mercoledì 25 febbraio 2015

Presidio davanti all'ospedale San Carlo di Milano

UNA SITUAZIONE INACCETTABILE PER I NOSTRI BAMBINI !
Avete mai visto il reparto pediatrico del San Carlo al 2° piano dell’ospedale? Bene, andatelo a vedere e non spaventatevi (ma indignatevi): derivazioni elettriche scoperchiate “ad altezza di bambino che gioca”, correnti gelide che penetrano da infissi e finestre rotte, infiltrazioni d’acqua sulle pareti scrostate e sulle prese elettriche, bagni e docce insufficienti e comunque disastrati.
E altrettanto pieno di rischi e disagi è il pronto soccorso pediatrico nella palazzina del DEA.
Eppure già anni fa il dirigente del reparto, dott. Alberto Podestà, giustamente diceva: “E’ necessario prendersi cura del bambino… l’ambiente ospedaliero deve essere all’altezza, nel rispetto dei diritti, tenendo conto dei bisogni affettivi, emotivi, culturali”.   Ma la Direzione strategica del San Carlo lo sa?

DA QUANTO DURA QUESTA SITUAZIONE?
Già dal luglio 2009 si era decisa la costruzione di un nuovo reparto pediatrico al 2° piano del settore A. Camere singole o doppie con bagno, spazi per i famigliari e per i giochi, un reparto per l’isolamento, ecc. Inizio previsto per il gennaio 2010 e apertura entro 6 mesi. Previsti 3 miliardi di spesa ma con la solita gara al ribasso: la ditta costruttrice accettava un ribasso del 34%. Quali garanzie si potevano avere? E infatti, ritardi vari, errori di progettazione che non tenevano conto della dislocazione delle linee dei gas medicali che dovettero essere spostate, necessità di bonifica dall’amianto ecc. hanno portato a ingenti aumenti di spesa e neppure la donazione di 132.000 euro per comperare i mobili è riuscita a far concludere i lavori.
Dopo 1860 giorni, cioè dopo oltre 5 anni, il reparto è ancora chiuso e i bimbi restano nelle condizioni che abbiamo descritto!

OCCORRE APRIRE IMMEDIATAMENTE IL NUOVO REPARTO
Ma nessuno sa se questo sarà possibile a breve. E comunque non lo sarà se non ci sarà una forte iniziativa dei genitori degli ospiti, delle istituzioni e della popolazione del quartiere.

PURTROPPO TUTTO IL SAN CARLO E’ IN PROGRESSIVO DISAGIO
I lavori che vengono qua e là effettuati sono spesso di pura conservazione, o imposti dai pompieri perché necessari a ovviare pericoli incombenti. E le prospettive sono più che mai inquietanti. Si parla della ristrutturazione di sei piani dell’edificio con l’abbandono (ai topi!?) dei tre superiori, della riduzione a solo 400 del numero dei letti (dai 1200 originari), della avvenuta chiusura degli ambulatori di otorino e di audiometria, della perdita almeno parziale dell’autonomia in quanto il San Carlo diventerebbe dipendenza del San Paolo, ecc.

LA SANITA' PUBBLICA  E’ ORMAI UN LUSSO PERMESSO A POCHI?
In Lombardia come altrove: dobbiamo ricordare il continuo taglio delle dotazioni, la chiusura di reparti in molti ospedali, i tagli ai servizi sul territorio (ai Sert, per esempio), alle strutture dei Pronto Soccorso ormai al collasso, alle piante organiche del personale non rispettate, la soppressione del  “Soccorso Rosa” : è proprio di questi giorni la notizia che al San Carlo si vuole chiudere il  Servizio che si occupa delle donne vittime di maltrattamenti e violenze ecc.
Per avviare a soluzione la drammatica situazione della pediatria al San Carlo, per gli altri temi della Sanità è indispensabile la partecipazione dei cittadini: occorre denunciare lo stato delle cose e imporre il superamento dell’incapacità della Direzione, della rapacità di molti interessati, delle pericolose intenzioni della Regione Lombardia.


Per tutto questo vi invitiamo al presidio che si terrà

DOMENICA 1° MARZO, DALLE ORE 10.OO ALLE 12
DAVANTI ALL’INGRESSO DELL’OSPEDALE SAN CARLO

Coordinamento lavoratori utenti della sanità

coordinamentosanita@googlegroups.com

ODISSEA: VIAGGIO DEI NO TAV PER LA MANIFESTAZIONE DI TORINO

Racconto di Matteo, attivista del Coordinamento Cub Pirelli e di No Austerity: 
ecco cosa è successo il 21 febbraio agli attivisti No Tav di Milano!

Sabato mattina ci siamo recati al ritrovo, alla stazione centrale di Milano, per riunirci con altri compagni per poi andare alla manifestazione No Tav a Torino. Si è deciso tutti di fare il “biglietto collettivo”. Si è cercato di convincere il capo treno a farci salire, anche se all'ultimo momento si erano aggiunti altri compagni senza biglietto. Al rifiuto dello stesso, abbiamo rifatto la colletta e trovato qualche soldo in più. Abbiamo avuto dal responsabile digos e dal capo treno la rassicurazione che visto che ormai era quasi ora di partire (ore 11.18), il treno sarebbe rimasto fermo per consentire ai compagni di fare il ticket: cosa che non è avvenuta perché appena i compagni si sono allontanati con il responsabile di Trenitalia, il treno è partito lo stesso.
Siamo riusciti a rimanere calmi nonostante le provocazioni da parte delle forze del disordine e abbiamo preteso di salire sul treno successivo. Anche qui, ci hanno fatto salire, si sono schierati tutti davanti e senza dire nulla ci hanno di nuovo bloccato il treno (ore 12.15). La scusa che annunciavano dagli altoparlanti era: "disagi per i viaggiatori causa questioni di ordine pubblico" (ovviamente solo la nostra tratta...).
Tutti noi comunque siamo rimasti calmi e alla fine, alle 13.30 circa, ci hanno fatti salire su un altro treno e siamo partiti. A Rho ci hanno rifermato per una quindicina di minuti per non si sa quale motivo, senza però farci scendere dal treno. Siamo andati bene fino a Novara, dopo di che fermi di nuovo dalle 14.40 alle 16 circa. Un po' tutti, passeggeri comuni compresi, cominciavano a perdere la pazienza. Cercavamo un responsabile... volevamo un responsabile e dopo la minaccia di fare il corteo lì a Novara, se pur non autorizzato, il comandante dei carabinieri della stazione ha avuto un pesante diverbio con il capotreno e ci hanno fatto ripartire.
Alla fermata di Torino Porta Susa ci siamo trovati la sorpresa, uno schieramento di polizia e carabinieri addobbati di tutto punto. Hanno fatto credere ai passeggeri comuni che il treno da lì non si sarebbe più mosso. Tutto il gruppo No Tav invece è rimasto sul treno. La mia impressione è stata quella di aspettarmi da un momento all'altro una carica pesante sul treno, cosa che avrebbero potuto fare benissimo visto che eravamo rimasti solo noi. Dopo mezz'ora abbondante invece ci hanno portato a destinazione dove, come ormai consuetudine, erano lì ad aspettarci belli carichi e pronti a provocare... Noi abbiamo continuato per la nostra strada e finalmente alle 18.30 la nostra vittoria...Torino Abbiamo fatto la nostra manifestazione fino alla Cavallerizza occupata dove ci siamo ricongiunti con i compagni, i quali ci hanno informato del fatto che era ormai da giorni, fra le forze del disordine, non si parlava d'altro che della preoccupazione del treno proveniente da Milano con chi sa quali prospettive...
Ci siamo rimessi in sesto (vino, pane, salame e formaggio). Alle 19.30, ritornati in corteo alla stazione, ci siamo trovati di fronte la solita scena di dispiegamento di forze, neanche fossimo stati
in mille... ancora trattative e vari tentativi di provocazioni rimandati al mittente e infine siamo ripartiti verso Milano.
Che dire? Un'esperienza da non ripetere certo ma tutto sommato bella e coinvolgente. Vi lascio con uno slogan che cantavano sul treno al rientro verso Milano:  : mi han diffidato, fotografato, ogni accusa è un accusa di reato, ho resistito non ho mollato ora, sarò sempre un No Tav!

 Qui il video-racconto della giornata:

NO AUSTERITY, NO TAV, NO REPRESSIONE!

Sabato pomeriggio alcune migliaia di persone si sono ritrovate in piazza a Torino per mostrare la propria solidarietà ai 48 attivisti del movimento No TAV condannati lo scorso 27 gennaio a più di 140 anni complessivi di carcere per aver resistito allo scempio del loro territorio. Una manifestazione colorata, pacifica, ma anche molto arrabbiata, rabbia che però si è incanalata nella dura protesta contro la repressione del movimento con i ripetuti slogan “No Tav liberi”.
Alcuni aderenti di No Austerity hanno partecipato alla manifestazione, diffondendo il volantino di solidarietà, mentre altri sono stati bloccati dalle forze di polizia per l’incredibile blocco dei treni in partenza da Milano: a questi compagni è stato impedita la presenza alla manifestazione. Una cosa inaudita! Ma di che stupirsi? oggi è in atto una stretta repressiva sul Paese, stretta che non ha nulla a che vedere con presunte ragioni di ordine pubblico, ma ha un significato politico. Quest’andazzo repressivo è funzionale alle logiche e alle misure di austerità, per le quali l’oscar oggi spetta alla sinistra di governo e ai tecnici liberali che ne fanno parte. Questo governo fin dal suo insediamento ha avuto un'attenzione speciale al mondo del lavoro trovando accoliti servienti tra le direzioni dei sindacati istituzionali (vedi Accordo sulla rappresentanza e Jobs act).
Al mondo della scuola ha “regalato” la cosiddetta buona scuola, rendendo tutti i lavoratori ancora più precari e restringendo gli esigui spazi per una partecipazione degli studenti alla vita scolastica, nonché imbavagliando di fatto gli insegnanti critici.
Il popolo No Tav da anni è uno degli esempi tangibili di come il dissenso democratico viene considerato e represso in questo Paese. Anni di carcere per tacitare il dissenso di intere vallate. Di converso, si proteggano le sedi dei neofascisti (che in teoria la Costituzione definisce fuorilegge), mentre si chiudono i centri sociali e si reprime a sinistra (vedi caso Cremona).
Questo quadro impone la costruzione di una nostra unità di classe, un blocco sociale solidale avendo come base unificante la battaglia contro la repressione e respingendo al mittente le misure liberticide che sono insite nel programma del governo. Governo che ci propina austerity, prono a garantire i profitti ai soliti noti.
No austerity si schiera al fianco di tutte le realtà operaie, e di tutte i movimenti sociali che si oppongono a questo sistema di ingiustizie.
È necessario trovare una sintesi unitaria di tutte le forze sociali e antagoniste per contrapporsi a questo sistema repressivo.

Un altro mondo è possibile! W la classe! W la lotta! 


http://www.coordinamentonoausterity.org/index.php?action=viewnews&news=top_1424801409

martedì 24 febbraio 2015

SABATO CORTEO MOTORIZZATO

Per il lavoro stabile, più salario e pensioni, reddito minimo, diritto alla salute e alla cura.

Le  risorse pubbliche necessarie per realizzare gli obbiettivi sopra richiamati vanno reperite sospendendo il pagamento degli interessi sul debito pubblico, per due anni, alle banche, istituendo una patrimoniale , eliminando le spese militari e le opere inutili.

Contro:
·      La guerra e tutti i guerrafondai,
·      la guerra dei banchieri contro lavoratori, giovani e pensionati,
·      le politiche del governo e della Troika

Sabato 28 c.m. corteo motorizzato
organizzato dalla Cub che passerà nei quartieri per terminare in p.zza della Scala per sostenere i lavoratori del teatro  e  incontrare il sindaco per impedire la presenza  il 29 Aprile nella città, medaglia d’Oro della resistenza, dei gruppi Europei di estrema destra.

Il corteo partirà alle 10,00 da Piazzale Loreto, angolo Via Porpora e terminerà in P.zza della Scala.
Febbraio 2015

Confederazione Unitaria di Base
Milano: V.le Lombardia 20 - tel. 02/70631804 fax 02/70602409

www.cub.it - e mail cub.nazionale@tiscali.it

IL SINDACATO CUB DI MODENA ADERISCE AL PRESIDIO DEGLI INSEGNANTI, DEI PRECARI E DEI LAVORATORI DELLA SCUOLA

Il sindacato Cub aderisce al presidio promosso dagli insegnanti e dai precari per dire NO alla cattiva scuola di Renzi. Il decreto del governo sulla scuola, che verrà presentato in settimana, prevede un numero di assunzioni molto inferiore alle aspettative. Ricordiamo che la Corte di giustizia europea ha recentemente condannato l'Italia per l'illegittima reiterazione dei contratti degli insegnanti precari (e di tutto il personale precario). Anche in provincia di Modena sono diverse migliaia i precari che avrebbero, per legge, diritto all'assunzione (dopo 36 mesi di lavoro dovrebbe scattare l'assunzione in ruolo) e che invece da molti anni o persino decenni continuano ad essere utilizzati come supplenti. Oggi Renzi presenta un piano di assunzioni assolutamente insufficiente ad assorbire tutto il personale precario. Non solo: si parla di assumere il personal precario su province diverse da quelle in cui si lavora o vive da anni, su insegnamenti diversi da quelli su cui i precari sono stati obbligati a specializzarsi e persino di utilizzare i nuovi assunti come tappa-buchi per le supplenze o per attività diverse dall'insegnamento! Non è tutto: il piano di Renzi prevede anche la cancellazione degli scatti stipendiali automatici per tutto il personale di ruolo: gli scatti stipendiali automatici verranno sostituiti con "scatti di carriera" (della stessa consistenza economica), riservati solo al 66% dei docenti di ogni scuola, che dovranno "accumulare crediti" (con corsi e attività aggiuntive) per non finire nel 34% dei poco meritevoli... Questi ultimi rischiano trasferimenti, cambi di mansione e licenziamenti (la cosa più assurda è che ogni scuola dovrà necessariamente individuare un 34% di docenti non meritevoli! un trucco per scatenare una miserevole guerra tra poveri).

Per dire no a tutto questo la CUB (Confederazione Unitaria di Base) di Modena mercoledì alle ore 17 sarà al presidio davanti all'Ufficio scolastico provinciale e fa appello a tutto il personale della scuola, precario e in ruolo, a parteciparvi. In occasione del presidio, la Cub ha chiesto anche un incontro con il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale in relazione a palesi violazioni dei diritti del personale della scuola da parte di alcuni dirigenti scolastici della provincia di Modena (mancato riconoscimento del diritto di ferie o imposizione del recupero delle ore nei giorni di neve delle scorse settimane).

CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE (CUB) MODENA
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Queste le rivendicazioni della CUB:

No alle assunzioni-farsa: chiediamo l'immediata assunzione di tutto il personale precario, nel rispetto delle province e delle materie scelte dai precari, senza utilizzo dei supplenti come trottole tappa-buchi! Chiediamo inoltre che non ci siano penalizzazioni per i nuovi assunti, a cui devono essere riconosciuti gli scatti stipendiali!

Basta classi pollaio che rendono impossibile qualsiasi didattica dignitosa! Chiediamo inoltre che venga abbassata l'età pensionabile, al contempo favorendo un ricambio generazionale e permettendo al personale che lavora da molti anni di andare a riposo con pensioni dignitose!

Restituzione della monetizzazione delle ferie non godute: in due anni il personale precario è stato scippato di oltre 2000 euro dal governo, che intende fare cassa sulla pelle di chi ha meno diritti, cioè dei precari! Quei soldi vanno restituiti!

No al taglio del personale Ata! Il personale Ata è già gravato di molto lavoro e la legge di stabilità ha introdotto nuovi pesanti tagli. Non solo: la "Buona scuola" di Renzi prevede l'apertura anche serale degli istituti, che cadrà prioritariamente sulle spalle del personale Ata!

Ripristino degli scatti stipendiali automatici per tutto il personale della scuola! No alle "false carriere" di Renzi, che significano tagli per tutti! La "Buona Scuola" di Renzi prevede la cancellazione degli scatti stipendiali automatici, che verranno sostituiti con "scatti di carriera" (della stessa consistenza economica), riservati solo al 66% dei docenti di ogni scuola, che dovranno "accumulare crediti" (con corsi e attività aggiuntive) per non finire nel 34% dei poco meritevoli... Questi ultimi rischiano trasferimenti, cambi di mansione e licenziamenti (la cosa più assurda è che ogni scuola dovrà necessariamente individuare un 34% di docenti non meritevoli! un trucco per scatenare una miserevole guerra tra poveri).

Per tutti questi motivi la Cub Sur, nell'ambito della settimana di mobilitazione nazionale a Montecitorio promossa dai precari della scuola, aderisce al
PRESIDIO CONTRO LA CATTIVA SCUOLA DI RENZI
mercoledì 25 febbraio ore 17
davanti all'Usp di Modena in via Rainusso 70/100
Facciamo appello a tutto il personale della scuola

ad aderire e partecipare!

venerdì 20 febbraio 2015

CAMUSSO-LANDINI. L'UNITA' DELLA RITIRATA

Editoriale di Sergio Bellavita


Nel direttivo nazionale del 18 si è nuovamente celebrata l’unità tra Susanna Camusso e Maurizio Landini. Segno di una ritrovata radicalita’ che cementa i gruppi dirigenti? Tutt’altro, quella che ormai è molto di più di una semplice convergenza, si celebra sulla crisi più profonda del maggiore sindacato italiano. La Camusso è semplicemente in attesa di poter consegnare il cerino incandescente della gestione di un’organizzazione senza più spinta vitale, in cui la regola è ognuno faccia come meglio crede o come meglio può. Il tentativo della Camusso di traghettare la Cgil nel sistema della complicità sindacale è stato infranto dalla durezza di una crisi economica  e sociale che ha sconvolto il sistema  stesso su cui hanno poggiato per un lungo tempo i cosiddetti corpi intermedi. I “grandi” accordi interconfederali che hanno segnato la guida Camusso, dal 28 giugno 2011 al testo unico del 10 gennaio 2014 non solo non hanno centrato nessuno degli obbiettivi declamati, sull’altare dei quali è bene ricordarlo si è regalato il contratto nazionale dei lavoratori, la libertà sindacale e il diritto di sciopero ai padroni, ma non sono riusciti ad affermarsi come modello andando subito in crisi. Landini ha vissuto per anni con il valore straordinario del No di pomigliano e mirafiori. Un no di grande valore sul piano generale ma che non è andato oltre. Le pratiche concrete, pur di riconquistare il titolo di sindacato responsabile dopo la cacciata dalla Fiat , sono divenute sempre più simili a quelle del resto delle categorie della Cgil  “ognuno faccia quel che può”, sino a praticare la contrattazione di restituzione che sta riducendo salari e diritti ovunque. La battaglia contro Marchionne tanto tenace sul piano legale tanto evanescente sul piano sindacale, pur avendo incassato vittorie legali di grande valore generale su democrazia e rappresentanza non ha scalfito il modello di super sfruttamento che si è imposto sulla condizione dei lavoratori. Sia la Camusso che Landini non possono rivendicare un bilancio positivo delle loro scelte e questo li unisce, soprattutto in questa fase di crescente irrilevanza del sindacato. Entrambi vorrebbero rientrare ma gli spazi di rientro si restringono sempre di più e sono sempre più insostenibili. L’ordine del giorno Camusso condiviso da Landini nel direttivo del 18 febbraio ha una corposita’ inversamente proporzionale alle scelte reali ed alla loro radicalità. La denuncia del carattere  inedito e drammatico della fase e della durezza dei provvedimenti del governo si risolve in una terminologia burocratica e altisonante per coprire il vuoto totale dell’iniziativa, che ovviamente non esclude il ricorso a qualche ora di sciopero a copertura della ritirata. La consultazione dei lavoratori per chiedere loro se vogliono il referendum abrogativo del jobs act è la foglia di fico in questo quadro che comunque vada scarica sui  lavoratori la responsabilità delle colpevoli mancate scelte dei gruppi dirigenti di vera continuità delle lotte contro il jobs act. Landini si è accontentato della mobilitazione di testimonianza della cgil dell’autunno scorso risolta nel adesione critica al nuovo modello. Non a caso il direttivo ha deciso l’ingresso della Cgil nelle commissioni di conciliazione della legge 30 osteggiate sono a ieri. Un po’ poco per portare la Fiom al matrimonio con la Camusso. Siamo sotto il minimo sindacale.

Tratto dal sito :http://sindacatounaltracosa.org

giovedì 19 febbraio 2015

mercoledì 18 febbraio 2015

NO ALLA CATTIVA SCUOLA DI RENZI!

MODENA
MERCOLEDI' 25 FEBBRAIO ORE 17

PRESIDIO DAVANTI ALL'UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE IN VIA RAINUSSO 70/100

Dal 23 al 27 febbraio i precari della scuola organizzano a Roma un presidio permanente a Montecitorio nei giorni in cui è prevista la presentazione del decreto sulla scuola. In tante città d'Italia ci saranno presidi davanti agli uffici scolastici.
 Facciamoci sentire anche a Modena!

No alle assunzioni-farsa: chiediamo un immediato piano di assunzioni, con adeguati finanziamenti. Il progetto della "Buona scuola" di Renzi prevede che i nuovi assunti possano essere impiegati su altre province, su "materie affini" o messi a disposizione di reti di scuole per tappare i buchi delle supplenze. Chiediamo che le assunzioni avvengano nel rispetto delle province e delle materie scelte dai precari, senza utilizzo dei supplenti come trottole tappa-buchi! Chiediamo inoltre che non ci siano penalizzazioni per i nuovi assunti, a cui devono essere riconosciuti gli scatti stipendiali!
Il piano di assunzioni di Renzi rischia di trasformarsi in una gigantesca operazione di risparmio, che penalizzerà anzitutto i supplenti brevi che lavorano sulle graduatorie di istituto (i quali già oggi ricevono gli stipendi spesso con mesi di ritardo): questi supplenti rischiano di scomparire e diventare disoccupati, poiché l'intenzione è quella di cancellare le graduatorie d'istituto senza garantire ai precari nessuna prospettiva di assunzione! Chiediamo garanzie per i supplenti delle graduatorie di istituto!
Sì all'assunzione di tutto il personale precario, sia delle graduatorie a esaurimento che delle graduatorie d'istituto: a chi ci dice che non ci sono sufficienti posti nella scuola, noi rispondiamo che occorre ridurre il numero di alunni per classe e aumentare il numero degli insegnanti: basta classi pollaio che rendono impossibile qualsiasi didattica dignitosa! Chiediamo inoltre che venga abbassata l'età pensionabile, al contempo favorendo un ricambio generazionale e permettendo al personale che lavora da molti anni di andare a riposo con pensioni dignitose!
Restituzione della monetizzazione delle ferie non godute: in due anni il personale precario è stato scippato di oltre 2000 euro dal governo, che intende fare cassa sulla pelle di chi ha meno diritti, cioè dei precari! Rivogliamo indietro i nostri soldi!
No al taglio del personale Ata! Il personale Ata è già gravato di molto lavoro e la legge di stabilità ha introdotto nuovi pesanti tagli. Non solo: la Buona scuola di Renzi prevede l'apertura anche serale degli istituti, che cadrà prioritariamente sulle spalle del personale Ata!
Ripristino degli scatti stipendiali automatici per tutto il personale della scuola! No alle "false carriere" di Renzi, che significano tagli per tutti! La "Buona Scuola" di Renzi prevede la cancellazione degli scatti stipendiali automatici, che verranno sostituiti con "scatti di carriera" (della stessa consistenza economica), riservati solo al 66% dei docenti di ogni scuola, che dovranno "accumulare crediti" (con corsi e attività aggiuntive) per non finire nel 34% dei poco meritevoli... questi ultimi rischiano trasferimenti, cambi di mansione e licenziamenti (la cosa più assurda è che ogni scuola dovrà necessariamente individuare un 34% di docenti non meritevoli! Un trucco per scatenare una miserevole guerra tra poveri).
Facciamo appello al personale della scuola di Modena (precario e di ruolo), ai sindacati, alle rsu delle scuole a partecipare al presidio. E' importante la solidarietà di tutti, anche dei lavoratori e delle lavoratrici di altri settori, degli studenti, dei disoccupati, di tutti coloro che vogliono una scuola pubblica, gratuita e di qualità.

Precari Scuola Modena
Per mandare l'adesione al presidio scrivere a: precariscuolamo@gmail.com

domenica 15 febbraio 2015

COMUNICATO STAMPA Comitato NO TUNNEL TAV Firenze

Con il rinvio a giudizio di 32 persone per le vicende TAV l'unica cosa da fare sarebbe fermare i lavori
Il rinvio a giudizio di 32 persone in relazione alla realizzazione del Passante TAV di Firenze sono l'ennesima riprova che le denunce fatte da tante persone, compreso il comitato NO TUNNEL TAV, hanno una ben forte consistenza. Il fatto che la politica nazionale taccia e quella locale chiuda accuratamente gli occhi è un pessimo sintomo e indizio che ancora troppe collusioni sono attive.
Di fronte allo sfacelo tecnico, politico e morale che emerge dalla vicenda TAV fiorentina l'unica cosa decente da fare sarebbe per lo meno sospendere i lavori. Invece lavorazioni secondarie, sostanzialmente superflue ma che dovranno essere ben pagate alle ditte costruttrici, vanno avanti al di fuori degli accordi contrattuali e della gara fatta a suo tempo.
L'ennesimo annuncio dell'inizio dello scavo rinviato a novembre è il sintomo chiaro che i problemi non sono assolutamente risolti. Il CNR sta studiando quelle terre ormai da oltre un anno; nemmeno i sassi portati dalla luna sono stati così attentamente studiati! La questione è invece semplicissima: dal tunnel - se mai si troverà una nuova fresa e capendo chi la pagherà – uscirà melma, materiale non palabile. Si potranno stravolgere le normative vigenti, già troppo corrive, ma il fango resta fango e le colline promesse a Cavriglia diverrebbero comunque una palude di melma.
Il Comitato ricorda come i costi stiano andando alle stelle nonostante l'alta probabilità di non poter finire l'opera. Ad aprile 2014 il bilancio di Nodavia parlava di costi giunti a circa 740 milioni di euro; forse a Firenze siamo ad un record non invidiabile: per i 7 km di tunnel i costi sono già 105 milioni al chilometro senza aver scavato nemmeno un centimetro!
Questa TAV fiorentina non è solo un disastro economico e ambientale, rende Firenze ridicola nel mondo.
Firenze, 13 febbraio 2015

Comitato NO TUNNEL TAV Firenze     338 3092948

giovedì 12 febbraio 2015

LE BUGIE DI COMPUPRINT SRL

Ma Perché siamo qui anche oggi 13.2.2015? Le bugie di Compuprint SRL – GDS. Cariolato-GDS: “Essere qui tra 20 anni…..”

23 ottobre 2006 - La Sentinella del Canavese: La ‘Finmek-Cpg’ diventa ‘Sferal’ - Fine dell’amministrazione straordinaria e, si spera, fine del declino industriale, per gli stabilimenti Finmek e CPG di Caluso. Le due fabbriche, roccaforti dell’elettronica in Canavese, coinvolte nel crack finanziario dell’ex gruppo Finmek dell’imprenditore padovano Carlo Fulchir, sono state acquistate dalla ‘Sferal srl World Wide Technology’, una società costituita ad hoc. La nuova società è nata dall’alleanza tra l’ingegnere calusiese Luigi Barbero e l’azienda vicentina GDS spa, produttrice di display ad alta tecnologia con dieci stabilimenti e centri di ricerca in Europa e nel mondo. La decisione rappresenta di fatto la fine dell’istruttoria aperta dal commissario G. Vidal per la cessione del sito di Caluso dopo l’impossibilità di procedere ad una vendita unitaria del gruppo Finmek (otto stabilimenti in Italia con 3mila occupati) come avrebbero preferito le organizzazioni […]. -- Al Mattino di Padova dichiarerà il 24 ottobre 2006 Andolfo (fiom) «Da un lato la Gds licenzia e ristruttura le sue aziende italiane per delocalizzare il lavoro all’estero, dall’altro acquisisce nuove aziende - sottolinea Massimo Andolfo, della segreteria della Fiom-Cgil -. Chiederò al più presto un incontro per chiarire, sino in fondo, tale apparente contraddizione». Evidentemente la contraddizione non verrà risolta o chiarita né da Andolfo né da Vidal perché in 4 anni verrà attivata la procedura di cessazione attività con “sparizione” di tutti i macchinari per la produzione di stampanti. L’attività industriale di Cariolato, sperimentata negli anni, sembra essere quella di acquisire aziende con know how, chiuderle, e trasferire all’estero produzione oltre a sfruttarne i brevetti. In queste mani è stata consegnata la Compuprint-CPG di Finmek in AS
La Sferal WWT gruppo GDS si era impegnata con l’accordo del 2007-2009 e l’assistenza delle associazioni padronali a rilevare le attività da Finmek in AS investendo a Caluso e li creare un polo per produzione di printer e pannelli solari salvaguardando l’occupazione. I fatti hanno dimostrato che le iniziali “illazioni destituite fondamenti” oggi sono la realtà! Di Compuprint-CPG e 350 dipendenti è rimasto un piccolo centro di ricerca e marketing ma le stampanti continuano ad essere prodotte IN GROSSI VOLUMI in Cina e vendute anche in Italia. La nostra RSA FLMuniti CUB non ha mai firmato gli accordi per chiusure, trasferimenti e licenziamenti ed ha subito continue discriminazioni da parte della Direzione nelle relazioni sindacali. Gli accordi sottoscritti da altre organizzazioni hanno oggi condotto NEI FATTI alla chiusura quasi completa di Compuprint ed al pagamento di ammortizzatori sociali a carico della collettività (INPS) per anni. Abbiamo condotto in 20 anni battaglie di denuncia e promosso cause collettive in azienda. Il nostro esposto depositato nel 2011 ed affidato al dott Crupi denunciava IN TEMPO REALE la delocalizzazione clandestina di Compuprint .
Perché l’esposto è rimasto da allora in fase di indagini ?
Sferal-Compuprint GDS non ha mai occupato tutti i dipendenti assunti da Finmek ma li ha parcheggiati per anni in CIGS senza rotazione. Le cause che abbiamo noi promosso per i nostri iscritti contro Compuprint le abbiamo vinte con dichiarazione di illegittimità della CIGS. Proseguiremo le nostre attività di tutela: settimana prossima al Tribunale di Ivrea nuova udienza per i licenziati.

                                              RSA FlmUniti CUB Compuprint Srl

Email rsaflmuniti@gmail.com sito info web http://compuprintincina.altervista.org
Ciclostilato in proprio CUB DI IVREA E DEL CANAVESE in Via San Gaudenzio 3 IVREA (TO)
Tel. 0125 425851 Fax 0125 220442 e-mail canavese@cubpiemonte.org



MESSAGGIO DI SALUTO ALLA ASSEMBLEA DI NO AUSTERITY DI LIVERPOOL

No Austerity – Coordinamento delle lotte saluta la conferenza “No Austerity” di Liverpool
L’austerità è la maggiore minaccia alle vite dei lavoratori di tutto il mondo. In ogni Paese le masse si stanno organizzando, dalla Grecia al Brasile, passando per Spagna, Portogallo e Irlanda.
Circa tre anni fa, alcuni lavoratori e attivisti sindacali si sono uniti per formare un coordinamento di lotta chiamato No Austerity, cercando di riunire tutti quelli disposti a lottare contro i tagli del governo e gli attacchi dei padroni alle organizzazioni sindacali. La necessità di una lotta unita era così urgente ed importante che diversi attivisti di varie tendenze politiche si sono uniti a No Austerity in questi anni: questo ci ha permesso di creare una rete di solidarietà tra le diverse lotte al fine di rafforzarle. Importante per noi è anche la solidarietà internazionale tra lavoratori e attivisti sindacali: per questo No Austerity è anche parte della Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta.
Oggi siamo felici di sapere che a Liverpool si terrà una conferenza molto simile a quella che ha visto la nascita della nostra organizzazione; siamo felici di sapere che la gente di Liverpool sta cercando di organizzarsi contro l’austerità. Speriamo che questo sia solo il primo passo di un percorso che possa condurre a una stabile organizzazione di lotta operaia e popolare contro l’austerità e tutti i futuri attacchi dei governi.
Auguri per la buona riuscita della vostra conferenza
No Austerity – Coordinamento delle lotte

Italian No Austerity greets the Liverpool No Austerity conference
Austerity is the greatest threat to the lives of workers all over the world. The masses are organizing in every country, from Greece to Brazil, passing through Spain, Portugal and Ireland.
Almost three years ago, a few workers and union activists joined to form a struggle coordination called No Austerity, trying to re-unite all the ones willing to fight against the government cuts and the bosses attacks against the labour organizations. The need of an unite struggle was so urgent and important that several activists of different political tendencies joined No Austerity in these years: this allowed us to create a network of solidarity between different struggles in order to make them stronger. Important to us is also the international solidarity between workers and union activists: for this reason No Austerity is also part of the International union network of solidarity and struggles.
We are now glad to see that in Liverpool there’s a conference which is very similar to the one that gave birth to our organization; we are glad to se that people in Liverpool are trying to organize themselves against austerity. We hope that this will be only the first step of a path that will lead to a stable workers and popular struggle organization against austerity and all the next governments’ attacks.
Best wishes for the success of your conference

No Austerity – Coordination of the struggles

PISA – FIRMATO L’AUMENTO DEI TURNI E DELLA FLESSIBILITÀ ALLA CONTINENTAL

L’accordo sulla Solidarietà firmato alla Continental non risponde a nessuna necessità, è un danno e un pericolo per i lavoratori ed è un favore all’azienda pagato con i soldi dell’INPS.
1.  Lo stato di crisi non esiste, nel 2015 è previsto un aumento di produzione del 15 per cento rispetto al 2014 e del 10 per cento rispetto al 2012 e al 2013. Dai dati degli RSU firmatari, l’anno scorso la Solidarietà realmente effettuata è stata molto ridotta, tra il 4 e il 16 per cento nei diversi  reparti; il previsto aumento di produzione la azzera completamente. Dichiarare 253 esuberi, pari a un dipendente su quattro, è perciò infondato e pretestuoso.
2.  In questa situazione, sottoscrivere la necessità di diminuire le ore lavorate significa una cosa sola: permettere l’aumento dei ritmi di lavoro. Accettare poi un numero di esuberi così alto significa solo dare all’azienda strumenti per una flessibilità a piacimento e per una gestione dell’orario di lavoro a suo arbitrio.
3.  Gli esuberi non sono perciò il presupposto e il motivo della Solidarietà, MA NE SARANNO IL RISULTATO. Una volta che l’azienda avrà consolidato la nuova organizzazione del lavoro si aprirà, ALLORA E PER QUESTO MOTIVO,  il pericolo dei licenziamenti. Nascondere ai lavoratori queste semplici verità è stato l’impegnativo “compito”  degli RSU firmatari nelle assemblee dei giorni scorsi.
Che cosa sarebbe successo senza disponibilità della RSU alla Solidarietà? L’azienda avrebbe potuto richiedere qualche giorno di CIG, con un danno salariale di forse 24 euro mensili. Ma questa alternativa era evidentemente troppo semplice per gli RSU firmatari, che nel loro documento fantasticano della necessità di  << accordi che consentano alle Aziende di fare investimenti….che richiedano l’utilizzo di minor manodopera, senza compromettere la salvaguardia dei posti di lavoro >> (!)
Anche alla Piaggio da qualche anno ci battiamo contro la firma di contratti di Solidarietà che servono solo a coprire il progressivo trasferimento all’estero delle lavorazioni, l’aumento dei ritmi di lavoro e una flessibilità che significa  asservimento dei lavoratori all’arbitrio delle decisioni dell’azienda su tutti gli aspetti del rapporto di lavoro. Questo uso arbitrario e pretestuoso dei Contratti di Solidarietà non solo sperpera i soldi dell’INPS, ma mette nelle fabbriche i lavoratori in una condizione di debolezza e di ricattabilità.
Gli interessi dei lavoratori non si difendono né compiacendo i padroni né con una logica aziendale, ma con la lotta e l’unione delle diverse fabbriche.
RSU FIOM Piaggio – RSU Continental non firmatari



martedì 10 febbraio 2015

volantino di Emilio Pagani della RSA FlmUniti CUB Compuprint SRL

                                                           Fantasmi e vertenze

                                                        Licenziamenti Compuprint…
                                                       Ven.13 febbraio 2015 – Ivrea

                                  Non siamo fantasmi e proseguiremo con le vertenze.


Presidio sindacale FLMUniti CUB presso sede Confindustra Canavese – C.so Nigra 2 Ivrea - convocato per venerdi 13 febbraio 2015 – ore 11
 Non è finita! La nostra vertenza contro i licenziamenti Compuprint è l’unica ad essere aperta ed in discussione. Prossima udienza 19 febbraio Tribunale Ivrea. Da 20 anni i primi all’interno dell’azienda nel promuovere vertenze collettive e denuciare i misfatti ai danni di lavoratrici e lavoratori (trasferimenti, mobbing, mancate rotazioni, licenziamenti, etc)
 Sollecitiamo l’esame dell’esposto depositato nel luglio 2011 ad opera della RSA FlmUniti ed assegnato al Dr. Crupi – Ivrea - in merito alla delocalizzazione clandestina della Compuprint in Cina e Romania avvenuta nonostante gli impegni assunti anche in Confindustria Canavese per la fabbrica di Caluso
 Le stampanti Compuprint si vendono OGGI in tutto il mondo. Qui sono rimasti disoccupati e costi per l’Inps per i vari ammortizzatori sociali utilizzati. Gli accordi di chiusura con formazione e ricollocazione per i dipendenti non hanno prodotto risultati.
 Nonostante la Direzione vada sostenedo che non siamo più presenti in Compuprint da tempo e lo vada a riferire ai Giudici del Lavoro nei fatti è vero il contrario. Gli iscritti nel 2013-2014 sono aumentati e l’A.D. ha firmato con noi nella nostra sede di Torino e con un nostro iscritto un verbale di conciliazione recentemente nel mese di novembre 2014.
 Continuare con le azioni di denuncia e legali: nel trambusto di crisi, fallimenti e trasferimenti alcuni accordi sindacali mai disdettati non sono stati rispettati con ulteriore danno per i dipendenti.

Milano-Torino, 2 febbraio 2015                 

 RSA FlmUniti CUB Compuprint SRL


              Email rsaflmuniti@gmail.com sito info web http://compuprintincina.altervista.org 




                      

lunedì 9 febbraio 2015

UN ALTRO BEL VIDEO SU EXPO 2015

DIVERSAMENTE INFORTUNI - COMUNICATO AFFISSO IN FABBRICA DAL COORDINAMENTO CUB PIRELLI


 Bollate, 9 febbraio 2015

Memori del nostro precedente comunicato datato 9 ottobre 2014, con rammarico dobbiamo, a distanza di 4 mesi, ribadire concetti che credevamo chiariti.
Un rammarico doppio, il nostro. Perché oltre a ricevere ancora segnalazioni di lavoratori che, dopo un incidente sul lavoro, non aprirebbero l’infortunio a causa di pressioni da parte dello staff, ci ritroviamo per la seconda volta a denunciare queste presunte pressioni solo noi del Coordinamento Cub.

Ricordiamo a tutti i lavoratori che:

·         La malattia, oltre ad influire sul premio obbiettivo, è pagata meno ed è soggetta al periodo di comporto.
·         L’infortunio, in caso di sintomi imputabili all’incidente che dovessero presentarsi tardivamente, può essere riaperto.
·         Farsi visitare in un ospedale, munito di apparecchiature diagnostiche, non solo è un vostro diritto, ma è e rimane la soluzione migliore per la vostra salute.


Da non sottovalutare è l’aspetto etico, dove è necessario evidenziare che l’istituto della malattia non va mai utilizzato impropriamente. Se un’azienda inducesse i propri dipendenti ad aprire malattia anziché infortunio, quella malattia non sarebbe diversa da quella di un lavoratore che avesse semplicemente voglia di prendersi qualche giorno di riposo.
 A questo punto ci chiediamo: con quale faccia e a che titolo poi i padroni potrebbero farci la morale?
Qual è il messaggio che passerebbe? Se fa comodo all’azienda, puoi fare malattia finta, altrimenti sei un’assenteista?!

A questo quadro, già di per sé negativo, ci teniamo aggiungere un’ulteriore riflessione: l’aspetto umano. Possibile che un lavoratore, reduce da un infortunio e per questo anche fragile psicologicamente, debba anche subire pressioni  da parte di chi dovrebbe avere a cuore la sua salute?
Ci auguriamo che non sia possibile, e che se mai lo fosse stato, non lo sia più.

Il perdurare di tali situazioni, che escludono i lavoratori dal diritto alla tutela fisica, giuridica, sanitaria ed economica, ci indurrà ad essere vigili nel raccogliere elementi utili da denunciare agli enti preposti, affinché vi siano delle sanzioni per i soggetti responsabili e valutare un possibile risarcimento per danno economico.


Coordinamento Cub Pirelli Bollate