giovedì 14 settembre 2017

Lavoro precario o vita? Comunicato della FLMU - CUB di Cassino


Flaica-Cub: sciopero degli addetti alle pulizie dell'Uspedalì di Valenza (AL)


15 e 16 settembre
SCIOPERO
per tutta la giornata lavorativa

degli addetti alle pulizie alla Casa di Riposo L'Uspidalì di Valenza.


 Da ormai più di un anno il Comune  trascina l'assegnazione dell'appalto delle pulizie all' Uspidalì, al Palazzo Municipale, in altri servizi comunali della città.

   L'intenzione degli amministratori del Comune è invece stata chiara fin dall'inizio: una forte riduzione delle ore di lavoro destinate all' intero settore.

   Le conseguenze sono evidenti: una contrazione dei salari dei lavoratori, il rischio di licenziamenti, una diminuzione della qualità dei servizi.

   Di fronte alle mancate risposte – pur sollecitate più volte dai lavoratori – e a inconcludenti quanto superficiali rassicurazioni degli amministratori, la CUB/FLAICA ha proclamato lo stato di agitazione e il conseguente sciopero del 15 e 16 settembre, anche in considerazione dell'ormai prossima assegnazione dell'appalto.

Ci scusiamo con gli ospiti dell'Uspidalì e con i loro parenti per gli inevitabili disagi che deriveranno da questa iniziativa (che peraltro garantirà i servizi essenziali), ma non vediamo altre possibilità per far sentire la nostra voce per chiedere:
-     stabilità occupazionale;
-     garanzie salariali;
-          qualità del servizio per gli utenti.

martedì 29 agosto 2017

Reza Shahabi libero subito!



E’ necessario rilasciare immediatamente Reza Shahabi!

Il Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 marzo 2015 è un coordinamento nazionale di lavoratori, che comprende numerosi sindacati italiani, del settore dei trasporti.
Stiamo scrivendo per protestare contro la continua persecuzione di Reza Shahabi, membro del consiglio di amministrazione e tesoriere del sindacato dei lavoratori della società di lavoratori di autobus di Teheran, che è stato nuovamente incarcerato a partire dal 9 agosto 2017. Secondo l'ufficio del procuratore, come dichiarato dalla moglie di Reza Shahabi, Shahabi deve restare in carcere fino al 22 dicembre 2018. Reza Shahabi è stato già arrestato nel giugno 2010 mentre era in viaggio, guidando un autobus; fu violentemente aggredito in pubblico e incarcerato nel reparto della prigione di Evin 209.
Dopo aver trascorso 19 mesi in isolamento, è stato condannato a sei anni di detenzione, con divieto di qualsiasi attività sindacale per cinque anni e una multa di sette milioni e mezzo. A causa di un grande stress fisico e di torture durante le interrogazioni, Reza Shahabi ha sofferto di dislocazione posteriore e del collo e ha dovuto andare sotto la chirurgia due volte ed ha anche sofferto di problemi cardiaci. Va notato che durante la sua lunga prigionia Reza Shahabi ha dovuto ricorrere allo sciopero della fame quattro volte, per protestare contro la mancanza di attenzione medica per le sue condizioni di salute deteriorate e dal crescente intorpidimento del lato sinistro del suo corpo.
Il suo ultimo sciopero della fame, per protestare contro il suo trasferimento alla prigione Rajaee Shahr nella città di Karaj, durò 52 giorni. Reza Shahabi è stato perseguito nuovamente nel gennaio del 2015 sulla base di accuse di "propagazione contro il sistema" - legata alla critica all'attacco delle forze di sicurezza del distretto di Evin 350 del 17 aprile 2014 e condannato ad un anno supplementare in carcere.
Condanniamo fermamente la ingiusta carcerazione di Reza Shahabi e denunciamo anche la continua persecuzione di attivisti sindacali in Iran, con numerosi arresti ingiustificati, una situazione molto grave e indegna che richiede libertà immediata e incondizionata per tutti loro.
Non è ammissibile che una persona sia imprigionata a causa della lotta per i suoi diritti, per una dignitosa condizione di vita e per condizioni di lavoro migliori per i suoi colleghi di lavoro. Questa azione repressiva è una grave violazione dei diritti umani e un'offesa intollerabile ai concetti base di civiltà e giustizia.
Sappiamo peraltro che la società di trasporti italiana “Ferrovie dello Stato Italiane” sta implementando la partnership economica con le imprese di trasporto iraniane “Islamic Republic of Iran Railways”, questo non è tollerabile nella attuale situazione di violazione dei diritti e repressione dei lavoratori iraniani, anche nel settore Trasporti. È necessario evitare la collaborazione con le imprese iraniane fino alla liberazione di Reza Shahabi e di tutti i lavoratori ingiustamente imprigionati, altrimenti siamo pronti a dichiarare lo sciopero in Italia in tutte le società del gruppo FS-Busitalia.
Chiediamo a ogni sindacato, organizzazioni politiche e partiti, organizzazioni sociali, in tutta Italia, di sostenere questo appello e di agire per ottenere la libertà di Reza Shahabi e di tutti gli altri attivisti di lavoro detenuti in Iran.

Italy, 26 agosto 2017

Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 Marzo 2015
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English version

Necessary immediately release of Reza Shahabi

The Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 Marzo 2015 is a national coordination of Italian hauliers, that includes many Italian trade unions, of transport sector.
We are writing to protest the continued persecution of Reza Shahabi, the executive board member and treasurer of the Syndicate of Workers of Tehran Bus Workers' Company, who has been incarcerated again as of August 9, 2017. According to the prosecutor's office, stated to Reza Shahabi's wife, Shahabi has to be in prison until December 22, 2018. Reza Shahabi was arrested in June 2010 while he was on the job, driving a bus; he was violently assaulted in front of bus riders and incarcerated in Evin prison's ward 209.
After spending nineteen months in solitary confinement he was given six years of prison sentence, banned from any union activities for five years and a financial fine of seven and half million Tomans by branch 15 of the revolutionary court.  Due to extensive physical stress and tortures during interrogations, Mr. Shahabi suffered from back and neck dislocation and had to go under surgery twice.
After enduring prison for years he had been under medical leave of absence based on coroner's recommendation. It should be noted that during his long incarceration Mr. Shahabi had to resort to hunger strike, four separate times, in protesting against lack of medical attention to his deteriorating health conditions and the growing numbness of the left side of his body.
His last hunger strike, to protest against his transfer to Rajaee Shahr prison in City of Karaj, lasted fifty-two days. Mr. Shahabi was prosecuted again in January of 2015 based on charges of "propagating against the system" - related to the infamous attack of the security forces on Evin prison’s ward 350 on April 17, 2014 - and sentenced to an additional year in prison, and this verdict was upheld in an appeals court.
We strongly condemn the continued targeting and unjust re-incarceration of Reza Shahabi.
We also denounce ongoing persecution and arrests of labour activists in Iran, a very serious and unworthy situation that requires immediate and unconditional freedom for all of them. It's no admissible that a person is imprisoned because of fighting for his rights, for dignified condition of life and for better labour conditions for his work colleagues. This repressive action is a serious violation of human rights and an intolerable offensive to basic concepts of civilization and justice.
We know also that Italian transport company “Ferrovie dello Stato Italiane” is implementing economical partnership with Iranian transport companies “Islamic Republic of Iran Railways” , this is not tolerable in this situation of rights violation and repression of Iranian workers, also in Transport sector.
It's necessary avoid collaboration with Iranian companies until liberation of Reza Shahabi and of all unjustly imprisoned workers, otherwise we are ready to declare strike in Italy throughout all Ferrovie dello Stato-Busitalia companies.
We ask every trade unions, political organizations and parties, social organizations, throughout Italy to support this appeal and to action to gain freedom for Reza Shahabi and all other detained labour activists in Iran.

Italy, 26 August 2017


Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 Marzo 2015

domenica 27 agosto 2017

CIAO RENATO!

"Mi chiamo #RenatoBiagetti.
A me i fascisti non fanno paura.
Non mi hanno mai fatto paura. Nemmeno quando mi hanno ucciso.
Quelli che mi fanno paura sono quelli che non dicono nulla,
non vedono nulla, non sanno nulla.
Quelli che ancora pensano che sono ragazzate
o che “quelli come me se la sono andati a cercare”.
Quelli che dicono che è folklore.
Bandiere nere, svastiche, saluti romani.
Folklore, come i ballerini con il tamburello
o le processioni con il santo con appesi i serpenti.
Fenomeni marginali, sacche di delinquenza. Risse tra balordi.
Tre righe in cronaca. Intanto si riscrive la storia.
Si mischiano i morti.
Si dimenticano cause, ragioni. Io sono morto per loro.
Non per voi.
Sono morto per loro.
E a loro continuo a pensare. E’ tutto così assurdo.
Un brutto film, uno di quelli in cui la sceneggiatura non gira.
Eppure in quel film io ci abitavo, come ci abitate voi.
Un Paese che ancora non si è stufato delle morti come la mia.
Un Paese in cui tutto è normale.
Anche morire fuori da una festa di musica reggae.
8 coltellate.
Una è stata così forte che addosso mi è rimasto il segno del manico del coltello. Tutto normale.
Anzi normalissimo.
Cosa c’è di strano?
Si comincia sempre così.
Di questo ho paura."
Lettera di #StefaniaZuccari,
Mamma di Renato,
ucciso dai fascisti il #27agosto 2006 sulla spiaggia di #Focene....'-///

giovedì 10 agosto 2017

SkyRoad Italia


Storie di estrenalizzazioni in Alitalia dove lavoratori licenziati vengono assunti da società esterne per svolgere la stessa attività con tagli ai salari ed alla normativa, ed ora rischiano tutti il licenziamento!

mercoledì 2 agosto 2017

Cub trasporti, Acc e Sud Aérien si sono incontrati a Roma-Fiumicino per confrontarsi sullo sviluppo delle vertenze in AirFrance ed Alitalia.





Tim: in 15 anni 100 milioni in buone uscite ai manager

TIM: IN 15 ANNI 100 MILIONI DI €  SOLO PER LE BUONE USCITE DEI MANAGER !
CATTANEO HA INTASCATO 82.000 € AL GIORNO !

Secondo un articolo de LaRepubblica, pubblicato alcune settimane fa', le uscite dei vari manager negli ultimi 15 anni sono costate a Tim almeno 100 milioni di euro, solo per gli oneri connessi alla risoluzione del rapporto di lavoro !

Mentre Flavio Cattaneo, se si sommano tutti i tipi di compensi percepiti, ha portato a casa complessivamente circa 40 milioni di euro; per 16 mesi di "lavoro", che equivalgono circa a 82.000 euro al giorno !

Cose note, si dira', e' vero, ma e' bene sempre ricordarle e diffonderle; specie ora che stanno sempre piu' tagliando le buste paga dei lavoratori, e con nuovamente posti di lavoro in ballo visti gli scenari nebulosi di un futuro, quanto mai, incerto.

domenica 9 luglio 2017

CUB TRASPORTI : Sostegno e Solidarietà ai Lavoratori Avianca

SOSTEGNO E SOLIDARIETÀ
AI LAVORATORI AVIANCA
CONTRO LE TERZIARIZZAZIONI
CONTRO LA REPRESSIONE VERSO GLI ATTIVISTI SINDACALI

La Cub Trasporti, i lavoratori della compagnia aerea Alitalia e i lavoratori aeroportuali di Roma Fiumicino inviano sostegno e solidarietà ai lavoratori della Compagnia aerea colombiana Avianca che lottano contro le terziarizzazioni messe in atto dalla loro compagnia nonostante la buona condizione economica della società. Migliaia di Lavoratori di Avianca sono stati terziarizzati presso cooperative che gestiscono servizi  aeroportuali come check-in, imbarco, carico bagagli, pulizie ecc con il conseguente peggioramento delle condizioni di lavoro, riduzione dei salari, aumento carichi di lavoro, precarizzazione  generalizzata con la totale cancellazione dei diritti sindacali e dura repressione contro gli attivisti.
I lavoratori Alitalia parallelamente ai colleghi di Avianca stanno portando avanti una dura lotta contro i licenziamenti, le terziarizzazioni, peggioramenti salariali e normativi e contro la precarizzazione del lavoro ed il 24 aprile attraverso un voto referendario hanno detto NO ad un ulteriore accordo siglato tra Alitalia governo e sindacati confederali che prevedeva altri tagli.
Da febbraio ad oggi ci sono stati 6 scioperi in Alitalia con manifestazioni e centinaia di voli cancellati, il 16 giugno c’è stato un grande ed importante sciopero generale nazionale dei trasporti e della logistica con altissime adesioni, la battaglia sarà ancora dura e lunga.
Sosteniamo le grandi mobilitazioni dei lavoratori di Avianca che con determinazione sono giunti a presidiare l’aeroporto di Bogota per 11 giorni rivendicando con forza il reintegro in azienda e il ripristino dei diritti sindacali.
Come governi, multinazionali e padroni si uniscono per attaccare le condizioni di lavoro e salari dei lavoratori con le stesse modalità e pratiche in tutto il continente, è giunta l’ora che anche i lavoratori si uniscano nella lotta per battersi e rivendicare:
NO ALLE PRIVATIZZAZIONI;
NO ALLE TERZIARIZZAZIONI E COOPERATIVE;
NO AI LICENZIAMENTI E PEGGIORAMENTI LAVORATIVI;
NO ALLA PRECARIZZAZIONE DEL LAVORO.
UNITI SI PUÒ – UNITI SI VINCE!
Per la Cub Trasporti Cofani Daniele
                                           
Roma 08.07.2017                                        Cub Trasporti / AirCrewCommittee

venerdì 30 giugno 2017

Intervista a Fabiana Stefanoni dopo la seconda conferenza nazionale del FLNA

Fronte di Lotta No Austerity: l'untità che vincerà

Fabiana Stefanoni (Gruppo operativo nazionale FLNA)

a cura della redazione web
Intervistiamo Fabiana Stefanoni, membro del Gruppo operativo nazionale del Fronte di Lotta No Austerity, in merito alla Seconda Conferenza Nazionale, conclusasi a Firenze il 17 e 18 giugno con una partecipata assemblea cui hanno preso parte delegazioni da tutta Italia e ospiti internazionali.
Partiamo dalla fine: la Seconda Conferenza Nazionale del Fronte di Lotta No Austerity si è conclusa in un clima di grande entusiasmo tra i partecipanti. Sì, proprio così: siamo da tempo impegnati in questo difficile progetto di unificazione delle lotte e possiamo dire di essere entusiasti dei risultati che stiamo ottenendo. Sappiamo che c’è ancora tanta strada da fare ma abbiamo visto che la nostra determinazione nel ricercare l’unità di classe viene ricompensata. Non mi dilungo sui dettagli e invito tutti a leggere il report e a vedere le foto sul sito www.frontedilottanoausterity.org: lì sono condensati questi due giorni straordinari di intenso dibattito. Si è trattato di un indubbio passo in avanti nel rafforzamento di quell’unità di classe che è indispensabile per respingere gli attacchi dei padroni e del governo. Attacchi che non accennano a scemare: basta solo pensare all’ennesimo decreto “salva banche” di questi giorni, con altre decine di miliardi regalati ai banchieri. Un decreto che avrà come conseguenze ulteriori tagli, privatizzazioni, tasse per i lavoratori e le lavoratrici. L’operaio che non ha soldi per saldare i debiti subisce pignoramenti, mentre i ricchi banchieri ricevono miliardi in regalo dallo Stato: non c’è migliore dimostrazione dell’assurdità del sistema capitalistico. Ma pensiamo anche al recente vergognoso decreto razzista Minniti-Orlando, che priva gli immigrati persino del diritto di difendersi davanti ad un giudice; o alle ulteriori restrizioni al diritto di sciopero, invocate da Delrio dopo lo sciopero del 16 giugno e poi subito praticate con precettazioni. Ecco, tutto questo rende urgente la costruzione di un ampio fronte di lotta e di resistenza.
Quali sono i principali motivi che ti inducono a fare un bilancio positivo della Conferenza?Anzitutto, direi, il fatto che a Firenze si sono incontrati – con la volontà di proseguire la collaborazione e un progetto comune – i rappresentanti delle principali lotte in corso in Italia. C’erano i protagonisti del riuscito sciopero del 16 giugno: i lavoratori di Alitalia, delle ferrovie, della logistica. C’erano anche esponenti delle principali vertenze di questi ultimi mesi: dalla Tim ai movimenti a difesa del territorio (come i No Triv) alle donne che si battono contro la violenza maschilista. Si tratta di settori che hanno animato scioperi, picchetti, presidi e anche manifestazioni di massa (pensiamo alle oceaniche manifestazioni dei movimenti delle donne). Settori che hanno subito negli ultimi anni un drastico peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro e che si sono trovati spesso in duro scontro non solo con i padroni e con il governo, ma anche con le burocrazie sindacali: basta solo pensare ai già citati recenti attacchi al diritto di sciopero all’indomani, sostenuti – persino anticipati nei comunicati stampa! – dai dirigenti di Cgil, Cisl e Uil: o al vergognoso rifiuto da parte della burocrazia Cgil di proclamare lo sciopero dell’8 marzo richiesto dal movimento di donne Non una di meno.
Chi lotta e resiste contro padroni, governo e burocrazie ha trovato nel Fronte di Lotta No Austerity uno strumento importante per intraprendere un percorso di unificazione, cioè per rafforzare quell’unità di classe che è indispensabile per respingere gli attacchi del nemico di classe.
Ci sono stati e ci sono anche altri tentativi di creare dei coordinamenti tra sindacati che però hanno fallito. Qual è il punto di forza del Fronte di Lotta No Austerity?Penso che la forza del Fronte di Lotta No Austerity stia nel fatto che si configura come un processo di unificazione dal basso, col protagonismo diretto delle lavoratrici e dei lavoratori che costruiscono le lotte e le azioni di resistenza nei luoghi di lavoro. Lo dimostra la stessa composizione attuale del Gruppo operativo nazionale (che sono poi i compagni che hanno tenuto le relazioni alla Conferenza): uno dei ferrovieri che hanno animato una stagione di scioperi e azioni di resistenza nell’ambito dei trasporti, oltre che promosso coordinamenti di lotta tra lavoratori dei trasporti di differenti sigle; un operaio del gruppo FCA (Sevel) che è stato tra i protagonisti di importanti esperienze di coordinamento tra delegati sindacali combattivi del gruppo Fiat (esperienze che hanno messo in difficoltà non solo l’azienda ma anche la burocrazia sindacale della Fiom); un operaio della Pirelli da sempre in prima linea nel tentativo di rafforzare la solidarietà di classe tra lavoratori Pirelli, Bridgestone e altre fabbriche del settore (e che ci ha raccontato di un recente sciopero molto partecipato proclamato dagli operai della sua fabbrica senza attendere coperture sindacali); una lavoratrice del pubblico impiego, impegnata nella difesa dei diritti delle donne contro la violenza maschilista; infine io, che sono un’insegnante, orgogliosa di aver sempre promosso coordinamenti e azioni di lotta unitarie contro i tentativi di smantellare la scuola pubblica.
Altre esperienze di coordinamento hanno fallito probabilmente perché si fondavano su accordi a tavolino tra dirigenti, trasformandosi in terreno di competizione per le manovre di questo o quel dirigente a discapito dell’unità. Nel Fronte di Lotta No Austerity prevale il protagonismo diretto della base, dei lavoratori e delle lavoratrici che resistono e costruiscono le lotte nei loro luoghi di lavoro. Questa a mio avviso è una solida garanzia per il futuro.
Il primo giorno, nelle tue conclusioni, hai criticato fortemente le burocrazie sindacali, a partire da quella della Cgil. Ho iniziato attaccando la Camusso e la burocrazia Cgil per la sua ipocrisia: ha chiamato a manifestare a Roma a “difesa delle democrazia” quando ha fatto di tutto in questi anni per ridurre la democrazia sindacale, a partire dalla firma dell’Accordo vergogna sulla rappresentanza. Per capire quale sia il ruolo delle burocrazie di Cgil, Cisl e Uil basta ricordare le loro recenti dichiarazioni in merito alla lotta in Alitalia e, più in generale, agli scioperi dei trasporti: la Furlan (segretaria generale della Cisl, non a caso recentemente elogiata dal premier Gentiloni) dopo la vittoria del no al referendum ha accusato la Cub in Alitalia di “populismo sindacale” (sic!) e, insieme con la Camusso, ha prestato fianco al governo nel tentativo di screditare gli scioperi dei trasporti e aprire la strada a una nuova stretta. Altro che “difesa della democrazia”: per la Camusso, la Furlan e compagnia difendere la democrazia significa difendere gli interessi del governo e dei padroni!
Però, sempre nelle conclusioni, hai criticato anche i dirigenti del sindacalismo di base.Sì, è vero: anche nel sindacalismo conflittuale e “di base”, purtroppo, assistiamo spesso a logiche autoreferenziali, settarie, autoproclamatorie. E, talvolta, si passa sopra al principio fondamentale della democrazia interna: alcuni dirigenti sindacali concepiscono il sindacato quasi come fosse una proprietà personale, riproducendo logiche burocratiche simili a quelle dei grandi apparati. Ci si dimentica che il sindacato (soprattutto se vuole essere “di base”) dovrebbe essere uno strumento nelle mani dei lavoratori e delle lavoratrici, sempre sottoposto al loro controllo. Alcuni dirigenti del sindacalismo di base, invece, spesso si dimenticano proprio della base, ignorando i più elementari principi della democrazia sindacale. Da segnalare il fatto che, nonostante i nostri ripetuti inviti, i principali dirigenti del sindacalismo conflittuale hanno preferito disertare questo appuntamento. Un grave errore, a mio avviso: a Firenze c’era proprio quella base a cui bisogna tornare a dar voce.
Quali sono stati secondo te i momenti più importanti della Conferenza?Tutta gli interventi sono stati importanti. E’ stato per me particolarmente emozionante sentire una testimonianza diretta della lotta in Alitalia: una lotta emblematica, che è riuscita con la determinazione, la coerenza e la tenacia ad infliggere duri colpi a un triplice nemico: azienda, governo e burocrazie sindacali; una lotta anche che ha saputo costruire collegamenti importanti con altri settori, non solo dei trasporti.
Mi hanno emozionata molto anche gli interventi delle delegazioni straniere e il dibattito contro il maschilismo delle Donne in Lotta. Hanno partecipato alla Conferenza come ospiti, in rappresentanza della Rete Sindacale Internazionale di Solidarietà e di Lotta, rappresentanti dei Co.Bas di Spagna e della Csp Conlutas del Brasile (tra cui una compagna delle MML, Mulheres em luta). I compagni dei Co.Bas ci hanno raccontato delle esperienze unitarie che stanno promuovendo in Spagna, rilanciando anche a noi la proposta di una giornata di mobilitazione europea di tutte le forze del sindacalismo di base e combattivo. Herbert Claros, della Csp Conlutas del Brasile, ci ha parlato delle straordinarie mobilitazioni in Brasile, a poche settimane dal più grande sciopero generale della storia di quel Paese (28 aprile) e dalla grande manifestazione di Brasilia (24 maggio): ora sono in corso i preparativi per un nuovo grande sciopero il 30 giugno. Una testimonianza, quella della Csp Conlutas, particolarmente importante, perché i compagni ci hanno raccontato come anche loro abbiano iniziato come piccolo nucleo di avanguardie sindacali che si è poi convertito in quello che oggi è il più grande sindacato di base del mondo, in grado di costringere i grandi apparati burocratici brasiliani a proclamare scioperi le cui direzioni fanno di tutto per evitare (come nel caso dello sciopero del 28 aprile e dello stesso sciopero del 30 giugno).
Marcela Azevedo del MML, con l’emozionante racconto sulle lotte delle donne in America Latina, è invece intervenuta nel momento della Conferenza gestito e organizzato dalle Donne in Lotta. Un momento centrale, dove le compagne non hanno portato solo un contributo teorico alla discussione sulla lotta contro il maschilismo, ma anche la loro esperienza personale: dai racconti delle donne è emerso in modo palpabile come il problema del maschilismo e della violenza sessista siano parte della vita quotidiana di tutte le donne, nei luoghi di lavoro, in casa e anche nei sindacati. Penso che dopo questo dibattito nessuno sia rimasto come era prima: ogni attivista è tornato a casa con una consapevolezza nuova. Vale la pena ricordare, inoltre, che noi donne abbiamo dato vita ad alcune delle mobilitazioni e iniziative di sciopero  – dal 26 novembre e 8 marzo – tra le più partecipate degli ultimi anni.
Non posso poi non citare il concerto di Alessio Lega, che ci ha allietati il sabato sera con canzoni di lotta e di resistenza. Quella lotta e quella resistenza che vogliamo portare nelle piazze!
Cosa vuoi dire, per concludere, agli attivisti sindacali e di movimento che guardano il Fronte di Lotta No Austerity dall’esterno?Di non esitare e unirsi a questo progetto. Diciamo loro di ignorare chi cerca di denigrare o svalutare questa esperienza: sono solo tentativi di chi vuole difendere rendite di posizione o piccoli orticelli a scapito degli interessi delle lotte.
Il Fronte di Lotta No Austerity ha comunque un punto di forza: rappresenta un’esigenza reale e urgente della nostra classe, quella dell’unità di azione. Se ci uniamo siamo forti contro i padroni, se facciamo prevalere l’autoreferenzialità finiremo per essere schiacciati. Le porte di No Austerity sono spalancate per tutti coloro che credono nell’unità e nella lotta di classe.



Tratto dal sito del Pdac

lunedì 26 giugno 2017

Riceviamo dai compagni della sede USI-AIT di via Torricelli a Milano e pubblichiamo

Alle compagne e ai compagni di Usi-Ait esprimiamo la nostra totale solidarietà e offriamo il nostro sostegno.
NESSUN ATTO INTIMIDATORIO FERMERÀ LE BATTAGLIE DEI LAVORATORI!

La redazione di CUBlog

COMUNICATO DI DENUNCIA PER DEVASTAZIONE SEDE

Oggi 24 giugno, abbiamo avuto una brutta sorpresa nell’aprire la sede USI di via Torricelli, perché era stata “visitata” e messa a soqquadro da mani ignote.
Dopo aver scardinato la porta che dà sul cortile interno chi è entrato si è molto attivato nell’aprire cassetti e armadi il cui contenuto è stato sparso nei locali.
E’ stato portato via il monitor del computer. Tutto ciò è avvenuto nelle ore notturne, perché nella serata di venerdì la sede era frequentata fino a tardi da compagni.
Sono state sicuramente mani ignote ma con un punto interrogarivo, perché come ben sappiamo la sede è strettamente collegata alle battaglie che le nostre sezioni dell’ospedale San Carlo e del San Paolo (unificati per decreto regionale) stanno conducendo con successo contro le logiche perverse del potere della sanità imposte dalla Regione.
Se si tratta di manovre a scopo intimidatorio volto ad impedire il proseguo delle nostre battaglie è bene che si sappia che sono del tutto inefficienti.

I compagni della sede USI del Torricelli 19 – Milano

giovedì 22 giugno 2017

Un lavoro eccezionale fatto da compagni eccezionali!

Invitiamo caldamente tutti i nostri lettori a visitare il sito www.antiwarsongs.org amministrato dai compagni Riccardo di Firenze, Adriana di Arona, Daniela di Piacenza, Nicola di Reykjavìk, Lorenzo di Ginevra e Don Chisciotte 82 di Roma.
Il sito - unico nel suo genere - raccoglie oltre 27.000 (VENTISETTEMILA!) canzoni contro la guerra, di lotta e di resistenza con oltre 36000 (TRENTASEIMILA!) traduzioni in 153 lingue e svariati dialetti. Un sito da centocinquantamila visualizzazioni al giorno che per scelta non si avvale di pubblicità e diffusioni sui social.

Da oggi il link del sito Canzoni contro la guerra figurerà nella colonna destra della nostra home page nella sezione "Siti amici e link utili".
Ringraziamo i compagni che col loro lavoro straordinario mantengono vivo l'immenso patrimonio di memoria e di lotta che accomuna noi tutti!


La Redazione di CUBlog

mercoledì 21 giugno 2017

Contro l'arroganza e la repressione padronale l'unica risposta deve essere la solidarietà e la lotta dei lavoratori


Riceviamo dai compagni del SOL COBAS e volentieri pubblichiamo. Solidarietà ai lavoratori Gefco!

Oggi alla Gefco di pregnana milanese la lotta degli operai, licenziati in seguito ad una manovra padronale di cambio appalto, per ridurre il costo del lavoro, è entrata in una fase più avanzata, di violenza aperta tra operai in sciopero e squadre crumire.
Camionisti a cottimo e impiegati, aizzati dai dirigenti Gefco in prima fila, hanno tentato di forzare il blocco venendo alle mani con il picchetto. Pur in inferiorità numerica i militanti del SOL  compagni del sol cobas  hanno retto l'urto e respinto l'aggressione.
Risponderemo alla guerra padronale con la determinazione necessaria e metteremo la vertenza Gefco al posto che merita nelle priorità di lotta del Sol Cobas.
Multinazionali dello sfruttamento, sostenute da crumiri e fascisti non devono passare! E non passeranno!

lunedì 19 giugno 2017

Assemblea Lavoratori dei trasporti 23.06.17 a Firenze


📣Dopo il grande sciopero unitario dei trasporti del 16 giugno, costruiamo insieme  l'azione sindacale e rilanciamo l'unità dei lavoratori contro l'attacco sferrato da governo aziende e sindacati. 
Vi aspettiamo tutti a Firenze il 23 giugno, all'assemblea dei lavoratori dei trasporti.

🚩Il Circolo Arci di Firenze si trova vicino lo stabilimento del NUOVO PIGNONE. Come arrivare:
🚊Dalla Stazione FS  Santa Maria Novella autobus 23 direzione Nuovo Pignone.
🚆Dalla stazione FS Firenze Rifredi 15 minuti a piedi.
🚗 Con la macchina uscita Firenze Nord.

COMITATO PRECARI ALITALIA 60 MESI

Ciao Collega, Amico, Compagno di corso o semplicemente Lavoratore AZ come me.
A scriverti sono i ragazzi del comitato precari Alitalia 60 mesi;
Sarai sicuramente al corrente di quello che ci hanno fatto, di come ci hanno trattato, di come ci hanno ignorato e sfruttato per anni e poi riciclato!!
So anche che sei al corrente di quello che abbiamo fatto NOI in questi mesi per farci rispettare e per non darla vinta a quei signori che stanno distruggendo le nostre vite, le nostre aziende ed il tessuto sociale nazionale!!
Stiamo lottando con ogni arma a nostra disposizione PER NOI, PER VOI e PER LE FUTURE GENERAZIONI (si hai capito bene,anche per i nostri figli).
Volevamo farti un paio di domande, prenditi il tempo che ti serve per rispondere 😉.
Ma non sei stufo di essere licenziato, demansionato,  precarizzato e sfruttato con stipendi e condizioni sempre peggiori???
Credo che la risposta sia scontata, e adesso te ne faccio un altra!
Non ti sei rotto il CAZZO di non essere difeso, di non essere tutelato e in più di essere ADDIRITTURA additato come se fossi Tu la causa del problema?!
In questi mesi siamo stati MASSACRATI DAL GOVERNO, DAI SINDACATI CONFEDERALI e anche DALL' OPINIONE PUBBLICA!
Notizia di oggi: dopo lo sciopero del 16 giugno ecco la ciliegina sulla torta! Vogliamo ringraziare ancora una volta questo GOVERNO LOBBISTA e i SINDACATI  CONFEDERALI sempre PIU' ASSERVITI AL PADRONE, per il disegno di legge che ci stanno preparando, che dovrebbe servire a limitare gli scioperi e a cancellare il Sindacato di BASE, cioe' L' UNICO in grado di RAPPRESENTARTI E CHE LOTTA PER TE E PER I TUOI DIRITTI!!!
Prima la Furlan (CISL) e poi la Camusso (CGIL) hanno aspramente criticato il TUO e il NOSTRO sciopero....il NOSTRO unico strumento per provare e far valere i nostri diritti....
TI SENTI VERAMENTE RAPPRESENTATO DA QUESTI PERSONAGGI?
SONO PER TE IL SINDACATO DEI LAVORATORI?
SI PROPRIO LORO CHE DA ANNI FIRMANO TUTTO, e diciamo PROPRIO TUTTO....
Non abbiamo altra soluzione che lottare, lottare duro e lottare fino alla fine o rivedremo un film già visto!!!
VOLEVAMO DIRTI CHE NOI COMITATO PRECARI 60 MESI SIAMO E SAREMO AL TUO FIANCO FINO ALLA FINE!!!💪
Adesso la palla passa a te: Ragiona, Rifletti, Apri gli occhi, RISPONDI ALLE NOSTRE DOMANDE E INFINE TROVA LA TUA SOLUZIONE.
Noi crediamo che ognuno di noi lavoratori possa fare la DIFFERENZA!

venerdì 16 giugno 2017

Ius soli, ius sanguinis... ma di cosa stiamo parlando?!

di Diego Bossi

Diciamo subito una cosa, in maniera nuda, cruda e volgare: se ci presentano due piatti di merda, di cui uno condito con olio extra vergine di oliva, dobbiamo tenere sempre bene a mente che davanti abbiamo comunque due piatti di merda, non possiamo permetterci di strizzare l'occhio al piatto condito, pena perdere la posizione su quella che per noi è una questione identitaria, oltreché dirimente.
Nello stucchevole e attuale dibattito che tanto sta infiammando gli inquilini di Palazzo Madama e dividendo l'opinione pubblica su quale criterio di assegnazione della cittadinanza sia preferibile, dobbiamo ricordare che il concetto stesso di cittadinanza è un crimine. Saltando tutta la parte dello spermatozoo che feconda l'ovulo e si ritrova nell'utero di una donna che potrebbe essere in qualsiasi parte del globo, avere un qualsiasi colore della pelle e un imprevedibile status sociale, dobbiamo partire dal fatto che un essere umano che viene al mondo, non dovrebbe avere a che fare con le alchimie giuridiche di chi ha tolto i confini al profitto per metterli alle donne e agli uomini.
E non si venga a dire che è una questione di sicurezza e di ordine pubblico, oppure d'integrazione, o peggio ancora di conoscenza della lingua (milioni di italiani "propriamente" detti, perderebbero la cittadinanza!), come se un uomo fosse il prodotto del riconoscimento giuridico di uno stato.
No, non cadremo in questa trappola mentale, noi non siamo né il sangue dei nostri genitori né il suolo in cui siamo nati: stronzate borghesi!
Noi siamo proletari, lavoratrici e lavoratori che non perderemo di vista l'unica vera, reale ed esistente linea di confine: quella al di là del quale stanno coloro che ci sfruttano e ci opprimono.

Questo non ci impedirà di fare e sostenere le battaglie necessarie all'interno del sistema capitalista degli stati-nazione, ma non confondetevi tra chi di certe battaglie fa un traguardo per adagiarsi sui cuscini del capitale e chi, invece, le fa da sempre e ne fa tappe verso la libertà delle masse dalle catene del capitalismo.

mercoledì 14 giugno 2017

Riceviamo e facciamo nostre le parole di sdegno e condanna dei compagni dell'USI di Roma

14 GIUGNO 2017, ORE 21 ROMA: GRAVE ATTENTATO DI TEPPISTI, DEVASTATI I LOCALI DELLA CAMERA DEL LAVORO AUTORGANIZZATA ROMA SUD EST autogestita da Usi e DELL’INFOSHOP BIBLIOTECA POPOLARE

LA TALPA AL QUARTICCIOLO

 

CHI ATTACCA LE SEDI DI LAVORATORI E LAVORATRICI, E’ SEMPRE UNO SQUADRISTA E NON VI E’ ALCUNA GIUSTIFICAZIONE A TALI ATTI.

 

Un fatto grave, che ci riporta agli anni 20 del secolo scorso. Un gruppo di teppisti (perché altro non sono), ha atteso che i lavoratori e le lavoratrici e i responsabili dello sportello lavoro e diritti, della camera del lavoro autorganizzata Roma sud est a via Ostuni 9 al Quarticciolo a Roma, come ogni mercoledì cessassero le attività, dopo le ore 20.30, approfittando dell’occasione per entrare sfondando la porta di ingresso, aggredire i due compagni rimasti (uno è stato spintonato giù dalle scale, per fortuna senza gravi conseguenze, mentre l’altro è riuscito a salvarsi dall’aggressione di una decina di scalmanati), devastare  i locali rovesciando sedie, tavoli, rovinando la biblioteca popolare autogestita, i materiali sindacali e di informazione.

UN ATTO SQUADRISTICO IN PIENA REGOLA, CHE NON HA ALCUNA GIUSTIFICAZIONE. CHI ATTACCA LE SEDI DI LAVORATORI E LAVORATRICI, RIMANE SEMPRE PERSONA CHE SI PONE FUORI DAI MOVIMENTI SOCIALI E DI OPPOSIZIONE CONFLITTUALE, CHE NON MERITA ALCUNA PROTEZIONE DA NESSUNA FORZA POLITICA, SOCIALE, SINDACALE, ASSOCIATIVA, DA NESSUN MOVIMENTO DI LOTTA..

Si vede che lo spazio di via Ostuni 9, con la presenza periodica e paziente sul territorio, la partecipazione e frequentazione di diverse situazioni di lavoratori e lavoratrici (operatori e operatrici sociali, lavoratori delle aziende municipalizzate, da ultimo gli operai e operaie della Roma Multiservizi, che in quello spazio hanno la loro sede di riunione) ha creato qualche problema di intolleranza, da chi non ha mai visto di buon occhio, l’intervento autorganizzato di chi lavora e dai posti di lavoro, si attiva sul territorio, con un attivo sportello informativo, di consulenza gratuita e che era diventato un punto di riferimento per lavoratrici e lavoratori, coordinata e autogestita dall’impegno volontario dei militanti dell’Usi.

 Ma nelle ultime 24 ore,  qualche avvisaglia di tensione e di scarsa sopportazione della presenza di lavoratori e lavoratrici nella “loro” camera del lavoro autorganizzata, con pretesti e storie falsate e gonfiate, alcuni “esponenti” avevano disturbato un’assemblea di operai della Roma Multiservizi, circa un centinaio, che assieme all’Usi stavano costruendo il percorso di autodifesa da licenziamenti, la prosecuzione della lotta, che sono stati accusati di “aver disturbato l’intervento sociale, facendo un’assemblea sotto il portico dell’ex questura occupata …senza autorizzazione” e che “non sarebbero state più tollerate queste cose”.

SOLIDARIETA’ A CHI LOTTA PER DIFENDERE I POSTI DI LAVORO, NESSUNA. Quando gli è stato chiesto se si rendevano conto della situazione nella quale era alzata una polemica sterile, la risposta di questi esponenti “sociali” è stata “…non ci interessa e non ce ne frega nulla di saperlo”, alla faccia dell’intervento sociale nel quartiere…

LO SPAZIO dell’INFOSHOP LA TALPA, LA CAMERA DEL LAVORO AUTORGANIZZATA, NON SARA’ LASCIATA NELLE MANI DI TEPPISTI, SPACCIATORI E SEDICENTI  PERSONAGGI CHE MILLANTANO “INTERVENTO SOCIALE”, sapremo essere pazienti e tenaci e daremo nei tempi giusti, le risposte che si meritano coloro che, nella loro mente ottenebrata da cocaina e alcoolici, pensa che una vigliacca aggressione di notte, possa farci tornare indietro nell’intervento territoriale.

CHI HA INTERESSE A VEDER ZITTITO CHI DIFENDE LAVORATORI E LAVORATRICI E CHI SI AUTORGANIZZA PER I PROPRI DIRITTI E BISOGNI? Chi da sempre, attacca le sedi e gli spazi di riferimento di chi lotta, rimarrà sempre uno squadrista e un teppista e sarà trattato come tale.

 

Camera del Lavoro Autorganizzata  Roma Sud Est

Unione Sindacale Italiana

Sciopero nazionale del settore trasporti: il comunicato della Cub Trasporti

venerdì 9 giugno 2017

Sciopero del 16 giugno: la risposta della Cub Trasporti alle intimidazioni governative!


Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti fa la lezione ai lavoratori che intendono scioperare, la CUB non arretra di un passo

E’ oggi arrivata ai sindacati che hanno indetto lo sciopero del 16 giugno nel settore dei trasporti aerei, ferroviari, locali e nella logistica una comunicazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che sarebbe sollazzevole se non fosse indegna e che si caratterizza per uno stile vagamente surreale.
La comunicazione riguarda lo sciopero del 16 maggio e, fra l’altro, afferma
“…..A riguardo si rileva come l’addensamento degli scioperi in parola, in una giornata caratterizzata da un intenso flusso di traffico turistico, desta notevoli preoccupazioni ai fini della garanzia di mobilità dei cittadini.
Si invitano pertanto codeste associazioni, facendo affidamento al senso di responsabilità già manifestato in analoghi frangenti, a desistere dalle azioni di sciopero proclamate al fine di evitare disagi alla collettività e all’intero sistema del trasporto…….!
Il capo gabinetto
Mario Bonaretti”
traducendo dal linguaggio di legno della burocrazia ministeriale all’italiano il testo, il messaggio è chiaro: c’è il rischio, il serio rischio, viste le lotte dell’ultimo periodo e l’allargarsi della mobilitazione, che lo sciopero abbia successo e, considerando che, dal punto di vista del governo, gli unici scioperi accettabili sono quelli inutili se non dannosi ai lavoratori, per ora vi invitiamo, poi si vedrà, a ritirare lo sciopero del 16 giugno.
Un approccio insinuante che preannuncia di peggio e che comunque non ci intimorisce affatto ed anzi ci conferma nella bontà dello sciopero. Infine, almeno per quel che riguarda la CUB, l’unico “senso di responsabilità” che ci caratterizza è quello verso le lavoratrici ed i lavoratori del settore del trasporto e non solo perché siamo convinti che la difesa di un trasporto pubblico, economico, di qualità, sia interesse generale della nostra classe.

Confermata in appello la condanna del tribunale di Alessandria a Esselunga: la singola RSU, anche se non firmataria del CCNL, può convocare l'assemblea dei lavoratori

La Corte di Appello di Torino riconosce, confermando una precedente sentenza del Tribunale di Alessandria, il diritto della singola RSU eletta nelle liste della Flaica Uniti CUB di convocare singolarmente l’assemblea dei lavoratori.

Ieri, 7/6/2017, la Corte d’Appello di Torino ha confermato la condanna di Esselunga Spa per comportamento antisindacale già deciso dal Tribunale di Alessandria nel 2016, riconoscendo alla singola RSU eletta nelle liste Flaica Uniti CUB il diritto di convocare singolarmente l’assemblea dei lavoratori.
Nel marzo 2015, infatti, Esselunga aveva impedito alle due RSU Flaica elette presso il punto vendita di Alessandria, Miguel Arismendi ed Edoarda Piacentino, di tenere un’assemblea nei locali aziendali perché l’indizione dell’assemblea non era avvenuta collegialmente con la RSU della CGIL e perché Flaica Uniti non è sindacato firmatario del CCNL.
Tale comportamento antisindacale della società, è stato denunciato dal Flaica Uniti CUB con un ricorso ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, con cui si è difeso il diritto della singola RSU di indire l’assemblea come espressione di democrazia sindacale e si è evidenziato come – pur senza la firma del CCNL – la RSU aveva una piena rappresentatività nell’unità locale, dal momento che uno dei candidati nelle liste Flaica Uniti aveva ottenuto la maggioranza dei voti, pari addirittura al 40%, nell’ultima consultazione elettorale.
Il Tribunale di Alessandria, prima con decreto ex art. 28 Statuto Lavoratori e poi con sentenza nella fase di opposizione, ha accolto queste tesi ed ha condannato Esselunga per comportamento antisindacale, ordinando alla società di consentire alle singole RSU Flaica CUB di indire l’assemblea, di affiggere il provvedimento nella bacheca aziendale per trenta giorni, e di pagare le spese processuali.
L’antisindacalità del comportamento di Esselunga è stata ribadita ieri dalla Corte d’Appello di Torino, che ha dato applicazione anche ad un principio affermato anche dalla Cassazione a Sezioni Unite proprio il giorno prima, il 6/6/2017.
Una vittoria importante non solo per la CUB ma per il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori di scegliere liberamente la propria rappresentanza, diritto sempre più sottoposto ad attacchi da parte di padroni, governi, sindacati istituzionali.

Per la Flaica Uniti CUB
Stefano Capello

Torino, 8 giugno 2017

martedì 23 maggio 2017

Accordo domenicale? No grazie!

26 licenziati alla A. Motta di Cinisello Balsamo: gli operai in lotta davanti ai cancelli col SOL COBAS

Presidio Sol Cobas davanti alla A. Motta di Cinisello Balsamo


GLI OPERAI NON SONO CARNE DA MACELLO!

La vicenda della Motta Alfedo SpA, una conceria ultra-centenaria di Cinisello Balsamo, é uno dei tanti simboli del tentativo di macellazione sociale che ben rappresenta il quadro sociale ed economico contemporaneo.
Dopo decenni di accumulazione di profitti il padrone non ha più nessuna possibilità di far fruttare il suo capitale ed è costretto a trasferire la produzione altrove, laddove il costo del lavoro è minore (nel suo caso in Spagna).
Noi operai, che con la nostra fatica decennale abbiamo creato le sue fortune(di un tempo), oggi diventiamo per lui un ostacolo e quindi...dobbiamo essere fisicamente cancellati.
Non ci restano che due alternative:
1) Farci cogliere da un profondo spirito umanitario verso chi non ce la fa piú a stare a galla ed è costretto a scendere (per il momento) dalla sua nave di lusso e salire sulla sua personale scialuppa di salvataggio (vale a dire lo spostamento della produzione nella sua fabbrica a Madrid);
2) Esprimere l'attaccamento al nostro interesse operaio e rifiutarci di affogare per tenere a galla lui e la sua scialuppa.
I Sindacati confederali, sottoscrivendo l'accordo di mobilità che autorizza i licenziamenti in cambio di un’elemosina che la Motta potrà(forse) decidere di devolvere ai condannati a morte, hanno deciso di schierarsi a favore della prima ipotesi.
Gli operai che non vogliono sacrificarsi sull'altare del profitto, invece scelgono la seconda.
La resistenza degli operai dell'INNSE, ci ha insegnato che è nostro dovere tentare di rovesciare la nave che ci affonda sulla testa e che, se proprio dobbiamo morire travolti dalle onde della crisi.…il suo vecchio comandante deve morire con noi!
Per questo è stato convocato lo sciopero di lunedì 22 maggio a partire dalle ore 7 davanti ai cancelli della fabbrica.
L'obiettivo è molto semplice: cancellare l'accordo siglato dai burocrati sindacali. Se ci sono operai disposti volontariamente ad andarsene... lo faranno.
Tutti gli altri lotteranno con noi per impedire lo spostamento della fabbrica in Spagna.
NO AI LICENZIAMENTI!
FUORI CGIL-CISL-UIL DAL SINDACATO DEGLI OPERAI!
LA FABBRICA É NOSTRA E NON LA MOLLIAMO!

Comitato di lotta Operai Motta

Milano, 18 maggio 2017               www.solcobas.org

venerdì 19 maggio 2017

Il capitale devasta i territori!

Riceviamo dai compagni di Alternativa Comunista e volentieri pubblichiamo.


di Giacomo Biancofiore
Come sempre accade, agli alleati occulti dei padroni serve solo un po' di tempo che finiscono per smascherarsi da soli, quelli del Salento poi, si sono addirittura... consegnati spontaneamente durante una farsesca manifestazione circa una decina di gironi fa in piazza Montecitorio a Roma. Accompagnati dal presidente della regione Puglia Emiliano, direttore di scena di una pochade quasi tutta istituzionale.
I “coraggiosi” sindaci salentini, infatti, che si erano guadagnati applausi, sia nelle puntate al presidio di San Basilio che nella gremita Piazza Sant'Oronzo di Lecce,  diventando, per qualcuno, un simbolo del movimento No Tap, hanno improvvisamente cambiato prospettiva, trasformando, con i soliti giochi di prestigio, quel motto che da sempre ha accompagnato il Comitato No Tap “né qui né altrove” in una locuzione più consona alle loro esigenze politiche: “tavolo per il dialogo sulla possibile ricollocazione del gasdotto”.
Così, all'improvviso, quello che era il male di tutti i mali, si è trasformato nel male che fa male solo se approda sulla spiaggia di San Foca, mentre torna ad essere un progetto su cui si può dialogare se lo si sbatte in faccia ai già martoriati brindisini.
Insomma, nulla di nuovo all'orizzonte, istituzioni borghesi che si riprendono il proprio ruolo, ricchi medici che svestono i panni del Che e riprendono a mangiare, un presidente di regione a cui i panni del Che vanno addirittura stretti e tra una promessa sudata all'Ilva e un ammiccamento ai lavoratori di Manfredonia quatto quatto prova a piazzare l'ennesimo insediamento energetico a rischio a Brindisi.
Tutto questo nella più totale indifferenza rispetto a quello che Tap rappresenta, una evidente operazione speculativa del capitale, mista a commistioni con mafie e malaffare, nonché un progetto che, lungi dall'essere necessario, sta incontrando forti opposizioni anche negli altri Paesi coinvolti (in particolare Turchia, Grecia e Albania), contrariamente alle notizie diffuse dai media nazionali.
Fortunatamente, però, il Comitato No Tap, quello che ha sfilato compatto nel corteo barese contro il G7 finanziario pochi giorni fa, ha ben chiaro che coloro che parlano di spostamenti e riconversioni sono nemici tanto quanto Tap: e, pur nella consapevolezza che non sarà una battaglia facile e tanto meno breve, continuerà a ribadire il “né qui né altrove”, che è lo slogan politico che unisce le lotte No Tap con quelle No Tav, con quelle No Carbone di Brindisi e ancora con quelle No Triv della Basilicata e con tutte quelle che considerano l'attacco ai territori una espressione del sistema capitalistico: per questo "tavoli" e "dialoghi" con le istituzioni del capitale sono proposte fatte in malafede.
In questo panorama che ciclicamente si ripropone, netta è la condanna del Partito di Alternativa Comunista che, nello stigmatizzare l'ennesimo tentativo di tradimento della volontà di chi lotta, esprime la piena solidarietà ad attiviste ed attivisti del Comitato No Tap e invita a sostenere attivamente il presidio permanente di San Basilio nonché a proseguire senza indugio nel percorso di unificazione delle lotte dei territori e più concretamente ad offrire presenza e solidarietà al corteo organizzato dalla Rete appulo-lucana "Salva l'acqua dal petrolio" in programma a Matera il 27 maggio prossimo.



Sciopero nazionale Mercitalia Rail