giovedì 3 maggio 2018

Caro Calenda... La lettera aperta delle ex lavoratrici e degli ex lavoratori Almaviva di Roma al ministro Calenda.

Prima del testo della lettera ci teniamo a ribadire che siamo al fianco degli ex lavoratori Almaviva di Roma, la loro è stata una bellissima lezione di forza e dignità che ha arricchito tutti gli operai in lotta. La colpa di fallimenti, tagli, e licenziamenti di massa NON È MAI DEI LAVORATORI!
Ministro Calenda, si vergogni! Quello che scrive per darsi un tono sui social è riprovevole. Lei può avere tutte le poltrone che vuole, ma rimarrà sempre un patetico fallito!

La redazione di CUBlog

Ancora una volta leggiamo un suo attacco diretto, Ministro Calenda, nei confronti della RSU romana fomentando l' odio verso le persone con menzogne ormai di livello vergognoso!!

Dichiara inoltre che le stesse non abbiano richiesto la consultazione dei lavoratori in merito a quanto scritto su quell’intesa. “Quanto dichiarato e scritto corrisponde a falsità”!!

“Quella notte è stato chiesto al viceministro Bellanova di permetterci di andare a parlare con le persone. La risposta è stata una seconda lettura dell’accordo e la firma immediata in quanto i termini della procedura erano scaduti.

Ma inutile continuare a scrivere fiumi di parole da parte nostra; non avendo noi i potenti mezzi economici del Governo per poter acquistare intere pagine di quotidiani chiediamo a Lei, Ministro, un confronto in luogo pubblico alla presenza dei giornalisti che mettono nero su bianco amenità assurde e delle telecamere per poter parlare ai cittadini spiegando anche la nostra versione.

Siamo certi che non si sottrarrà al confronto con i soliti abusi di potere. Metta anche noi in condizione di spiegare cosa è accaduto quella notte, nei mesi precedenti e quelli a seguire. Di poter dire a tutti che avete permesso che Almaviva licenziasse le mamme, che Almaviva assumesse durante le procedure, che Almaviva effettuasse migliaia di ore di straordinari mentre si era in ammortizzatori sociali pagati da tutti i cittadini, che avete aiutato Almaviva ad ingrassare in Brasile con i soldi pubblici di tutti i cittadini italiani (caso Simest), che avete elargito incentivi ad Almaviva, incentivi = soldi pubblici, e poi permesso che se ne andasse in Romania senza richiedere nulla indietro. Ecco, dopo tutto questo, ancora oggi siamo costretti a leggere menzogne sui quotidiani e social ed essere messi alla gogna per non aver accettato un ricatto.

Questi mezzi biechi di “pilotare”le vertenze ed eventuali accordi a stretto giro in altre sedi, strumentalizzando Roma, sono davvero indegni di chi rappresenta il Governo Italiano. Vogliamo una data!!

Barbara Sbardella, Piero Coco, Pasquale Mazzitello, Stefania Iaccarino, Massimiliano Montesi, Norma Coccia, Fabio Taddei, Davide Mennuti, Sabrina Linzi.

martedì 10 aprile 2018

Riceviamo, condividiamo e volentieri pubblichiamo questo volantino di solidarietà al compagno Luciano. Licenziato da Carrefour perché scomodo



Luciano Pasetti è un compagno generoso che non si è mai risparmiato e con cui abbiamo condiviso tante battaglie. 
Se ogni licenziamento è di per sé un atto di violenza del capitale, il licenziamento di un compagno è inaccettabile! 
Luciano dedica il suo tempo e il suo impegno alle cause dei più deboli, degli sfrattati e degli immigrati; ha difeso con coraggio lavoratrici e lavoratori di tutte le categorie e specialmente nella grande distribuzione senza piegare mai la testa. 
Per questo, dopo 32 anni (TRENTADUE!), è stato licenziato dal GS Carrefour di via Famagosta a Milano con motivazioni che noi crediamo essere, oltre che pretestuose, ridicole!
CUBlog si stringe al fianco di Luciano e darà spazio e voce a questa lotta che riguarda tutti i lavoratori.

Avanti con la lotta fino al reintegro di Luciano!

La redazione di CUBlog


Il volantino di solidarietà a Luciano






giovedì 5 aprile 2018

Sebastian non si tocca! Pubblichiamo la sua lettera aperta

Le parole di Sebastian sono un inno alla lotta e alla resistenza operaia, sfondano i confini borghesi e ci raggiungono in tutto il mondo! Noi di CUBlog le pubblichiamo affinché tutti conoscano la violenza del capitale e dei suoi governi.
CUBlog in 4 anni ha dato voce a moltissime lotte operaie, qui la lettera di Sebastian Romero è nella sua casa naturale, la sua lotta solcherà la nostra strada. 
Chiediamo a tutti i compagni che ci leggono di diffondere e far diffondere la lettera di Sebastian.

Giù le mani da Sebastian Romero!


La redazione di CUBlog




Mi chiamo Sebastian Romero e sono un perseguitato politico del governo di Macri.
Sono un operaio come tanti altri, ma è da più di tre mesi che non vedo la mia famiglia, i miei amici, i compagni della fabbrica e le persone a me vicine.
Sono perseguitato come se fossi un terrorista perché ho fatto parte delle migliaia di persone che il 18 dicembre hanno resistito per le strade alla rapina che in parlamento si stava realizzando ai danni dei pensionati. Nonostante la riforma delle pensioni sia stata votata, quel giorno la ostacolammo, e questo non ci viene perdonato.
Giovedì scorso, Gustavo Homo e Ana Maria Figueroa della Sala I della Camera di Cassazione mi hanno nuovamente respinto una richiesta di scarcerazione, esattamente com’è stato fatto dal giudice Torres e dalla Sala II della Cámara Criminal y Correccional. Il governo mi vuole incarcerato per spaventare tutti quelli che stanno lottando. Per questo io chiedo a tutti di condividere e diffondere il più possibile questa lettera.
La persecuzione ha portato anche al mio licenziamento dalla General Motors, dove ero un rappresentante dei lavoratori. Proprio lì i miei colleghi continuano la lotta per smascherare i delegati traditori che sostengono i licenziamenti.
Forza compagni, possiamo vincere!
Per spaventarmi e portarmi alla resa, mi minacciano e aggrediscono la mia famiglia, i miei amici e i compagni del Pstu. Hanno persino bruciato l’auto di uno dei miei avvocati, Martin Alderete. Però ovviamente la giustizia non ne parla.
Quale autorità può avere un governo il cui presidente è accusato di nascondere denaro dello Stato, un governo che ha ucciso Rafael Nahuel, Facundo e tanti altri poveri ragazzi, un governo che nasconde l’assassinio di Santiago Maldonado da parte della polizia, che tiene prigionieri senza motivo i compagni arrestati il 14 dicembre, che ha incarcerato Milagro Sala per aver occupato una piazza, un governo che ha estradato Jones Huala in quanto “terrorista’”? Come può essere che mentre chiedono a livello internazionale l’arresto per ‘’il matto del mortaio’’ (come mi hanno soprannominato alcuni della stampa, come se fossi dell’Isis), stanno liberando i militari genocidi dell’ultima dittatura? Bisogna porre fine a questa persecuzione contro di me, Arakaki e Dimas Ponce, ugualmente sotto attacco.
Vogliono arrestarmi perché hanno paura che saranno sempre di più coloro i quali contrastano i piani del governo Macri. Però, nonostante le minacce e il fatto di non poter vedere la mia famiglia, non mi arrendo, affinché gli stessi lavoratori non si arrendano. Mi sento come uno delle centinaia di minatori di Rio Turbio che resistono ai licenziamenti occupando le miniere e affrontando la polizia con quello che hanno a portata di mano. Loro sono un esempio di quello che bisogna fare! La popolazione di Azul e gli indigeni del nord stanno lottando per il pane e per le proprie famiglie! Non possiamo continuare a subire in questo modo, non possiamo rassegnarci a un futuro di fame per i nostri figli e a morire nei luoghi di lavoro. Basta!
Per questo voglio mandare un messaggio ai lavoratori che leggono questa lettera: non abbandoniamo le strade! Non permettiamo che i nostri compagni vengano licenziati! Non lasciamo che ci rovinino con misure che colpiranno le nostre famiglie! Dobbiamo organizzarci in maniera unitaria e batterci contro questo governo che ci affama! I dirigenti sindacali che dicono di voler affrontare il governo devono proclamare lo sciopero generale, altrimenti occorre imporlo dal basso!
I lavoratori, le donne e i giovani che stanno lottando per i propri diritti, tutti i settori popolari, devono cacciare il governo Macri esattamente come cacciammo De La Rùa nel 2001. Fate assemblee con tutti i compagni in tutti i luoghi di lavoro, organizzate la lotta! Non c’è altra strada, o loro o noi!

Viva la lotta della classe operaia!
Via Macri!

martedì 3 aprile 2018

Alternanza scuola-lavoro: solidarietà allo studente di Carpi punito col 6 in condotta!

Abolizione della legge 107 (“Buona Scuola”)!

Il sindacato degli insegnanti e dei lavoratori della scuola CUB (Confederazione Unitaria di Base) di Modena esprime la propria solidarietà allo studente dell’Iti Vinci di Carpi che è stato sanzionato con un 6 in condotta per aver criticato su facebook l’alternanza scuola-lavoro.

Si tratta di un episodio gravissimo, che dimostra come l’alternanza scuola-lavoro, ora obbligatoria in virtù della legge 107 (“Buona scuola”), faccia parte di un attacco senza precedenti alla scuola pubblica. Di fatto si chiede a studenti e insegnanti di sostenere “attivamente” l’alternanza scuola-lavoro, persino quando questa si dimostra una forma di effettivo sfruttamento senza nessuna utilità formativa o didattica.

La vicenda di Carpi, che segue altri analoghi episodi, dimostra che è persino messa in discussione la stessa libertà di pensiero e di espressione degli studenti: chi critica la scuola-azienda è automaticamente sanzionato o richiamato!

Si tratta, è bene ricordarlo, di un attacco che non subiscono solo gli studenti, ma anche gli insegnanti e il personale Ata, che, sulla base del nuovo sistema disciplinare previsto dalla legge Madia e dal vergognoso rinnovo contrattuale, rischiano pesanti sanzioni e persino il licenziamento quando esprimono posizioni “critiche”.

Il sindacato Cub Scuola di Modena, nell’esprimere piena solidarietà allo studente di Carpi sanzionato, fa appello agli insegnanti a non collaborare con dirigenti e aziende nella repressione del dissenso studentesco e a unirsi nella protesta con gli studenti.

Insegnanti e studenti uniti contro l’alternanza-scuola lavoro e contro la scuola azienda!

Abolizione della legge 107 (“Buona Scuola”), incluso l’obbligo assurdo di 400/200 ore di alternanza scuola-lavoro!

Cub Scuola Modena

lunedì 26 marzo 2018

Pubblichiamo e condividiamo appieno questo comunicato stampa dei compagni dello S. L. A. I. cobas

Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
S.L.A.I. cobas

Comunicato stampa

FCA Pomigliano / pseudoscioperi paradossali del nuovo millennio
PICCHETTI, BLOCCHI STRADALI E MANIFESTANTI ALL’ESTERNO
E… TUTTI AL LAVORO ALL’INTERNO DELLA FABBRICA

L’impietoso dato della FCA di Pomigliano scelta quale “fulcro” della odierna “mobilitazione operaia delle
fabbriche del Gruppo” (tra cui Melfi, Termoli, Cassino, Mirafiori, Gruglisco, Chieti ecc.) è indicativo della
secca bocciatura dei lavoratori del cosiddetto “pseudosciopero nazionale dell’industria dell’auto in Italia”.
Un dato indicativo del fatto che gli operai non sono disponibili a lasciarsi irretire dalle moderne pratiche in
auge nel “virtuale mondo parallelo della rete” tendenti (come per la politica) a sostituire la democrazia e la
rappresentanza reale con quella delle “faccine” e dei “mi piace” sul web.
Considerato che la FCA di Pomigliano è la “fabbrica simbolo” del modello-Marchionne, l’emblema della
moderna “lotta di classe alla rovescia” per il dominio del capitale sul lavoro, la riduzione in “sceneggiata a
mero uso mediatico” della lotta operaia per miopi obiettivi di “auto-propaganda” non aiuta gli operai ma
solo quella parte di sistema mediatico e politico istituzionale compiacente, nonché il padronato, a
trasformare in farsa l’<immagine operaia> e le tragiche condizioni di lavoro e di precarietà che dalle
fabbriche Fiat si diffondono all’intera società.
Né la partecipazione al “presidio” ai cancelli di sparuti e singoli operai “imbandierati” coi vessilli dei
“cobas-fantasma” della FCA (rispetto ai 34.000 addetti delle fabbriche di FCA Italia), potrà dare frettolosi
ed improbabili contenuti a qualcosa che si voleva rappresentare come “sciopero di riorganizzazione
operaia” e che semplicemente non lo è!
La dimostrata estraneità degli operai di Pomigliano sia allo pseudosciopero di stamane che alle sirene
elettorali pentastellate dello scorso 4 marzo non è da sottovalutare perché è “qualcosa di importante”!
Questo perché qualsiasi “realistica e necessaria” riorganizzazione dei lavoratori (a Pomigliano e nel resto
delle fabbriche FCA) non può essere costruita con ininfluenti scorciatoie e “forzature mediatiche esterne di
qualche cobas-fantasma”, ma con i lavoratori del Gruppo FCA a partire da Pomigliano e non senza di loro!
Anche di questo si discuterà nel tradizionale appuntamento operaio che si terrà a Pomigliano d’Arco il
prossimo 1° maggio.

Slai cobas FCA Pomigliano/Nola - www.slaicobas.it

Pomigliano d’Arco, 23 marzo 2018

mercoledì 21 marzo 2018

Cub Trasporti Lombardia, elezioni RSU con l'accordo del 2014: chiedono il tuo voto per non farti più votare!


ELEZIONI R.S.U.: NO GRAZIE!

È dallo scorso anno che ripetutamente alcune OOSS intendono procedere alle elezioni delle Rsu. Da ultimo in queste settimane anche alcune organizzazioni sindacali di base stanno raccogliendo le firme per indire le elezioni in Sea.

UN REGOLAMENTO CAPESTRO!
Ogni sindacato per potersi presentare alle elezioni deve sottoscrivere “formalmente”  l’accordo del 10/1/2014. In tale accordo sono previste sanzioni, per le organizzazioni sindacali che non rispettano quanto sottoscritto da cgil-cisl-uil. L’accordo recita testualmente: “sanzioni che comportino la temporanea sospensione di diritti sindacali di fonte contrattuale e di ogni altra agibilità”.
Nella sostanza, chi accetta l’accordo del 10/1/2014, da un lato può partecipare all’elezione delle rsu, ma deve rinunciare ad ogni autonomia sindacale.
In detto accordo sono previste clausole che permettano a livello aziendale, se approvate dalla maggioranza delle rsu, di modificare in peggio le normative nazionali, con la possibilità di intervento sanzionatorio/economico contro i sindacati e lavoratori che non accettano questi peggioramenti.

L’ACCORDO SICUREZZA INSEGNA!
Solo alcune settimane fa, si è consumata la vicenda dell’accordo reparto sicurezza, in cui non solo non si è potuto indire un referendum tra i lavoratori, ma richiamati dalla direzione, la maggioranza delle rsu ha sottoscritto quanto voluto da Sea, senza consultare i lavoratori.
Nei fatti, tutti i soggetti sindacali insieme all’ azienda, hanno dimostrato che con le nuove regole delle rsu non è possibile per i lavoratori chiedere il voto a referendum sugli accordi da loro sottoscritti.
Nel nuovo regolamento è anche previsto che durante la trattativa di un accordo e subito dopo l ‘eventuale firma di suddetto accordo da parte della maggioranza delle RSU , per le organizzazioni che hanno accettato il regolamento delle Rsu del 10/01/2014, non è possibile indire azioni di lotta e referendum contro tale accordo, pena sanzioni economiche ai lavoratori e alle OO.SS.

                                         SI VOTA DOVE SERVE ALLE AZIENDE?
Ancora più strana appare la decisione di raccogliere le firme o di indire le elezioni, solo in Sea e Airport. Nulla viene fatto nelle altre società e cooperative di Malpensa e Linate. Ne consegue che appare evidente la scelta di andare ad elezioni in Sea e Aiport per le vicende legate alla privatizzazione che dovrà essere completata in estate. Privatizzazione che non può essere messa in discussione da richieste di referendum che potrebbero essere avanzate dai lavoratori che con le nuove regole delle rsu non si possono più fare.
                       Chiedono il tuo voto per non farti più votare

NOI NON PARTECIPIAMO AL VOTO
La cub trasporti, stante l’accordo del 10/1/2014, non ritiene che ci siano le condizioni per elezioni democratiche delle rsu. Abbiamo chiesto a tutte le ooss di aprire un dibattito sulle rappresentanze che porti ad un regolamento democratico. Non avendo ricevuto da nessuno la disponibilità a ricercare una soluzione, invitiamo perciò i lavoratori in caso di elezioni delle rsu a boicottare il voto.

21/3/2018                                                                                              Cub Trasporti

mercoledì 14 marzo 2018

Pirelli di Bollate: la risposta dei lavoratori Allca-Cub aderenti al Fronte di Lotta No Austerity al comunicato della RSU



Cari colleghi, 

ci troviamo ad affidare alle colonne di CUBlog la nostra risposta al comunicato della RSU affisso nelle bacheche sindacali in data 13 marzo.
Sinceramente stentiamo a credere siano state scritte tali parole a discapito della realtà e della più elementare logica, nonché delle regole che stanno alla base dell'attività politica e sindacale.
Vediamo quindi di ripercorrere passo per passo il testo in oggetto esprimendo il nostro relativo punto di vista:

1) In primo luogo dobbiamo subito dire che mai (MAI!) ci siamo permessi e mai ci permetteremo di sfiorare la sfera personale di nessun delegato. Ma occorre, a quanto pare, chiarire cosa s'intenda per sfera "personale" e "politica". Per noi la sfera personale è quella relativa alla vita privata in tutti quegli aspetti  non riconducibili alla propria attività politica; per converso, la sfera politica riguarda tutti - e ribadiamo: tutti! - quegli aspetti relativi all'attività politica. Da ciò conseguono una serie di deduzioni che esprimono pienamente le rispettive differenze di vedute. La prima è che la "RSU di Bollate" (questo è il soggetto usato nel testo) non ha una sfera personale, in quanto non è una persona fisica, ma un organo di rappresentanza adibito a funzioni sindacali che hanno effetto su tutti i lavoratori della fabbrica. Aggiungiamo: quand'anche il soggetto in causa fosse il singolo delegato, per noi la "trasparenza" e la "correttezza", come qualsiasi altro comportamento nell'ambito all'esercizio delle proprie funzioni sindacali, non appartengono alla sfera personale, bensì sono il cuore di quella politica.

2) Vero che un delegato può anche non sapere se un lavoratore aderisca o meno alla Allca-Cub, infatti non avremmo mai scritto quel pezzo se a subire la richiesta di voto non ci fossero state tra le persone più in vista e più attive sindacalmente, persone per cui riteniamo impossibile non sapere a quale sindacato siano affiliate. A ragion di più per un delegato della RSU che alla collocazione sindacale dei lavoratori in fabbrica, dovrebbe essere più attento.
Non possiamo poi esimerci dal valutare un aspetto politicamente sostanziale: se da una parte è vero che la propaganda sindacale fa parte delle normali dinamiche democratiche, dall'altra non possiamo mettere sullo stesso piano la suddetta propaganda con una richiesta di voto a chi non ha il diritto di avere un proprio rappresentante da lui scelto in quanto escluso da un accordo interconfederale. Troviamo veramente incredibile che non si riesca a capire la gravità di questa cosa! 
Infine, vorremmo veramente capire in quale comunicato i colleghi della RSU hanno letto che noi abbiamo definito "scorretto" chiederci il voto. Noi abbiamo usato gli aggettivi "assurdo" e "sconcertante" che hanno un preciso significato che potrete comodamente scoprire consultando un vocabolario. Aggettivi che riteniamo pertinenti e che ribadiamo. Scorretto, per noi, è l'attuale sistema di rappresentanza; troviamo persino logico che i delegati che lo sostengono facciano la loro propaganda. Quando però questa propaganda viene indirizzata a noi, cioè a coloro che da queste regole sono rimasti esclusi, concedeteci almeno di trovarla una pratica assurda e rimanerne sconcertati.

3) Noi riteniamo che pubblicizzare la nostra attività sindacale sia giusto e incarni appieno quello che crediamo essere uno degli aspetti più importanti del fare politica: ossia l'anima pubblica delle proprie attività e lo spirito di condivisione finalizzate a informare, connettere e unire lavoratori e lotte.
Non crediamo che un volantinaggio o il sostegno a dei lavoratori in lotta debba essere una questione privata da non divulgare; per questo invitiamo i colleghi delegati a informare tutti i lavoratori sulle loro attività inerenti alle questioni sindacali per ricercare, appunto, la solidarietà e il sostegno di più persone possibili.
Ad esempio, a dimostrazione del fatto che per noi la solidarietà di classe non ha confini di sigla sindacale, stiamo sostenendo la lotta dei lavoratori Seat Pagine Gialle. Una lotta che stanno appoggiando i compagni della RSU Pirelli di Settimo Torinese de Il sindacato è un'altra cosa - Opposizione in Cgil che ci hanno segnalato per poter coordinare il sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori tra Torino e Milano.

4) I delegati eletti, dagli albori della rappresentanza sindacale, utilizzano i permessi retribuiti, ma dal 2014 non tutti i lavoratori e non tutti i sindacati  possono essere eleggibili. E questo crediamo debba essere il punto da affrontare a monte; detto questo, la questione dei permessi sindacali è tutt'altro che pacifica e anche alle nostre latitudini interessa compagni con sensibilità e posizioni diverse che da tempo dibattono sul tema, ma su una cosa, come attivisti di un sindacato di base non firmatario dell'accordo, possiamo sicuramente convergere: l'attuale sistema si presta ad essere corrompente ed espone l'istituto del permesso sindacale alla pericolosa trasformazione da mezzo a fine. Noi crediamo che i padroni questo lo sappiano bene e sappiano coglierlo a loro favore.
Crediamo sia importante aggiungere che l'allora Coordinamento Cub Pirelli Bollate (2012/2014) rendicontò pubblicamente tutti i permessi sindacali fruiti dal proprio delegato che, dal nostro punto di vista, era un rappresentante dei lavoratori che lo hanno eletto, organizzato con la Allca-Cub, e non un "rappresentante della Allca-Cub", come è stato scritto sul comunicato della RSU.

5) Ci dicono che non avendo argomenti abbiamo cercato "a tutti i costi la polemica" e abbiamo fatto partire "la macchina del fango". Noi queste parole le rigettiamo in toto: abbiamo espresso le nostra posizione politica e l'abbiamo argomentata senza essere volgari e senza offendere personalmente nessuno. Crediamo che questo faccia parte delle normali dinamiche democratiche di critica e confronto tra diversi soggetti. Ci duole sapere che per la nostra RSU sia invece considerata un "meschina operazione". Si continua a non comprendere che noi non possiamo candidarci: non è vero che non vogliamo. Lo abbiamo fatto in precedenza e non avremmo problemi a rifarlo. Ma il vero punto cui teniamo evidenziare è che il nostro impegno sindacale non è subordinato allo stare dentro o fuori da un organo di rappresentanza. Se, come in questo caso, riteniamo che la rappresentanza sia soggetta a regole per noi incompatibili con la democrazia della base e con le funzioni proprie dell'azione sindacale, continuiamo la nostra strada al di fuori della rappresentanza costituita. E questa crediamo sia la miglior risposta a questa frase del comunicato della RSU: "siamo certi che sareste i primi ad usare i permessi sindacali, di sicuro non ci rinuncerete!". Invece e proprio quello che abbiamo fatto: dopo tre anni di intenso lavoro sindacale nell'unica RSU in cui siamo stati presenti, pur rimanendo minoritari, avevamo il consenso per poter lasciare la CUB, iscriverci a un sindacato firmatario dell'accordo di rappresentanza (ci sono anche sindacati di base) e candidarci, riteniamo anche con buone possibilità di ottenere uno o due delegati che potevano usufruire di permessi sindacali. Abbiamo scelto di no. E ne andiamo fieri.

6) Sul comunicato della RSU viene scritto che noi diciamo falsità, che loro si sono dimessi veramente e si fa intendere che noi avremmo preferito non far percepire le spettanti cifre ai lavoratori. Rimaniamo allibiti da tutto questo. Cerchiamo di mettere ordine all'intera vicenda e fare qualche considerazione per riuscire a comprendere cosa sia successo.
La prima considerazione è sul termine "dimissioni"; il Garzanti lo spiega così: "rinuncia formale a una carica, a un ufficio, a un impiego...". Bene, abbiamo quindi stabilito che il dimissionario cessa di ricoprire la carica da cui si dimette perdendo la titolarità delle relative funzioni. L'articolo 6 della parte seconda del Testo unico sulla rappresentanza, recita: " (...) In caso di dimissioni, il componente sarà sostituito dal primo dei non eletti appartenente alla medesima lista. Le dimissioni e le conseguenti sostituzioni dei componenti le r.s.u. non possono concernere un numero superiore al 50% degli stessi, pena la decadenza della r.s.u". A questo punto, considerando che sei (i delegati dimissionari) è un numero superiore al 50% di nove (i componenti della RSU), ci chiediamo come mai i lavoratori siano stati tenuti all'oscuro della decadenza della RSU: un grave errore procedurale, nonché una mancanza di trasparenza nei confronti dei lavoratori, o queste dimissioni non sono mai avvenute?
La seconda considerazione non genera meno interrogativi della prima. Com'è possibile, quindi, che i sei (ex) delegati abbiano ancora potuto svolgere funzioni sindacali come riunioni della RSU e quant'altro, pur avendo - per dirla con le parole del Garzanti - rinunciato formalmente alla loro carica? E ancora: com'è possibile che il comunicato, scritto in prima persona, sia firmato "RSU di Bollate"? Quale RSU? Ma non era decaduta in conseguenza alle dimissioni di un numero superiore al 50% dei componenti? Delle due l'una: o le dimissioni sono state solo annunciate e non formalizzate o la RSU è decaduta ma non ne è stata data comunicazione. 
E queste sono solo le nostre considerazioni sulle questioni formali. Rimangono le questioni, più importanti, di contenuto politico. Senza stare a condurre uno studio statistico sulle casistiche di dimissioni da cariche elettive, secondo noi le dimissioni, generalmente, sono un gesto dovuto a motivazioni di rottura tra elettori ed eletti. Troviamo incomprensibile dimettersi per problemi relazionali con l'azienda come troviamo incomprensibile farlo a due mesi dalla scadenza naturale della RSU. Perché, i problemi di relazioni sindacali con l'azienda sono una novità degli ultimi due mesi? Verranno risolti con queste dimissioni? Noi riteniamo che l'unica possibile risposta a qualsiasi problema risieda nei lavoratori, nella consapevolezza e nella solidarietà di classe. L'impressione che abbiamo avuto noi, lo diciamo con tutta sincerità, è stata quella di una trovata preelettorale per differenziarsi da altre sigle o per ingraziarsi i lavoratori e il loro voto.

7) Citiamo testualmente dal comunicato della RSU: "Non andare a votare produrrà solo guai... senza una RSU e senza i propri rappresentanti, chi si troverà in difficoltà saranno i lavoratori, non certo l'azienda... discutere dei propri problemi che siano essi personali o collettivi, con chi è più forte, da soli e senza tutele sarà un disastro per i lavoratori e manna dal cielo per l'azienda... peraltro senza una RSU, non sappiamo se oggi saremmo qui a lavorare, perché se dopo anni di crisi e di ammortizzatori sociali, oggi si vede uno spiraglio, è grazie soprattutto al grande sacrificio profuso dai lavoratori e forse, un pochino di merito è anche della RSU e dei suoi delegati.!"
In primo luogo noi non abbiamo mai parlato di lavoratori soli e isolati: una tale scelleratezza sconfesserebbe la nostra stessa genetica sindacale e anni del nostro attivismo. Noi siamo per una rappresentanza realmente democratica e libera dai ricatti padronali o dalle brame di egemonia sindacale dei burocrati e per un modello sindacale basato sulla partecipazione della base. Al contrario, riteniamo, in compagnia di tutto il sindacalismo di base non firmatario del TUR, che le RSU, così come come disciplinate da quell'accordo interconfederale, siano un limite per le lotte e le rivendicazioni dei lavoratori e privino molti di loro di una legittima rappresentanza (anche in deroga ai bei principi di democrazia affermati con tanta enfasi negli statuti dei sindacati confederali) e uno strumento utile al padrone per controllare il conflitto.
In secondo luogo, in questa fase storica, nemmeno nei luoghi di lavoro dove siamo maggiormente radicati e rappresentativi, pensiamo di riuscire a determinare gli indirizzi strategici dei padroni; prendiamo atto con piacere che questo avviene invece a Bollate grazie alla RSU.

Crediamo di aver esposto civilmente le nostre opinioni e soprattutto di aver dato voce a quanti, quelle medesime opinioni, le hanno espresse negli ultimi mesi. 



Sempre disponibili al confronto

I lavoratori iscritti Allca-Cub aderenti al Fronte di Lotta No Austerity

martedì 13 marzo 2018

Pirelli di Bollate: il comunicato dei lavoratori Allca-Cub aderenti al Fronte di Lotta No Austerity in occasione del rinnovo della RSU. NO ALL'ACCORDO DELLA VERGOGNA!

 Alcuni lavoratori della Pirelli di Bollate in presidio davanti alla sede di Federgomma a Milano


Bollate, 13 marzo 2018


Rinnovo della RSU alla Pirelli di Bollate: giusto per essere chiari…



Cari colleghi,

in questi giorni che precedono le elezioni della RSU, sovente siamo stati avvicinati da diversi candidati che chiedevano (a noi!) le nostre intenzioni di voto; se non addirittura il voto (sic!)
Avremmo voluto esprimere la nostra posizione prima delle elezioni, ma le assemblee retribuite di organizzazione indette da CGIL, CISL e UIL, “aperte ad iscritti e simpatizzanti”, ci hanno automaticamente escluso da questa possibilità, visto che non siamo né iscritti né tantomeno simpatizzanti. Poco importa: lo faremo in queste righe che non potranno essere affisse nelle bacheche perché, ahinoi, siamo esclusi anche da quelle. Magari, come spesso avviene, faremo un volantinaggio, chiedendo anche permessi non retribuiti e facendo il sacrificio di presentarci davanti all’ingresso della fabbrica tre volte in diciotto ore, nonostante il turno lavorativo.
Abbiamo fatto questa breve e doverosa premessa affinché sia chiaro – se ancora non lo fosse – che siamo esclusi da un sistema padronale che si è appropriato della rappresentanza e delle funzioni sindacali.
Il nostro sindacato, la Cub, non ha firmato il Testo Unico sulla Rappresentanza (TUR) perché lo ritiene antidemocratico, estromissivo e incompatibile con la difesa dei lavoratori; il Fronte di Lotta No Austerity, al quale aderiamo, fa del contrasto al suddetto accordo un tratto identitario a tal punto da dedicarne un intero articolo del proprio statuto e da aver avviato una specifica campagna permanente alla quale abbiamo aderito.
Detto questo, va da sé che la nostra posizione riguardo alle imminenti elezioni per il rinnovo della RSU, sia quella dell’astensione; un’astensione, la nostra, che nulla ha a che vedere col qualunquismo, il disinteresse o la mera pigrizia. La nostra astensione è un’intenzionale scelta politica compiuta sulla base di precisi argomenti che negli ultimi anni abbiamo abbondantemente illustrato.
Troviamo assurdo e sconcertante che prima delle elezioni alcuni candidati siano venuti a chiedere le nostre intenzioni di voto, paventando – come se per noi ci fossero differenze – la vittoria di quella o quell’altra sigla. Troviamo altresì incomprensibili altre cose successe in questo periodo preelettorale. Rimaniamo quantomeno perplessi sulle dimissioni solo annunciate da parte dei sei delegati della Filctem-Cgil e mai avvenute, nonché coronate da sei ricandidature: pensando alle recenti cronache politiche di casa nostra, verrebbe da dire che è un vizietto italico.
Non possiamo fare a meno di interrogarci sul motivo e sullo scopo di quelle dimissioni. Parrebbe, stando al comunicato affisso in quei giorni in bacheca, siano ascrivibili a scorrette relazioni sindacali con l’azienda. Non ce ne voglia nessuno, saremo noi all’antica, ma crediamo che le relazioni più importanti, i delegati sindacali, debbano principalmente averle coi lavoratori e solo in subordine a quest’ultime, con l’azienda e le proprie organizzazioni. Ne consegue, dal nostro punto di vista, che i momenti difficili di relazione coi padroni debbano al contrario essere i momenti in cui i delegati si mantengano saldi al loro posto e ricerchino le possibili soluzioni e la forza per applicarle in coloro che rappresentano, altrimenti si dà l’impressione di trarre il proprio ruolo e la propria importanza dai padroni, anziché dai lavoratori.
Oggi come ieri ci battiamo per una rappresentanza sindacale libera dai ricatti padronali e realmente democratica, dove siano i lavoratori a scegliere i loro rappresentanti.
Poltrone e denaro provenienti dagli enti bilaterali, fiumi di permessi sindacali, spazi esclusivi di affissione e diritti esclusivi d’indizione delle assemblee come di gestione dei licenziamenti e delle conciliazioni, fanno parte di quello che crediamo essere il più grande e proficuo investimento del capitalismo: comprarsi i sindacati per estinguere le lotte.
Noi abbiamo scelto di uscire dal Grand Hotel di lusso e piazzare la nostra tenda fuori dalle stanze del potere per stare insieme ai lavoratori: unica fonte della nostra forza.
Un giorno qualcuno ci disse che dovremmo smetterla di fare i duri e puri e iniziare a sporcarci le mani. Per noi non è una questione di essere o meno “duri e puri”, ma di coerenza e rispetto verso i nostri princìpi. Noi le mani le sporchiamo tutti i giorni: al lavoro 5 giorni alla settimana, e nella nostra attività politica e sindacale  dentro e fuori dalla fabbrica.
Ciò che non vogliamo sporcarci, accettando e legittimando il nefasto accordo sulla rappresentanza, è la coscienza.

I lavoratori iscritti Allca-Cub aderenti al Fronte di Lotta No Austerity




martedì 6 marzo 2018

Basta odio fascista! Costruiamo una forza proletaria contro il razzismo!

Omicidio Firenze, lo sfogo dei senegalesi: "Salvini vende odio e questo è il risultato"

E adesso chiamatelo pazzo...un pensionato in preda alla crisi economica dovuta alla crisi del sistema capitalistico , esce di casa per uccidersi , ma poi ci ripensa e preferisce cercare bersaglio tra qualcuno di colore...Ora basta , occorre accelerare la costruzione di una forza proletaria assolutamente anticapitalista , antisessista , antifascista e antirazzista...così come scritto nello statuto del fronte di lotta

Costruire la risposta proletaria prima possibile , anche a partire dal prossimo sciopero dell'8 marzo

Pablo Bartoli, FLNA

domenica 4 marzo 2018

Comunicato di sostegno allo sciopero dell'8 marzo del Coordinamento lavoratori scuola Emilia Romagna


8 MARZO: LE MAESTRE CI SARANNO!

Come maestre e maestri, lavoratrici e lavoratori della scuola dell’Emilia Romagna sosteniamo lo sciopero dell’8 marzo e saremo in piazza a Bologna alla manifestazione promossa da Non Una di Meno. L’attacco che stanno subendo i diplomati magistrali, a causa di una vergognosa sentenza politica del Consiglio di Stato che vuole estrometterci dalle graduatorie a esaurimento (col conseguente licenziamento di massa di circa 60 mila insegnanti!), è un attacco anzitutto alle donne. Sono, infatti, in gran maggioranza donne le maestre che rischiano di restare senza lavoro e senza possibilità di assunzione in ruolo.

Siamo donne lavoratrici, mamme, in molti casi il nostro stipendio è l’unico reddito della famiglia: licenziare 60 mila maestre significa provocare un disastro sociale. Non solo: significa creare un danno a tutta la scuola pubblica, visto che senza le maestre diplomate verrebbero meno continuità didattica e qualità dell’istruzione. Respingiamo con sdegno le vergognose strumentalizzazioni della ministra Fedeli, dell’ex premier Renzi e di numerosi esponenti politici in relazione alla maestra di Torino. Sappiamo bene che questi attacchi mediatici e le minacce di licenziamento sono solo il preludio di nuovi pesanti attacchi a tutte le lavoratrici e a tutti lavoratori della scuola, visto che il vergognoso rinnovo contrattuale appena firmato da dirigenti sindacali complici prevede un inasprimento del sistema disciplinare. La nostra libertà di insegnamento, persino la nostra libertà personale, sono messe ogni giorno di più in discussione: la cosiddetta “Buona scuola” (in verità una pessima scuola) voluta dal governo Renzi ha peggiorato notevolmente la qualità dell’istruzione e le condizioni di lavoro degli insegnanti, fomentando divisioni tra lavoratori sulla base di una presunta “meritocrazia” funzionale alle logiche di privatizzazione.

L’8 marzo saremo in piazza per dire che ci sentiamo solidali e vicine a tutte le altre donne lavoratrici o disoccupate, mentre ci sentiamo molto distanti da altre donne, le donne che si arricchiscono sulla nostra pelle: come la ministra dell’istruzione Valeria Fedeli, che si è rifiutata di intervenire con un decreto d’urgenza al fine di porre rimedio a una situazione drammatica per decine di migliaia di donne. Saremo in piazza per ribadire che la nostra lotta non si fermerà finché il nostro posto di lavoro non sarà garantito!

La maestra non si tocca!
8 marzo tutte e tutti in manifestazione a Bologna!

Appuntamento per le maestre e i maestri in piazza Medaglie d’oro ore 17.30.
Successivamente ci uniremo alla manifestazione di Non Una di Meno.

Coordinamento Lavoratori Scuola Emilia Romagna

venerdì 2 marzo 2018

Report riunione settore aereo al III incontro della rete sindacale internazionale di solidarietà e lotta a Madrid gennaio 2018

Dal 25 al 28 gennaio si è svolto a Madrid il III INCONTRO DELLA RETE SINDACALE INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETA’ E LOTTA, e per la prima volta si sono incontrati dei lavoratori del trasporto aereo di nazioni ed organizzazioni differenti per tentare di far decollare un coordinamento internazionale del settore.
I primi contatti tra i colleghi sono avvenuti durante le lotte che sono incorse in tutto il 2017, prevalentemente in Europa e Sud America, sono stati molti gli scambi di solidarietà tra le varie realtà in lotta attraverso comunicati, foto e video, in alcuni casi sono avvenuti anche degli incontri tra colleghi. Da questa esperienza si è deciso di produrre un documento da presentare all’incontro di Madrid, che raccontasse e spiegasse la situazione del settore nei vari paesi per dare il via ad una discussione ed analisi utile alla creazione di un vero e proprio coordinamento capace di trovare una sintesi delle problematiche che affliggono il settore con le relative iniziative unitarie di contrasto.
A Madrid si sono incontrati lavoratori italiani, portoghesi, brasiliani e spagnoli e dal confronto è emerso che le varie lotte parlano tutte la stessa lingua che è quella dello sfruttamento dei padroni anche attraverso le responsabilità politiche dei governi e delle burocrazie sindacali. I lavoratori riunitosi hanno deciso di trovare delle argomentazioni comuni, riscontrate nelle varie lotte che li vedeva protagonisti, per iniziare a costruire una prima piattaforma di rivendicazioni :
Orari di lavoro e turnazioni che incidono sulla qualità della vita famigliare e sulla salute;
Salari sempre più al ribasso a causa del modello low cost imposto dalla liberalizzazione del mercato;
Precarizzazione del lavoro che condanna generazioni di giovani ad una vita senza prospettive;
Esternalizzazione di attività di handling e manutenzione con lavoratori sempre più divisi e in concorrenza fra di loro a danno dei salari, dei diritti e della sicurezza;
Burocrazie sindacali che avvallano ogni richiesta dei padroni per far aumentare i loro profitti a danno dei lavoratori sempre più impoveriti e sfruttati;
Forte rivendicazione per un servizio pubblico del trasporto aereo, sia per i servizi a terra negli aeroporti, sia per la gestione delle compagnie di bandiera.
Il prossimo passo sarà quello di trovare le modalità di contrasto al sistema imposto dal capitale che ci vede in ogni situazione come parte debole e sfruttata. Per fortuna sono molte le lotte intraprese dai lavoratori del settore in varie nazioni, ma sono lotte spesso isolate contro governi, padroni e burocrazie sindacali, il compito di tutti sarà quello di unire, coordinare e rendere più forti le lotte di ognuno!
RIPRENDIAMO IL VOLO! RSISL
CUB TRASPORTI – AIRCREW COMMITTEE (Italia)
FRONTE DI LOTTA NO AUSTERITY (Italia)
SOS HANDLING (Portogallo)
FNTTA (Brazil)




Desde el 25 al 28 de enero se ha desarrollado en Madrid el III Encuentro de la Red Sindical e Internacional de Solidaridad y Lucha y por primera vez se han encontrado trabajadores del transporte aéreo de naciones y organizaciones diferentes para intentar hacer despegar una coordinación internacional del sector.
Los primeros contactos entre los compañeros han llegado durante las luchas en curso durante todo el 2017, principalmente en Europa y Sudamérica,han sido muchos los intercambios de solidaridad entre las diferentes realidades en lucha,a través de comunicados,fotos y videos. En algunos casos también han llegado también de los encuentros entre compañeros.De está experiencia se ha decidido realizar un documento para presentar al Encuentro de Madrid,que contase y explicase la situación del sector en varios países para dar vía a una discusión y análisis útiles para la creación de un auténtico coordinación propia capaz de encontrar una síntesis de las problemáticas que afectan al sector con las iniciativas relativas unitarias a contrastar.
En Madrid nos hemos encontrado trabajadores italianos,portugueses, brasileños y españoles y del diálogo ha surgido que las diferentes luchas hablan todas la misma lengua que es aquella de la explotacion de los patrones también a través de la responsabilidad política de los gobiernos y de las burocracias sindicales. Los trabajadores reunidos han decidido de encontrar argumentaciones comunes,en las luchas variadas que se vean protagonistas,para empezar a construir una primera plataforma de reividicaciones:
Horarios de trabajo y turnos que incidan en la calidad de la vida familiar y su salud;
Salario siempre más rebajados a causa del modelo low cost impuesto por la liberalización del mercado;
Precarización del trabajo que condena a generaciones de jóvenes a una vida sin futuro;
Externalizacion de la actividad de handling y mantenimiento con trabajadores siempre más divididos y en competencia entre ellos a causa de salarios, derechos y seguridad;
Burocracias sindicales que avalan todas las peticiones de los patrones para aumentar sus beneficios a costa de los trabajos más empobrecidos y explotados;
Fuerte reivindicación por un servicio público del transporte aéreo,sea en los servicios en tierra de los aeropuertos,sea en la gestión de las compañías de bandera.
El próximo paso será el de encontrar la modalidad que contraste con el sistema impuesto del capital que ve en todas las situaciones como parte debil y explotada..Por fortuna son muchas las luchas emprendidas por los trabajadores del sector en varias naciones,pero son luchas a menudo aisladas contra los gobiernos,patronos y burocracias sindicales,la tarea de todos sera aquella de unir, coordinar y hacer más fuertes las luchas de cada uno.
RETOMAMOS EL VUELO (RSISL)
CUB TRASPORTI – AIRCREW COMMITTEE (Italia)
FRONTE DI LOTTA NO AUSTERITY (Italia)
SOS HANDLING (Portogallo)
FNTTA (Brazil)

giovedì 1 marzo 2018

Malaga: II Congresso del settore aereo della CGT, Report Daniele CofaniCub Trasporti


Il 26 e 27 febbraio la Cub Trasporti è stata invitata, ed ha piacevolmente partecipato con un proprio rappresentante  (Daniele Cofani Cub Trasporti Alitalia / Fronte di Lotta No Austerity), al II Congresso del settore aereo della CGT (Confederazione Generale del Lavoro) a Malaga, invito maturato durante il III Incontro delle Rete Sindacale di Solidarietà e Lotta svoltosi in gennaio a Madrid, dove hanno partecipato colleghi del settore aereo di vari stati (Italia, Portogallo, Brasile, Spagna).  Con grande ospitalità è stato concesso da subito, al rappresentante della Cub Trasporti, all’apertura del congresso, un intervento per raccontare brevemente la lotta dei lavoratori Alitalia e la situazione generale del trasporto aereo in Italia, molto apprezzata è stata la parte finale in cui proponeva la possibilità di una giornata di lotta unitaria in quanto le questioni generali che caratterizzano le lotte in tutta Europa sono identiche e necessitano di una risposta unitaria ed internazionale.
Al congresso hanno partecipato decine di delegati di vari aeroporti (Madrid, Barcellona, Malaga, Canarie, ecc) e di varie società  e compagnie aeree (GroundForce, Swissport, Aena, Iberia, Ryanair, Norvegian, Easyjet, ecc.) rappresentando una realtà del settore organizzata e combattiva. La discussione durante tutto il congresso è stata interessante e sono stati molti gli emendamenti proposti e messi al voto. Sono emerse problematiche organizzative simili a quelle esistenti anche nei sindacati di base in Italia come ad esempio la difficoltà di reclutare nuovi associati e delegati, di far lottare i lavoratori in prima persona, problematica sulla comunicazione interna  ed esterna verso i lavoratori con l’’utilizzo dei social senza però far mancare il contatto umano, e poi la necessità di lottare contro le discriminazioni di genere  e politiche, la necessità di lottare contro la flessibilità e precarietà oraria di lavoro che quasi mai concilia con il tempo da dedicare alla famiglia. Tutte problematiche che fanno parte dell’attività sindacale di organizzazioni combattive che non cercano scorciatoie e alternative,  ma lottano quotidianamente per tentare di cambiare lo stato delle cose, anche contro le burocrazie sindacali e il clientelismo.
Non possiamo che rimanere soddisfatti di questa esperienza che ci fa crescere dal punto di vista culturale e politico, con la speranza che possa essere ripetuta ed allargata a più realtà combattive del settore. Ringraziamo di cuore le compagne e i compagni della CGT per l’invito e l’ospitalità e inviamo gli auguri di buon lavoro al segretario e a tutte le segreterie elette.

Gracias, la Lucha es el único camino!


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Los días 26 y 27 de febrero la CUB Transporti ha sido invitada y ha participado con mucho agrado con su propio representante (Daniele Cofani Cub Transportes Alitalia/Frente de Lucha Contra la Austeridad)al II Congreso del Sector Aéreo de CGT(Confederación 
General del Trabajo) en Málaga, invitación fraguada durante el III Encuentro de la Red Sindical de Solidaridad y Lucha celebrado en Enero en Madrid,donde han participado compañeros del Sector Aéreo de varios estados(Italia, Portugal,Brasil,España).Con una 
enorme hospitalidad se nos ha concedido directamente,al representante de la CUB Transportes,abriendo el Congreso,una intervención para relatar brevemente la lucha de los trabajadores de Alitalia y la situación general del transporte aéreo en Italia.Ha sido 
muy apreciada la parte final en la que se proponía la posibilidad de una jornada de lucha unitaria sobre las cuestiones generales que caracterizan la lucha en toda Europa,que son idénticas y necesitan de una respuesta unitaria e internacional. 
En el Congreso han participado decenas de delegados de varios aeropuertos (Madrid,Barcelona,Málaga,Canarias,etc.) de  varias empresas y compañías aéreas(Groundforce,Swissport,Aena,Ibe-ria,Ryanair,Norwegian,EasyJet,etc...)representando 
una realidad del sector organizada y combativa.Los debates durante todo el Congreso han sido interesantes y muchas han sido las enmiendas propuestas y presentadas para ser votadas.Han surgido problemáticas organizativas similares a aquellas existentes también 
en los sindicatos de base en Italia como por ejemplo la dificultad de incorporar nuevos afiliados y delegados,de hacer luchar a los trabajadores en primera persona ,la problemática sobre la comunicación interna y externa hacia los trabajadores con la utilización 
de las redes sociales aunque sin llegar a que falte el contacto humano,y además la necesidad de luchar contra la flexibilidad y precariedad horaria del trabajo que casi nunca se acomoda con el tiempo dedicado a la familia.Todas las problematicas que forman 
parte de las actividades sindicales de las organizaciones combativas que no buscamos atajos y alternativas,sino luchamos cotidianamente para intentar cambiar el estado de las cosas, también contra las burocracias sindicales y el clientelismo.
No podemos más que estar muy satisfechos de esta experiencia que hace crecer desde el punto de vista cultural y político,con la esperanza que pueda repetirse y ampliarse a más realidades combativas del sector.Damos 
las gracias de corazón a las compañías y compañeros de la CGT por la invitación y la hospitalidad y enviamos nuestros mejores deseos de un buen trabajo al secretario y a todas las secretarias electas.


Gracias,"La lucha es el único camino"




Recuperi funzionali e strutturali - Riceviamo dai compagni in Sevel dello Slai-Cobas di Chieti, e volentieri pubblichiamo


sabato 17 febbraio 2018

Guala Dispensig: il clamoroso e spettacolare comunicato della ALLCA-CUB

I sindacati confederali a livello nazionale chiamano alla lotta per difendere il valore del CCNL e nelle fabbriche firmano accordi a perdere per sputtanare lo stesso CCNL. Impegnandosi a cessare ogni forma di lotta.
Quindi lo sciopero è proclamato ma non s'ha da fare!

A seguire il clamoroso e spettacolare comunicato della ALLCA-CUB alla Guala Dispensing di Alessandria:


                                   COMUNICATO SINDACALE

Normalmente questo tipo di comunicato viene fatto dalla RSU. Siccome la RSU (silenziosa) della Guala Dispensing non lo fa, ci permettiamo di sostituirci a loro. Vogliamo ricordare a tutti i lavoratori/trici, che in data venerdì 16 febbraio 2018 è stato proclamato uno sciopero di 8 ore. Questo sciopero è stato proclamato dalle sigle sindacali CGIL – CISL – UIL (che rappresentano la RSU), come da comunicato ancora affisso nella bacheca sindacale, datato 22 gennaio 2018 e firmato dai sig.ri Parodi – Marengo – Di Gregorio in rappresentanza di Filctem – Femca – Uiltec. 
Quindi:

                      VENERDI’
          16 FEBBRAIO 2018

          SCIOPERO DI 8 ORE

          PER TUTTI I TURNI
             DI LAVORO
     E PER L’INTERA GIORNATA

Come si legge nel già citato comunicato: “per il valore e la sopravvivenza del Contratto Nazionale di Lavoro e delle relazioni sindacali che vanno difesi da chiunque voglia metterli in discussione”.


ALLCA – CUB GUALA DISPENSING


(in sostituzione della RSU)

Riceviamo dai compagni della RSU Pirelli di Settimo Torinese e volentieri pubblichiamo

O.D.G:

L'efferato delitto di Macerata, la tentata strage xenofoba del 3 febbraio e tutti gli eventi che si sono susseguiti, a nostro parere anche attraverso un'informazione mirata, sono stati fatti oggetto di un uso politico strumentale e distorto.

Attuali fenomeni quali l'alto tasso di disoccupazione e il conseguente impoverimento dei corpi intermedi della società, le dinamiche che determinano i flussi migratori e la solitudine nel quale si trova il Paese sulla gestione degli stessi, aumentano esponenzialmente le paure e la percezione di insicurezza della popolazione.

L'inappropriata e incauta miscela di questi elementi, alterata e manipolata dagli sciacallaggi politici ad uso elettorale, sta ottenendo il pericoloso effetto di riesumare latenti istinti razziali e spinti nazionalismi forse eccessivamente sottovalutati.

La RSU Pirelli in qualità di soggetto con una qualche responsabilità sociale seppure perimetrata, ritiene opportuno condividere una forte preoccupazione per le derive alle quali stiamo assistendo, nonchè non esimersi dall'esprimere il proprio pensiero:

confida in una rapida ed efficace conclusione dell'indagine della magistratura sulle dinamiche del delitto affinché venga fatta giustizia e auspica un rapido e giusto epilogo del processo sulla tentata strage,

INVITA

le Lavoratrici ed i Lavoratori tutti ad una attenta selezione dei messaggi che vengono passati, filtrando i populismi plasmati appositamente per cavalcare paure e rabbia in risposta agli istinti più primordiali, non a caso, in una fase pre-elettorale che come ci siamo inspiegabilmente abituati a metabolizzare, è sempre più caratterizzata da promesse difficilmente realizzabili e false soluzioni lampo.

RITIENE INOLTRE NECESSARIO cogliere ogni occasione per ragionare e confrontarsi sui razionali concreti dei fenomeni che stiamo vivendo, ma soprattutto nel fare ciò, a partire SEMPRE dai presupposti di ripudio della violenza, della giustizia sommaria dei razzismi e dei fascismi.

martedì 13 febbraio 2018

Guala Dispensing: il funzionario sindacale impedisce a un lavoratore di parlare in assemblea

COMUNICATO SINDACALE 

Mercoledì 7 febbraio 2018, durante l’assemblea sindacale delle ore 14,00, è stato impedito ad un lavoratore della Guala Dispensing di intervenire nel dibattito. Ci sono alcune considerazioni da fare su quanto accaduto:
1)  Questo grave fatto è stato commesso da un funzionario di un sindacato confederale. Chi ricopre questo ruolo dovrebbe essere un esempio del rispetto nei confronti dei lavoratori. In questo caso, impedendo di parlare, è accaduto l’esatto contrario.
2)  L’assemblea sindacale è il luogo in cui tutti hanno il diritto di parlare, alla pari e senza discriminazioni di nessun tipo.
3)  Nell’assemblea sindacale la Rsu ha il ruolo di presiedere e coordinare, i lavoratori hanno diritto di intervenire e parlare. Nel caso specifico, i rappresentanti provinciali dei sindacati confederali erano ospiti, in quanto non facenti parte del contesto Aziendale. C’è quindi un ulteriore motivo per definire inaccettabile un atteggiamento del genere da parte di uno di loro.
4)  Fino a quel momento l’assemblea si era svolta con circa 40 minuti (su 60 minuti di durata totale) di relazione dei funzionari sindacali. Da poco era stato aperto il dibattito. Questo per sottolineare che i funzionari avevano già avuto largo spazio a disposizione.
5)  Tutto questo è avvenuto senza che nessuno della RSU dicesse o facesse nulla per impedire l’accaduto.
Fatte queste considerazioni, vediamo con quali termini si possa definire l’impedimento ad un lavoratore di parlare in assemblea. Ve sono diversi: antidemocratico, autocratico, totalitario, prepotente…
Si potevano riassumere tutti questi termini in uno solo, volutamente non lo facciamo perché questo termine è già stato usato e forse abusato negli ultimi giorni (nelle cronache nazionali). Sta di fatto che evidentemente tale atteggiamento rispecchia l’individuo che l’ ha usato. A ognuno il proprio stile e la propria appartenenza.

Allca-Cub        Fronte di Lotta No Austerity