavoratori e lavoratrici, nativi e immigrati, studenti, attivisti di movimento delle seguenti realtà: Fiom Ferrari, Flmuniti-Cub Ferrari, Si.Cobas Esselunga di Pioltello, lavoratori delle cooperative in lotta, operai Marcegaglia di Casalmaggiore e Milano, operai Same di Treviglio, operaie Jabil-Nokia di Cassina de' Pecchi, Rete di sostegno attivo Jabil-Nokia-Siemens, Cub Vicenza, Rsu Fiom OM Carrelli Bari, Coordinamento Migranti di Verona, Movimento No Tem, operai Fiat Irisbus - Resistenza Operaia, Coordinamento Operai Cub Pirelli (Bollate), attivisti Cub Toscana, Coordinamento Lavoratori Autoconvocati, Rete operaia Val Seriana, Coordinamento Pugliese Lavoratori in Lotta, Coordinamento Scuola Mantova, precari della scuola, Voci della Memoria - Comitato No Eternit, Cub Sanità Cremona, Usb P.I. Vimodrone, Cub Sur Modena, Cub Caltanissetta, Il sindacato è un'altra cosa - Opposizione Cgil (Cremona), Cub Sanità Salerno dell'AOU Ruggi d'Aragona, ALP/Cub (Associazione Lavoratori Pinerolesi aderente alla Cub). Contribuiscono alla costruzione del coordinamento anche tanti singoli attivisti, senza una precisa collocazione politica o sindacale.
No Austerity nasce con l'intento di costruire una solidarietà reciproca tra lotte diverse, a partire dalla convinzione che l'isolamento ci indebolisce, l'unità ci rafforza. Ma è anche un progetto più ampio, che abbiamo cercato di definire in varie assemblee successive (un'assemblea a Maranello, il "No padroni Day", nel febbraio del 2013 e un'assemblea alla Rimaflow di Milano, nell'ottobre 2013): un progetto in marcia, aperto al contributo di tutte le realtà che decidono di parteciparvi. Soprattutto, un progetto costruito rispettando un principio basilare: quello della democrazia operaia. Le decisioni si discutono e si assumono collettivamente, senza prevaricazioni o autoproclamati leader. Nel marzo 2013 abbiamo aderito alla Rete Sindacale di Solidarietà e di lotta, nata a Parigi, con l'intento di estendere la solidarietà a livello internazionale.

Sappiamo che avete lanciato un appello contro l'accordo-vergogna sulla rappresentanza. Che tipo di risposta ha avuto e attraverso quali altre iniziative avete espresso la vostra opposizione a questo attacco alla libertà sindacale?
Abbiamo deciso di intervenire su questa tematica perché era evidente che dopo il sussulto immediatamente successivo all'Accordo Vergogna, che aveva portato anche allo sciopero del sindacalismo di base di ottobre scorso, la mobilitazione stava scemando tanto che alcune importanti realtà del sindacalismo di base iniziavano a capitolare cedendo alla tentazione della firma e boicottando il diritto di sciopero con la possibilità di mantenere le rappresentanze sindacali.
Allora ci siamo impegnati trasversalmente ed in maniera unitaria per rilanciare l'attenzione e la lotta su questo fronte, raggruppando una serie di realtà e di attivisti impegnati in prima linea contro quest'accordo vergognoso.
L'appello contro la firma dell'accordo ha avuto una risposta notevole, sono decine le organizzazioni sindacali territoriali che lo hanno sottoscritto , moltissimi anche i dirigenti e attivisti sindacali (diversamente collocati) che ne hanno condiviso i contenuti. Crediamo che sia servito per smuovere un po' le acque, contribuendo a far prendere una posizione netta contro la firma ad alcune realtà del sindacalismo conflittuale.
Oltre all'appello, abbiamo anche partecipato, a fine giugno, alle iniziative di lotta organizzate in varie città (23, 25, 26 giugno), attivandoci per favorire la più ampia partecipazione di realtà sindacali e di lotta a queste giornate.

Per l'8 novembre, a Firenze, è prevista un'assemblea nazionale: ce ne potete illustrare gli obiettivi?
Lo scopo dell'assemblea dell'8 novembre è, in primo luogo, quello di permettere un confronto tra tutte le realtà che hanno aderito alla nostra campagna, al fine di decidere, insieme, come proseguire e rafforzare la lotta contro questo attacco alla democrazia nei luoghi di lavoro. A Firenze ci saranno le realtà sindacali che non accettano il ricatto della firma: ma è necessario confrontarsi per capire come proseguire e rilanciare la battaglia. Non vogliamo darla vinta a Confindustria e alle direzioni di Cgil, Cisl e Uil, che hanno siglato questo accordo per indebolire e distruggere il sindacalismo conflittuale.

Il 14 novembre, in Italia, si avrà una scadenza di lotta peculiare: lo sciopero generale e sociale contro le politiche del governo Renzi e dell'UE, co-promosso da importanti espressioni del sindacalismo di base, dell'antagonismo sociale e dell'associazionismo diffuso. Come intendete rapportarvi a questo passaggio di lotta?
Il Coordinamento No Austerity ha deciso di sostenere la giornata di sciopero del 14 novembre, facendo appello ai lavoratori e alle lavoratrici, ai disoccupati, agli studenti a sostenerla attivamente, come potete leggere nel nostro comunicato a supporto della giornata di sciopero, pubblicato sul nostro sito:
http://www.coordinamentonoausterity.org/

A cura de Il Pane e le rose - Collettivo redazionale di Roma

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